Sassari, 3 Nov 2026 – Gli agenti della Sezione Volanti di Sassari hanno arrestato un sassarese di 41 anni, perché ritenuto responsabile del reato di atti persecutori nei confronti di una donna.
L’intervento è scaturito da una richiesta di aiuto giunta al Numero Unico di Emergenza 112, con la quale la donna segnalava di essere vittima delle insistenti molestie di un uomo che, da tempo, la contattava ripetutamente sul telefono cellulare attraverso continui messaggi, la pedinava e tentava nei suoi confronti degli approcci, suonando anche più volte il citofono della sua abitazione.
Gli equipaggi delle Volanti, intervenuti tempestivamente sul posto, hanno preso immediatamente contatti con la donna e con i suoi familiari, raccogliendo le prime informazioni su una situazione di disagio e preoccupazione che, secondo quanto riferito, si protraeva ormai da alcuni mesi ed era caratterizzata non soltanto da reiterati messaggi, ma anche da pedinamenti.
Nel corso dell'intervento, mentre i poliziotti si trovavano ancora presso l'abitazione della vittima, l'uomo le comunicava tramite messaggio di trovarsi proprio all'esterno della sua abitazione. I poliziotti hanno pertanto deciso d’effettuare un controllo nelle immediate vicinanze, individuando effettivamente il soggetto, che ha poi fornito spiegazioni contraddittorie circa la propria presenza in quel luogo.
Pertanto alla luce degli elementi emersi, la donna è stata invitata presso gli uffici della Questura per formalizzare la querela. E dopo gli ulteriori approfondimenti, hanno consentito di delineare un quadro di condotte persecutorie reiterate nel tempo, tali da generare nella vittima un perdurante stato di preoccupazione e paura.
L'uomo è stato quindi accompagnato in Questura per le procedure d’identificazione e fotosegnalamento. Al termine degli accertamenti e degli atti di rito, dopo aver informato il Pubblico Ministero di turno, gli agenti hanno dichiarato in arresto il presunto persecutore.
Infine, durante l’udienza per direttissima, l'arresto è stato convalidato dall'Autorità Giudiziaria, che ha quindi disposto nei confronti dell'uomo la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa con applicazione del braccialetto elettronico.











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