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Sinistra Futura presenta la proposta di legge per rilanciare il sistema educativo regionale: più diritti, più qualità, più opportunità per studenti e studentesse.

Cagliari, 23 Lug 2026 - La scuola sarda come il luogo in cui si costruisce il futuro, il pensiero critico e l’umanità. È da questa convinzione che Sinistra Futura presenta una proposta di legge di riforma del Sistema educativo d’istruzione sardo. La Sardegna vuole mettere al centro i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze di oggi per diventare i migliori cittadini del mondo di domani. La scuola non può essere il luogo in cui si realizzano le disuguaglianze che mettono in difficoltà l’intero sistema. La proposta di legge nasce dunque per ribaltare un contesto in affanno: si tratta di una riforma organica che intende restituire all'istruzione il ruolo di grande infrastruttura pubblica di sviluppo sociale, per guardare con fiducia ai prossimi 30 anni della Sardegna. «Rimettiamo al centro la scuola come il più grande investimento che la Sardegna possa fare su se stessa. Questa legge segna un cambio di paradigma: investire nell'istruzione significa creare lavoro, contrastare lo spopolamento, ridurre le disuguaglianze e dare ai nostri giovani le stesse opportunità. È una riforma destinata a lasciare un segno profondo nelle prossime generazioni.» afferma Valter Campana, responsabile dipartimento scuola Sinistra Futura. La proposta costruisce un sistema educativo regionale capace di mettere in rete scuole, enti locali, università, mondo della ricerca, imprese e terzo settore. L'obiettivo è garantire a ogni bambina, bambino, ragazza e ragazzo della Sardegna un percorso educativo di qualità. «Con questa legge vogliamo dare fiducia alle comunità educanti, sostenere chi insegna, accompagnare chi studia e costruire una Sardegna nella quale nessun talento venga più sprecato. Questa è la nostra idea di futuro.» aggiunge Paola Casula, consigliera regionale di Sinistra Futura. La proposta di legge prevede: un quadro unitario per l’istruzione e l’apprendimento permanente; definire bilancio partecipativo studentesco; un forte rafforzamento del diritto allo studio, per eliminare gli ostacoli economici, sociali e territoriali; un piano strutturale contro la dispersione scolastica e la povertà educativa; il consolidamento del sistema educativo 0-6 anni, con coordinamenti pedagogici territoriali e poli per l'infanzia; incentivo all'educazione emotiva-affettiva-sessuale, alla valorizzazione della differenza di genere, l'educazione alla pace, alla nonviolenza e azioni contro il bullismo. valorizzazione della lingua, della storia e della cultura della Sardegna come patrimonio educativo e fattore di identità; istituzione dei centri di servizio e supporto alle autonomie scolastiche e alle famiglie con l'idea di creare centri territoriali con compiti di formazione e ricerca, consulenza e documentazione, a supporto del personale scolastico e delle famiglie. «Vogliamo aprire una discussione con le forze politiche in Consiglio Regionale, con i lavoratori, gli educatori e i ragazzi e le ragazze che vivono la scuola. CI metteremo in ascolto nell’idea di una riforma collettiva per la Sardegna, per dare ai giovani gli strumenti per essere straordinari cittadini del domani. Potenziando l’apprendimento, metteremo al centro una scuola del sapere, della conoscenza, dell’umanità e della gentilezza.» conclude Luca Pizzuto, capogruppo in Consiglio Regionale di Sinistra Futura. Red

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