L'Amministrazione comunale ha approvato un significativo intervento di sistemazione e valorizzazione dello storico spazio adiacente l'area del convento di San Bonaventura
Il sindaco Mario Buscarinu, l'Amministrazione comunale e l'assessore ai Lavori Pubblici Salvatore Meloni comunicano che è stata approvata la proposta di Giunta relativa ad un significativo intervento di sistemazione e valorizzazione della storica “Colthe 'e Sos Padrese”, spazio adiacente all'area conventuale della chiesa di San Bonaventura, uno degli scorci più caratteristici del paese di Nulvi.
Valorizzare aree periferiche del paese e i parchi urbani, migliorando le condizioni di decoro urbano e la funzionalità degli spazi, rendendoli sempre più accoglienti e fruibili dalla cittadinanza. Così sarà anche per la “Colthe 'e Sos Padrese”, progetto realizzato dal Servizio Tecnico Comunale per un ammontare complessivo di 60mila euro.
L'Amministrazione nulvese prosegue così decisa e coerente lungo il cammino intrapreso a partire dallo scorso anno, perseguendo l'obiettivo legato al recupero di siti di particolare interesse e bellezza all'interno del paese fra cui Fontana Rosa, il convento di Santa Tecla e lo stesso convento di San Bonaventura. In tal senso sono state reperite le risorse utili alla realizzazione dell'intervento su “Sa Colthe 'e Sos Padres”, una vera e propria perla incastonata fra la piazza, le case e le strade di Nulvi che merita di ritrovare nuova luce e di regalarsi allo sguardo degli abitanti e dei visitatori.
«Una volontà più volte ribadita, espressa e manifesta quella del Comune di Nulvi – afferma il sindaco Mario Buscarinu - che però deve fare i conti, come purtroppo accade alle altre amministrazioni d'Italia e di Sardegna, con la pesante spada di Damocle rappresentata dal Patto di Stabilità. Situazione che tiene la nostra Amministrazione con il fiato sospeso in quanto, nonostante i fondi siano in cassa, stoppa la possibilità di spenderli da parte dei Comuni e non consente di iniziare opere già finanziate e pronte a partire».
Uno spiraglio di luce si avrebbe in realtà se anche in Senato, sulla scia di quanto accaduto alla Camera, passerà l'emendamento al decreto sui debiti della pubblica amministrazione. Se così fosse, come proposto dall'Anci, i comuni di seconda fascia, quelli cioè con una popolazione che avaria fra i 1000 e i 5000 abitanti, potranno spendere la metà di quanto hanno in cassa. Un punto di inizio che, al tempo della crisi, rappresenterebbe una boccata di ossigeno per l'intera comunità





