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Mozione (Pietro Cocco e tutti i capigruppo del Consiglio) “sulla richiesta al presidente del Consiglio dei ministri perché mantenga gli impegni assunti per la risoluzione della vertenza Alcoa”.

Cagliari, 1 Feb 2016 - Il capogruppo del Pd, Pietro Cocco, è intervenuto per illustrare la mozione unitaria ed ha ribadito l’importanza e la strategicità della vertenza Alcoa per l’intera Isola e non soltanto per il Sulcis. L’esponente della maggioranza ha quindi affermato che “non si può più prendere altro tempo” e evidenziando “la complessità della vicenda” e il dramma che vivono oltre 500 operai in Sardegna, ha dichiarato che «l’alluminio è una vertenza di carattere nazionale ed è per questo che chiediamo al presidente del Consiglio dei ministri di prendere in mano la situazione». Il capogruppo dei democratici ha concluso con l’auspicio di un procedere “in maniera unitaria, sinergica e con il coinvolgimento di tutti i parlamentari sardi”.

Il consigliere di Forza Italia, Ignazio Locci, ha ricordato il personale “coinvolgimento emotivo e politico su vertenza Alcoa” ed ha dichiarato di essere addolorato per le affermazioni fatte da alcuni operai nel corso dell’ultima manifestazione sotto il palazzo del Consiglio regionale: siete tutti uguali. Nel merito, l’esponente della minoranza ha dichiarato che “la vertenza Alcoa non può essere risolta dal governo regionale perché ci sono questioni che scavalcano persino il governo nazionale”. «Non è più sufficiente – ha concluso Locci - né la difesa d’ufficio degli operai e neppure della mozione d’ufficio, servono ragionamenti e azioni più profonde».

Alessandra Zedda (Forza Italia) ha sottolineato l’importanza della vertenza Alcoa, diventata il simbolo di tutte le mobilitazioni della Sardegna. «Il Governo italiano ha sempre considerato strategico il polo dell’alluminio ma nei fatti non è stato conseguente – ha detto Zedda – su questa vertenza in alcuni momenti è mancata un po’ di attenzione, soprattutto quando il sottosegretario De Vincenti è stato trasferito dal Mise alla segreteria della Presidenza del Consiglio dei Ministri».

Il consigliere azzurro, per riconoscendo che nel settore dell’alluminio ci sono questioni che vanno oltre i confini nazionali, ha espresso perplessità per l’atteggiamento di Governo e Parlamento. «Alcoa non ha mai messo al primo posto gli interessi della Sardegna, del Sulcis e tanto meno dei lavoratori – ha rimarcato Zedda – ciò che però è mancata è stata una norma chiara. E’ mancato il Parlamento.  L’unico modo per convincere qualsiasi imprenditore è la riduzione del costo dell’energia. Il Governo sotto questo punto di vista ha mostrato delle lacune. E’ vero che De Vincenti ha ottenuto alternative da Bruxelles ma nel frattempo è scoppiato il problema dell’indotto e degli ammortizzatori sociali. Il Governo deve dimostrare di ritenere strategica la produzione di alluminio, ciò che serve è una soluzione strutturale per il problema energetico a livello europeo».

Per Fabrizio Anedda (Sinistra Sarda) «è utopistico pensare a un rilancio di Alcoa senza un piano per la produzione di alluminio primario. In Sardegna manca un piano strategico per l’Industria. Se una multinazionale decide di chiudere è per sempre. Il Governo pensa che la produzione dell’alluminio non sia strategica, il costo dell’energia in Sardegna non è diverso da quello degli altri paesi europei».

Anedda ha poi avanzato dubbi sulle reali intenzioni dei gruppi interessati allo stabilimento di Portovesme: «Perché Glencore dovrebbe rilevare una situazione che non è più quella di 30 anni fa? La sensazione è che su questa partita manchi una visione d’insieme – ha concluso il consigliere comunista - si vuole garantire altra cassa integrazione rimandando il problema».

Il capogruppo dell’Udc, Gigi Rubiu, ha sottolineato la rilevanza della vicenda Alcoa per il Sulcis e per tutta l’Isola: «Rappresenta tutte le vertenze aperte e non risolte – ha affermato Rubiu – sono stati numerosi gli incontri tenuti a Roma ma le risposte sono state sempre insufficienti. La Sardegna è ancora alla ricerca di un confronto serio con lo Stato, la vertenza si protrae da 7 anni ma non si vedono soluzioni».

L’esponente della minoranza ha poi criticato l’azione dell’esecutivo: «Di fronte a un governo insofferente la Giunta è stata timida, silenziosa e sottomessa – ha attaccato Rubiu – intanto le tensioni sociali aumentano. Ne sono testimonianza le manifestazioni di questi giorni all’aeroporto, l’occupazione del Consiglio regionale e i blocchi stradali. La protesta si fa sempre più grande e intollerante».

