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Il consiglio regionale della Sardegna approva la proposta di legge sul salario minimo regionale. L’assessora del lavoro d. Manca: “criteri chiari e vincolanti nelle gare d’appalto, il lavoro è dignità”.

Cagliari, 8 Apr 2026 - “Oggi il Consiglio Regionale della Sardegna compie un passo storico nel riconoscimento della dignità del lavoro: l’approvazione della proposta di legge sul salario minimo rappresenta un traguardo fondamentale per i lavoratori della nostra regione. In un Paese in cui troppe famiglie faticano ad arrivare a fine mese, garantire un salario equo non è solo una misura economica, ma un atto di giustizia sociale.

Con questa legge, nello specifico, vengono introdotti strumenti concreti per incidere sulla qualità del lavoro nei contratti pubblici: la Regione definirà criteri chiari e vincolanti nelle gare d’appalto, valorizzando le imprese che garantiscono condizioni di lavoro adeguate, sicurezza, attenzione all’ambiente e politiche attive per l’occupazione femminile e giovanile. È prevista, infatti, una soglia minima retributiva di nove euro l’ora, insieme a meccanismi premiali per le aziende che investono nella qualità occupazionale e nella responsabilità sociale”. 

Queste le dichiarazioni dell’assessora del Lavoro, Desirè Manca, in occasione dell’approvazione della proposta di legge, presentata dal Movimento 5 Stelle, per il contrasto al dumping contrattuale, nonché per la stabilità occupazionale nei contratti pubblici d’appalto o di concessione eseguiti sul territorio regionale. 

“I dati più recenti – ha aggiunto l’assessora in Aula – confermano segnali incoraggianti. Secondo le rilevazioni Istat, a partire dalla metà del 2024 e con proiezioni fino al 2025 (con dati 2026 in uscita a breve), si prevede un incremento del livello di occupazione pari al +2,6%. Un risultato significativo, considerando che da tempo la Regione non registrava una crescita di questo tipo. Non vogliamo sostenere che tutto sia perfetto, ma è chiaro che alcune misure stanno producendo effetti concreti”.

 “Il lavoro deve essere dignitoso, tutelato e remunerato in modo giusto. Con queste politiche mettiamo al centro le persone, i loro diritti e la loro dignità, perché crediamo che una società più giusta nasca dal rispetto del lavoro. Continueremo a lavorare con determinazione in questa direzione – ha concluso – convinti che la tutela dei lavoratori e del lavoro sia il motore di una Sardegna più forte e solidale”. Com

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