Parte da oggi la novità dell'assegno pagato il primo del mese per tutti, invalidità e indennità di accompagno comprese, per effetto del decreto pensioni varato dopo la sentenza della Consulta. Lo ha ricordato anche il presidente dell'Inps - Tito Boeri - tramite un tweet, mentre il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ha ribadito la volontà di intervenire sulla previdenza già annunciata dal premier Matteo Renzi: il governo sta valutando se una flessibilità in uscita dal lavoro verso la pensione sia sostenibile per le finanze nel lungo termine.
"Se troviamo una soluzione - ha detto Padoan - potrebbe essere uno strumento per favorire ulteriormente l'occupazione giovanile". E per limitare il più possibile l'impatto sulla finanza pubblica, si sta ragionando sulle penalizzazioni da introdurre per chi scelga di andare in pensione in anticipo, che potrebbe essere fissata a un tetto massimo di una mensilità ogni anno per chi se ne va a 62 anni, l'età minima su cui comunque tarare la nuova flessibilità.
Il presidente della commissione Lavoro Cesare Damiano, intanto, ha annunciato che dalla prossima settimana in Senato si aprirà il dibattito sulla flessibilità, partendo dalle proposte già avanzate da tutti i gruppi e in particolare da quella del Pd, che al momento prevede uscita anticipata a partire da 62 anni con penalizzazioni proporzionali che arrivano all'8% (ma anche uscita anticipata per chi abbia raggiunto 41 anni di contributi, indipendentemente dall'età anagrafica, e senza penalizzazioni).
ondamentale è però che non si pensi a dare flessibilità in cambio del ricalcolo dell'assegno tutto con il metodo contributivo. E nessuno, ha avvertito Damiano, si immagini di "usare la 'minaccia' del ricalcolo di tutti gli assegni già erogati" con il retributivo perché scatenerebbe lo scontro sociale e rischierebbe di portare molti pensionati sotto la soglia della povertà.
L'accento sulle differenze tra contributi effettivamente versati e assegni è stato posto di nuovo anche dall'ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli, al Festiva Economia di Trento. Cottarelli ha ribadito che la spesa pensionistica è stata l'unica a crescere dal 2009 ad oggi e ha sottolineato che "quando si parla di diritti acquisiti c'è una differenza da fare su come siano stati acquisiti, andando a vedere i contributi effettivamente versati. Poi la scelta è politica".
Ma il principio che persegue il governo, ha assicurato il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta, è quello di "consentire più libertà alle persone e alle famiglie, oltre a fare entrare più giovani al lavoro". Una gestione più flessibile ha "tre vantaggi: per alcune situazioni in cui uscire dal mondo del lavoro a 66-67 è francamente eccessivo, come nel caso dei lavori usuranti o per gli esodati. In secondo luogo una maggiore libertà nella gestione familiare e terzo dare spazio per l'occupazione giovanile. Adesso che si annuncia una ripresa dell'economia - conclude - è ora di farlo".