Luca Pizzuto (Sel) ha invece difeso il lavoro svolto dalla Giunta. «La questione Alcoa era chiusa e sepolta – ha detto Pizzuto – presidente e assessori si sono impegnati perché la vertenza avesse rilievo nazionale e avesse oggi l’opportunità di andare avanti». Dopo aver riconosciuto la complessità di una partita sulla quale occorrerebbe ragionare in termini globali, Pizzuto ha dato atto all’esecutivo regionale di aver trovato un acquirente interessato a rilevare lo stabilimento Alcoa e di aver lavorato per ottenere un piccolo vantaggio in termini di sgravi sull’energia per tre anni. «La Giunta sta facendo molto mentre il Governo è assolutamente mancante - ha affermato il consigliere di Sel – serve soluzione più ampia per l’energia e per la vertenza Alcoa. Renzi sta chiudendo positivamente tutte le vertenze industriali, il decreto Ilva ne è l’esempio, sarebbe grave se non riuscisse a trovare una soluzione per un settore strategico come l’alluminio».

Il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis si è detto sorpreso dai toni elogiativi utilizzati dall’onorevole Pizzuto. «Le lodi possiamo coralmente recitarle quando il problema è risolto non quando si è ancora lontani dalla soluzione – ha detto Pittalis - c’è un dramma che coinvolge più di 350 persone, giovani e meno giovani, rispetto alle quali bisogna uscire dall’incertezza e dalle aspettative che si creano nei loro confronti».

Per Pittalis la mozione unitaria «è un tentativo di risposta a un atteggiamento del Governo che non possiamo non criticare. Renzi è venuto in Sardegna a dire che per la vertenza Alcoa si era vicini a una soluzione. Tutto invece è ancora in alto mare».

L’esponente dell’opposizione ha poi ribadito di voler dare un mandato forte al presidente Pigliaru «per far uscire Renzi dal sistema di annunci e proclami» suggerendo alla Giunta di spingere perché la questione venga sottratta al Mise e gestita direttamente da Palazzo Chigi. «Pigliaru chieda di potersi sedere davanti al Consiglio dei Ministri per parlare di questa e delle altre vertenze della Sardegna – ha affermato Pittalis – non è possibile che si trovi una soluzione per l’Ilva di Taranto e non per Alcoa, Porto Torres e Ottana».

Conclusi gli interventi dei consiglieri, il presidente Ganau ha dato la parola al presidente della Giunta Francesco Pigliaru.

Il capo dell’esecutivo ha difeso la sua azione di governo: «Nessuno si è distratto, la Giunta è stata attiva dal primo minuto. Non c’è stata settimana in cui non si sia occupata di Alcoa e del Sulcis nei tavoli del Mise e di Palazzo Chigi – ha detto Pigliaru - siamo partiti da una situazione disastrosa, non c’erano manifestazioni di interesse e la partita sembrava persa. Noi abbiamo agito dal primo giorno con un soluzione semplice: cercare un imprenditore credibile che fosse interessato a riaprire lo stabilimento».

Pigliaru ha quindi ricordato l’importante risultato raggiunto con l’individuazione di un imprenditore di “reputazione internazionale”. «Prima lo abbiamo portato al tavolo regionale per capire quali erano le condizioni su cui ragionare – ha detto il presidente - la domanda era questa: c’è un imprenditore che pensa che si può produrre alluminio per guadagnarci e non per andare in perdita? Successivamente siamo andati al tavolo del Mise e abbiamo presentato il nostro punto di vista. Non abbiamo mai voluto illudere nessuno, abbiamo accompagnato un imprenditore con il quale discutere le soluzioni per riaprire l’impianto».

Il presidente delle Regione ha poi ricordato la firma (circa un anno fa) del memorandum su Alcoa che dettava alcune condizioni sul prezzo dell’energia. «Abbiamo sempre saputo che il passaggio più difficile era quello europeo – ha ammesso Pigliaru – il risultato è stato poi ottenuto per quanto riguarda l’abbattimento del costo dell’energia. Il problema è la durata: due anni sono pochi perché un imprenditore possa giudicare conveniente l’investimento».

Pigliaru ha poi riconosciuto al Governo nazionale di aver lavorato al fianco della Sardegna per cercare di trovare una soluzione alla vertenza. «Ci ha affiancato nella vertenza e nelle interlocuzioni con l’Europa. Stiamo cercando di capire come superare la difficoltà: noi crediamo che l’alluminio non sia la soluzione per il Sulcis ma un pezzo importante per la transizione e la differenziazione dell’apparato produttivo, a fianco c’è da spingere per il Piano Sulcis, la Giunta ha liberato molte risorse su questo fronte. Non possiamo pensare a un Piano Sulcis, che ha bisogno di tempo, se c’è un disastro dietro. Siamo pronti a convocare sindaci e sindacati per spiegare cosa stiamo facendo, serva la massima trasparenza».

Il presidente della Regione ha poi definito “deludente” il risultato sulla proroga di soli due anni del regime di superinterrompibilità: «Il Ministro Guidi ha fatto un grande lavoro, non era scontato ottenere la proroga – ha detto Pigliaru – il risultato è deludente però ha messo in sicurezza 18 imprese tra cui la Portovesme Srl. Anche la centrale Enel sta per essere messa in sicurezza con un contratto di servizio che consentirà di produrre energia. Tutto ciò non basta: continueremo a lavorare insieme al Ministero per cercare una soluzione definitiva che consenta di produrre ancora alluminio in Sardegna. Non disperiamo di vincere questa battaglia». Segue