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Sanità, la Regione approva il nuovo Piano della Rete Stroke: cure più tempestive, assistenza uniforme e percorsi riabilitativi potenziati in tutta la Sardegna.

Cagliari, 5 Giu 2026- La Regione Sardegna compie un passo decisivo nel rafforzamento dell’assistenza sanitaria dedicata alle patologie cerebrovascolari con l’approvazione del nuovo Piano di rete tempo-dipendente per lo Stroke, il documento che ridisegna in maniera organica e integrata l’intero sistema regionale di presa in carico dell’ictus cerebrale, dalla fase dell’emergenza fino alla riabilitazione e al reinserimento nel contesto di vita del paziente.

“Con l'approvazione della rete Stroke colmiamo un ritardo storico e garantiamo a tutti i cittadini sardi le stesse opportunità di cura, indipendentemente dal luogo in cui vivono”, dichiara la Presidente della Regione ed assessora ad interim della Sanità Alessandra Todde. “Per troppo tempo la Sardegna è rimasta priva di un'organizzazione strutturata dedicata alla gestione dell'ictus. Oggi mettiamo a sistema esperienze, competenze e professionalità che in questi anni hanno ottenuto risultati importanti, ma spesso disomogenei perché affidati all'impegno delle singole realtà e dei singoli operatori. Il nostro obiettivo è trasformare queste eccellenze in un modello regionale stabile, capace di garantire equità, qualità e tempestività delle cure in tutta l'Isola”.

In Sardegna si registrano ogni anno circa 1.900 ricoveri per ictus ischemico e oltre mille casi di ictus emorragico. Il Piano mette al centro la tempestività dell’intervento: nella gestione dell’ictus, il fattore tempo rappresenta l’elemento determinante per salvare vite umane e ridurre le conseguenze permanenti della malattia. Per questo viene definito un modello organizzativo strutturato, capace di mettere in rete in modo efficace il sistema dell’emergenza territoriale, gli ospedali, le Stroke Unit e i servizi riabilitativi. La riorganizzazione individua una rete regionale articolata secondo il modello Hub & Spoke, con centri altamente specializzati in grado di assicurare le prestazioni più complesse e strutture territoriali dedicate alla gestione tempestiva e appropriata dei pazienti.

Particolare attenzione è stata dedicata alle peculiarità della Sardegna. L’insularità, la bassa densità abitativa, l’invecchiamento della popolazione e la presenza di aree interne caratterizzate da maggiori difficoltà di accesso ai servizi sanitari richiedono infatti soluzioni organizzative specifiche per garantire equità di trattamento e prossimità delle cure. Il Piano interviene proprio per ridurre le disuguaglianze territoriali evidenziate negli ultimi anni dagli indicatori nazionali e regionali, con particolare riferimento alle aree centrali dell’Isola. Tra gli elementi qualificanti della riforma vi è il rafforzamento del ricorso alla telemedicina e al teleconsulto specialistico, strumenti considerati fondamentali per assicurare diagnosi rapide, supporto decisionale immediato e integrazione tra i diversi livelli assistenziali. L’utilizzo delle tecnologie digitali consentirà di migliorare la gestione delle centralizzazioni e di favorire una maggiore uniformità nella qualità delle cure erogate.

Un altro pilastro del Piano riguarda la riabilitazione. L’obiettivo è garantire continuità assistenziale dopo la fase acuta dell’ictus, attraverso percorsi riabilitativi precoci, integrati e personalizzati. Si prevede il potenziamento della rete riabilitativa con 54 posti letto tra nuove attivazioni e riattivazioni di posti già programmati, con particolare attenzione al Presidio Marino di Cagliari e ai poli di Sassari e Oristano. In dettaglio: +20 posti letto di riabilitazione intensiva presso l'AOU di Sassari; +4 posti letto di neuroriabilitazione presso la ASL di Oristano (da 10 a 14); riattivazione di 12 posti letto di neuroriabilitazione già attribuiti all'Arnas Brotzu; riattivazione di 18 posti letto di riabilitazione intensiva, individuando come sede l'Ospedale Marino di Cagliari.

Il Piano introduce inoltre un sistema strutturato di governance e monitoraggio, con indicatori di processo ed esito finalizzati a verificare costantemente l’efficacia della rete, la qualità delle prestazioni erogate e il raggiungimento degli standard previsti a livello nazionale ed europeo. Infine, per garantire l’attuazione omogenea del nuovo modello organizzativo sarà istituito il Coordinamento regionale della rete Stroke, organismo che avrà il compito di predisporre i percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA), supportare le aziende sanitarie nell’applicazione del Piano e monitorarne l’effettiva implementazione. Com

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