Sassari, 27 Lug 2’27 - Facendo salvo il principio di non colpevolezza dell’indagato, si comunica che personale della Squadra Mobile di Sassari, a seguito di un’intensa attività di indagine, ha arrestato un pregiudicato sassarese di 44 anni resosi responsabile dei reati di lesioni personali aggravate, porto abusivo di arma ed evasione.
Le attività investigative sono state avviate lo scorso 3 luglio quando, nel quartiere Monte Rosello, un giovane era stato accoltellato da un soggetto datosi alla fuga prima dell’intervento della Polizia. Le indagini svolte dagli investigatori della Mobile, hanno consentito, grazie ad una serie di verbalizzazioni effettuate nei giorni successivi e alla puntuale ricostruzione dei movimenti del feritore, di identificare l’autore del reato risultato essere persona già nota alle forze dell’ordine.
In particolare, l’indagato, al momento dei fatti risultava essere agli arresti domiciliari. Una volta individuato, nei confronti dell’uomo è stata eseguita una perquisizione personale nel corso della quale è stato recuperato un coltello a serramanico del tipo “liner lock”, ovvero munito di sistema di apertura e bloccaggio eseguibile con una sola mano, ricompreso tra le armi bianche indicate nel decreto sicurezza finalizzato al contrasto delle bande giovanili, del quale è tassativamente vietato il porto e la detenzione.
Nel corso della successiva perquisizione domiciliare sono stati rinvenuti più altri due coltelli della medesima natura. E, quindi, sulla base di tale circostanza, l’uomo è stato dichiarato in arresto in flagranza di reato, per la detenzione dell’arma e fuori flagranza per i reati di lesioni gravi ed evasione.
L’indagato, successivamente all’udienza di convalida è stato condotto e rinchiuso, su disposizione del giudice, presso la casa circondariale di Sassari.
L’arresto in questione è il primo caso di applicazione in Sardegna ex art. 4 bis della legge 110/1975 inserito nell’ambito delle azioni di contrasto alla violenza giovanile.









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