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Governo Conte, oggi la fiducia alla Camera. Ieri il sì del Senato

Roma, 6 Giu - Dopo il sì di ieri al Senato al governo Conte, oggi tocca all'aula della Camera, che è stata convocata alle 9 per l'inizio della discussione sulle comunicazioni del Governo, cui seguirà la replica del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il voto di fiducia.

Stamane si svolge la discussione generale sulle comunicazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Le repliche del premier sono attese intorno alle 14.30; il voto è previsto nel pomeriggio. Conte è presente in aula insieme al vicepremier Luigi Di Maio. Assente invece l'altro vice Matteo Salvini.

All'assemblea congiunta di M5s "non abbiamo parlato di nomine" di governo. Lo ha detto Luigi Di Maio rispondendo ai cronisti al termine della riunione a Montecitorio a proposito di viceministri e sottosegretari del governo Conte. "Questa settimana è importante, c'è il presidente del Consiglio che va al G7 in Canada. Ma noi dobbiamo discutere di nomine anche con Conte. Questa settimana cerchiamo di chiudere tutto" ha concluso il vicepremier.

Secondo altre fonti sarebbe ancora in stallo la trattativa sulle nomine dei 43 tra sottosegretari e vice ministri (15 e tre alla Lega; 25 e cinque al M5s, con alcuni nodi da sciogliere), che sarebbe comunque rinviata alla prossima settimana. Dovrebbe arrivare prima una decisione su capigruppo e nomine dei presidenti della Commissioni parlamentari.

È atteso per la prossima settimana l'accorpamento della delega Turismo alle Politiche agricole del leghista Gian Marco Centinaio, che diventerà così un dicastero per la promozione e la tutela del 'made in Italy'.

Ieri il Senato ha approvato la fiducia al governo di Giuseppe Conte con 171 voti favorevoli, 117 contrari e 25 astenuti 25. I presenti erano 314, i votanti 313. L'esecutivo M5s-Lega ottiene 10 voti in più della maggioranza assoluta (161 senatori) e due in più di quelli che presero sia Gentiloni sia Renzi per i loro governi. I 171 sì sono esattamente i voti che si aspettava la nuova maggioranza, risultanti dalla somma dei 109 senatori grillini e dei 58 della Lega, ai quali si sono aggiunti due espulsi dal M5s e due eletti all'estero del Maie. Palazzo Madama si è espresso sulle linee programmatiche del governo illustrate dal presidente del Consiglio. Apertura alla Russia, carcere per gli evasori fiscali, migrazione, famiglie, disabili e sicurezza alcuni dei punti del programma del 'cambiamento'.

Il presidente del Consiglio Conte, si apprende intanto da fonti del governo, terrà per sé la delega ai Servizi segreti.

"Bisogna dare risposte concrete ai cittadini. Voglio ridare loro fiducia", vista la disaffezione nei confronti della politica registrata negli ultimi tempi. Gli obiettivi che la squadra di governo vuole raggiungere sono affidati alla pagina scritta. Così il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel discorso per la fiducia al Senato. Conte ha riconosciuto di non avere esperienza politica, ma si è detto pronto ad "assumere con umiltà e determinazione" il compito che gli è stato affidato e di mettere a disposizione la sua professionalità a servizio "di questo meraviglioso Paese".

“Noi inauguriamo una stagione nuova, anche non nascondendo le difficoltà - ha detto il premier - Ci apriamo al vento nuovo che soffia da tempo nel Paese", sottolineando il "tramonto delle ideologie forti. Il contratto non è di destra o di sinistra - ha sostenuto il presidente del Consiglio -, va letto nella necessità delle risposte da dare ai cittadini.

Le forze politiche che integrano le forze di governo sono state definite populiste anti-sistema: "Sono formule linguistiche che ciascuno può declinare liberamente Se 'populismo' è l’attitudine della classe dirigente ad ascoltare i bisogni della gente – prendo spunto da riflessioni di Dostoevskij tratte dalle pagine di Puskin –, se 'anti-sistema' significa mirare a introdurre un nuovo sistema, che rimuova vecchi privilegi e incrostazioni di potere, ebbene queste forze politiche meritano entrambe queste qualificazioni".

Primo punto del programma i diritti sociali, che negli anni sono stati smantellati - secondo Conte - "I cittadini italiani hanno diritto a un salario minimo, al reddito di cittadinanza, a una pensione dignitosa". E poi tra gli altri punti del programma, il premier ha annunciato che ci sarà un potenziamento della legittima difesa. E poi cosa cambierà? Tante cose. E ha spiegato: "Cambia che metteremo fine al business dell'immigrazione che è cresciuta a dismisura sotto il mantello della finta solidarietà. Cambia che lotteremo contro la corruzione. Cambia che vogliamo un paese a misura di cittadini diversamente abili che si ritrovano abbandonati, soli con le loro famiglie". Ancora. La salute: "vogliamo scindere la politica dalla sanità per renderla efficiente su territorio". Pensando poi alla sicurezza - tema molto sentito dai cittadini - spiega che ci saranno più fondi, perché il pensiero va sempre al bene delle famiglie. E su questo punto aggiunge: "Ove necessario, aumenteremo il numero di istituti penitenziari anche al fine di assicurare migliori condizioni alle persone detenute, ferma restando la funzione riabilitativa costituzionalmente prevista per la pena, che impone di individuare adeguati percorsi formativi e lavorativi". Migranti.

"Chiederemo con forza il superamento del Regolamento di Dublino al fine di ottenere l'effettivo rispetto del principio di equa ripartizione delle responsabilità e realizzare sistemi automatici di ricollocamento obbligatorio dei richiedenti asilo", dice il premier. Poi ha sottolineato, che "un primo banco di prova del nuovo modo in cui vogliamo dialogare con i partner europei è certamente la disciplina dell'immigrazione. È a tutti evidente come la gestione dei flussi migratori finora attuata ha rappresentato un fallimento: l'Europa ha consentito chiusure egoistiche di molti stati membri che hanno finito per scaricare sugli stati frontalieri, ed in primo luogo sul nostro Paese, gli oneri e le difficoltà che invece avrebbero dovuto essere condivisi". Conte ha assicurato quindi che "fin dal primo, positivo colloquio che ho avuto con la cancelliera Angela Merkel ho rimarcato l'importanza di questo tema e le successive dichiarazioni rilasciate dalla medesima durante lo scorso fine settimana dimostrano come si stia affermando la piena consapevolezza che l'Italia non può essere lasciata sola di fronte a tali sfide".

Conte poi ha affermato con forza: "Non siamo e non saremo mai razzisti. Vogliamo che le procedure mirate all'accertamento dello status di rifugiato siano certe e veloci, anche al fine di garantire più efficacemente i loro diritti". Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sull'immigrazione. "Difendiamo e difenderemo gli immigrati che arrivano regolarmente sul nostro territorio, lavorano e si inseriscono nelle nostre comunità rispettandone le leggi e dando un contributo decisivo allo sviluppo".

L'Aula di Palazzo Madama ieri ha reso omaggio bipartisan alla memoria di Soumaila Sacko, il bracciante maliano ucciso a colpi d'arma da fuoco nei giorni scorsi in Calabria. Quando il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha fatto riferimento alla tragica fine dell'uomo, sottolineando il fatto che fosse un immigrato regolare e manifestando le condoglianze alla famiglia, tutto l'emiciclo si è alzato e ha lungamente applaudito.