Press "Enter" to skip to content

Anche l’Umbria ricorre alla Consulta contro il decreto sicurezza

Roma, 7 Gen 2019 - La Regione Umbria ricorre alla Corte costituzionale contro il decreto sicurezza. È stato deciso nel corso della seduta di oggi della giunta regionale, dopo che la presidente Catiuscia Marini già nei giorni scorsi aveva annunciato di valutare il ricorso alla Consulta.

Verso il ricorso Piemonte, Toscana, e Calabria. Anche l'Emilia-Romagna e il Lazio stanno valutando. Intanto, il governatore del Lazio Nicola Zingaretti ha dato alle Asl la direttiva di non interrompere l'assistenza sanitaria a nessuno "indipendentemente dalle sue condizioni socio-economiche".

L'azione decisa oggi, fa sapere la governatrice dell'Umbia, è nel segno di una "tradizione millenaria di civiltà del popolo umbro, improntata ai principi di convivenza pacifica e solidarietà, sempre vicina a chi ne ha bisogno. Questa è la terra di San Francesco e San Benedetto - ha aggiunto Marini - è la terra della spiritualità che si è fatta accoglienza. Ai nostri valori ispirati alla Carta Costituzionale e alle convenzioni internazionali di salvaguardia dei diritti dell'uomo non rinunciamo".

L'assessore Antonio Bartolini ha evidenziato come il decreto sicurezza "nell'eliminare i permessi di soggiorno per motivi umanitari e togliendo il diritto di residenza ai richiedenti asilo stia creando un vero e proprio caos normativo e legislativo e confusione nelle responsabilità dei funzionari di Regione, Asl, Agenzie e Comuni e parallelamente una "corsa ad ostacoli" per gli stranieri che, entrati con un regolare permesso di soggiorno, oggi o sono riportati - con legge dello Stato - nella clandestinità e nell'irregolarità o gli viene tolta la residenza".

La Presidente Catiuscia Marini ha ribadito la sua volontà di mantenere "inalterati i livelli dei servizi e dei diritti riconosciuti agli stranieri entrati regolarmente nel nostro territorio ed oggi posti in uno strano limbo e penalizzati dal decreto sicurezza, con grave lesione dei diritti umani e del rispetto della dignità di ciascuna persona, una situazione che genera peraltro problemi sociali nelle singole città della regione e rende complicato l'intervento sociale da parte delle istituzioni locali".

La Giunta regionale ha inoltre deliberato di avviare il percorso per l'approvazione di un disegno di legge "salva-regolari" che mantenga inalterati, a garanzia di tutta la comunità regionale e in attesa del giudizio della Corte, i diritti sociali ed umani garantiti nel nostro territorio regionale a quegli stranieri entrati regolarmente in Italia e che ora sono stati privati delle proprie legittime aspettative dal decreto