Cagliari, 2 Nov 2026 - Percorsi di cura più coordinati, criteri omogenei di accesso e continuità dell’assistenza durante la crescita. Sono gli obiettivi delle linee di indirizzo approvate dalla Giunta regionale per organizzare la rete di abilitazione e riabilitazione dedicata ai bambini e agli adolescenti con disabilità, disturbi del neurosviluppo e altre condizioni che richiedono interventi riabilitativi o riabilitativi in Sardegna.
La Rete intende creare un quadro organizzativo comune per i percorsi riabilitativi, superando la frammentazione delle risposte assistenziali e favorendo modalità omogenee di accesso e presa in carico sull’intero territorio regionale.
La rete seguirà il modello Hub & Spoke, che collega i servizi vicini al cittadino ai centri di maggiore specializzazione, distribuendo compiti e competenze in base ai bisogni del bambino. I servizi territoriali costituiranno il riferimento stabile per il minore e la famiglia; il centro regionale di maggiore specializzazione, l’Hub, interverrà nelle condizioni più complesse o nelle fasi che richiedono competenze e tecnologie specifiche.
Gli Spoke comprenderanno i servizi di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, i centri privati accreditati e le strutture fisiatriche territoriali pubbliche dedicate all’età evolutiva, ciascuno secondo le proprie funzioni. A questi si collegheranno i servizi ospedalieri e i poli tecnologici per la valutazione e la scelta degli ausili, con la possibilità di coinvolgere, quando necessario, anche centri nazionali di alta specializzazione.
Il principio è portare le competenze specialistiche dentro un percorso condiviso, mantenendo le cure quanto più possibile vicine alla vita quotidiana del bambino.
Anche quando sarà coinvolto l’Hub, il servizio territoriale resterà il riferimento della famiglia e coordinerà il percorso complessivo. Valutazioni, terapie e interventi specialistici saranno collegati, favorendo lo scambio di informazioni tra professionisti. Per le famiglie, l’obiettivo è rendere più chiaro a chi rivolgersi e come proseguire le cure, limitando gli spostamenti alle necessità effettive e mantenendo l’assistenza vicina alla vita del minore.
Il Progetto riabilitativo individuale, elaborato dall’équipe e condiviso con la famiglia, definirà obiettivi, trattamenti, ausili e verifiche periodiche. Sarà aggiornato seguendo la crescita e i bisogni, per sviluppare e mantenere capacità motorie, comunicative e relazionali, autonomia e partecipazione scolastica e quotidiana.
Sono previsti invii e criteri di priorità comuni, liste d’attesa trasparenti e aggiornate. La valutazione terrà conto di età, rischio di perdita delle competenze e fasi dello sviluppo in cui intervenire tempestivamente, con attenzione ai neonati e ai bambini ad alto rischio neurologico.
Il modello prevede continuità dopo il ricovero, passaggio programmato ai servizi per adulti, raccordo con scuola e servizi sociali, sostegno alle famiglie, teleconsulto e teleriabilitazione quando appropriati.
L’attuazione sarà graduale: atti regionali e aziendali definiranno strutture, responsabilità, strumenti e tempi. Un Comitato tecnico-scientifico, con rappresentanti dei minori con disabilità e delle famiglie, accompagnerà l’applicazione. Accessi, attese ed esiti saranno monitorati per verificare i miglioramenti dell’assistenza nei territori. Com









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