Cagliari, 23 Lug 2026 - La Regione Sardegna prende atto della sentenza n. 144 depositata oggi dalla Corte Costituzionale in materia di impianti alimentati da fonti di energia rinnovabile (Fer), rilevando come la pronuncia contenga importanti affermazioni a tutela delle competenze regionali nella pianificazione territoriale e nella localizzazione degli impianti. Pur avendo dichiarato l'illegittimità costituzionale della disposizione relativa alla sospensione dei procedimenti autorizzativi, la Corte afferma con chiarezza un principio di grande rilievo istituzionale: la transizione energetica non può comportare l'integrale assorbimento delle competenze regionali in materia urbanistica, paesaggistica e di governo del territorio.
Un riconoscimento che conferma il ruolo della Sardegna nelle scelte che riguardano l'utilizzo, la tutela e la valorizzazione del proprio territorio. La Consulta riconosce espressamente il valore della pianificazione territoriale regionale, valorizza la particolare posizione costituzionale delle autonomie speciali e conferma che le Regioni possono incidere sulla localizzazione degli impianti da fonti rinnovabili attraverso i propri strumenti di pianificazione e governo del territorio. Si tratta di un passaggio particolarmente significativo per la Sardegna, perché riafferma il diritto dell'Isola a partecipare alle scelte che incidono sul paesaggio, sull'ambiente e sul modello di sviluppo del proprio territorio.
La sentenza chiarisce inoltre che tali competenze non possono essere tradotte in misure generalizzate di blocco o moratoria incompatibili con il quadro normativo nazionale, ma conferma al tempo stesso la legittimità del ruolo programmatorio e pianificatorio delle Regioni nella definizione dell'assetto territoriale e nella tutela del paesaggio.
Per la Regione Sardegna, la pronuncia rappresenta quindi un punto fermo su un principio sempre sostenuto dall'amministrazione regionale: la transizione energetica deve procedere in equilibrio con la tutela del paesaggio, dell'ambiente, delle vocazioni produttive e dell'identità dei territori, attraverso una pianificazione pubblica capace di governare i processi di sviluppo e non di subirli.
La Corte conferma la necessità di valutazioni puntuali e caso per caso. “La Corte costituzionale ha confermato che la Sardegna non è un territorio sul quale le scelte possano essere assunte prescindendo dal ruolo delle istituzioni regionali. La sentenza riconosce il ruolo della pianificazione regionale, valorizza la specialità statutaria e afferma che le Regioni possono incidere sulla localizzazione degli impianti energetici. È un principio fondamentale perché ribadisce che la transizione energetica deve procedere insieme alla tutela del paesaggio, dell'ambiente e delle comunità locali”, afferma l’assessore dell’Industria, Emanuele Cani.
Mentre l’assessore degli Enti Locali e Urbanistica, Francesco Spanedda, ribadisce che “la Regione aveva sostenuto con forza la necessità che le scelte energetiche fossero accompagnate da strumenti di pianificazione capaci di salvaguardare il patrimonio paesaggistico e ambientale della Sardegna. La pronuncia della Consulta conferma la centralità di questo approccio e rafforza il ruolo dell'Autonomia speciale nel governo del territorio”.
La Regione proseguirà pertanto il percorso di definizione degli strumenti di pianificazione e programmazione previsti dalla normativa regionale, nel rispetto delle indicazioni contenute nella pronuncia della Corte e nella piena tutela degli interessi paesaggistici, ambientali e socio-economici della Sardegna. Com










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