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Confindustria, Boccia, qui lo dico e poi lo nego: smentito l’appoggio alla Lega, era una provocazione, chiediamo coerenza.

Roma, 1 Ott 2018 - Nessuna approvazione, "nessun appoggio" di Confindustria alla Lega, dice il leader degli industriali, Vincenzo Boccia, dopo la dura polemica di 2 giorni fa con l'ex ministro Calenda. Ospite di Massimo Giannini su Radio Capital, afferma anzi che le sue parole a Vicenza vanno interpretate come "una provocazione" per sottolineare "alcune incoerenze" nella linea del partito di Matteo Salvini che "sul territorio è verde" e al governo "è gialloverde". Nessun appoggio, dice, ma "strumentalizzazioni" alimentate da "qualche tweet".

"A noi i condoni non piacciono. Abbiamo fatto una proposta che è quella della rateizzazione decennale dei debiti fiscali per le imprese in crisi oggettiva. Il condono è un messaggio totalmente diverso". dice ancora il presidente di Confindustria a Radio Capital.

A Vicenza Boccia aveva detto: "Di questo governo crediamo fortemente nella Lega, è una componente importante, qui non si tratta di regionalità ma di risposte vere ai cittadini". E aveva poi parlato della Lega in termini di "grandi aspettative, altissime non solo alte". Al leader degli industriali aveva replicato Carlo Calenda, ex ministro dello Sviluppo Economico, su Twitter: "La Confindustria è ufficialmente leghista. Chissà se le imprese credono anche nel piano B, nel trasformare l'Italia in una democrazia illiberale, nello spread fuori controllo etc. Mai un Presidente aveva fatto un appoggio così a un partito politico. Vergognoso".

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