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Approvate “Integrazioni all’articolo 9 della legge regionale n. 2 del 2014 in materia di personale dei gruppi consiliari”.

Cagliari, 8 Apr 2206 - La seduta pomeridiana del Consiglio si è aperta alle 16.30 con la ripresa dell’esame della proposta di legge n.58/A, sospeso in mattinata subito dopo il voto sul passaggio agli articoli.

Prima dell’inizio della discussione, il capogruppo di Forza Italia, Angelo Cocciu, ha chiesto una sospensione dei lavori e la convocazione di una breve Conferenza dei Capigruppo per valutare l’inversione dell’ordine del giorno della seduta con l’esame della proposta di legge sull’attuazione del Comparto unico di contrattazione collettiva Regione-Enti Locali.

Il presidente Comandini ha accolto la proposta di sospensione e convocato la Conferenza dei Capigruppo.

Alla ripresa dei lavori, il presidente Comandini ha comunicato la decisione della Conferenza dei Capigruppo di proseguire con la discussione della proposta di legge n.58.

Il presidente dei Cinque Stelle Michele Ciusa ha chiesto un’ulteriore sospensione dei lavori per una riunione di gruppo.

La richiesta è stata accolta.

Alla ripresa dei lavori, il presidente Comandini ha messo in discussione l’art. 1 “Finalità” della proposta di legge n.58. Il primo firmatario Alessandro Solinas (M5S) ha chiarito che il provvedimento non ha nessun intento assistenzialistico ma punta a garantire un equo compenso ai lavoratori che operano nel sistema degli appalti pubblici: «Difendiamo dei valori universali che non appartengono solo ai partiti della maggioranza. Ho sentito interventi strumentali nella discussione generale. Parlare di assistenzialismo non è corretto. Ci sono proposte della minoranza per portare il salario minimo da 9 a 13 euro l’ora. Noi abbiamo stimato i 9 euro per mantenere equilibri di mercato a garanzia dei lavoratori».

Il presidente ha quindi messo in votazione l’art. 1 che è stato approvato con 28 voti a favore su 28 votanti.

Ha quindi preso la parola il consigliere Franco Mula (FdI) che ha chiesto chiarimenti sull’andamento dei lavori: «La Seconda Commissione non si è riunita per assenza di numero legale. Non c’è stato quindi il parere sugli emendamenti. Si è decisi di portare ugualmente gli emendamenti in Aula. Stiamo inaugurando una nuova prassi?».

A Mula ha risposto il presidente Comandini: «E’ una procedura prevista dal comma 10 dell’art.85 del regolamento interno. Sono d’accordo con lei che la procedura più corretta è un’altra ma non c’è nessuna violazione».

Il capogruppo di FdI, Paolo Truzzu, ha quindi chiesto una nuova sospensione di mezzora per una riunione dei gruppi di minoranza che è stata accordata dal presidente Comandini.

 Al rientro in aula, il Presidente Comandini ha messo in discussione l’articolo 2 “Ambito di applicazione” che è stato approvato con 28 voti a favore e l’astensione della minoranza.

 Si è quindi passati all’esame dell’art.3 “Programmazione e disposizioni preliminari all'avvio della procedura di appalto”. All’art 3 è stato presentato un emendamento aggiuntivo per il quale la Commissione e la Giunta hanno espresso parere contrario.

Il capogruppo di FdI Paolo Truzzu ha chiarito che in precedenza l’opposizione non ha partecipato al voto per ragioni politiche.

Messo in discussione, l’art 3 è stato approvato.  Sull’emendamento aggiuntivo n.1 è intervenuto il consigliere Fausto Piga: «Avrei voluto presentare questo emendamento in Commissione ma non è stato possibile – ha detto l’esponente della minoranza – l’emendamento vuole fare in modo che le premialità per le aziende che assumono i propri dipendenti vengano decise dalla stazione appaltante stabilendo le migliori condizioni per i lavoratori. Questo deve diventare un requisito essenziale. Può essere un elemento che qualifica davvero il contrasto del dumping contrattuale. In questo modo le imprese che lavorano negli appalti pubblici garantiscono per i loro dipendenti il contratto più favorevole».

Messo in votazione l’emendamento n.1 è stato respinto con 28 voti contrari e 15 a favore.

L’aula ha quindi approvato l’articolo 4 “Elementi premiali per la valutazione degli operatori economici”

Si è poi passati all’esame dell’art.5 “Criteri qualitativi premiali” e dei relativi emendamenti. Acquisiti i pareri di Commissione e Giunta, il presidente Comandini ha messo in votazione l’emendamento n.5 (che introduce una modifica lessicale al comma 1) che è stato approvato. Via libera anche all’emendamento n.6 che, in caso di subappalto, ribadisce l’obbligo dell’impresa subentrante di garantire le condizioni contrattuali più favorevoli al personale che viene assorbito. Dopo il voto sugli emendamenti, l’Aula ha dato il via libera al testo dell’articolo 5.

 Disco verde anche per l’articolo 5 bis “Soglia minima salariale”. L’aula ha invece respinto l’emendamento n.2 (Piga) che proponeva di portare il salario minimo da 9 a 13 euro l’ora. «Avevo anticipato questo emendamento in discussione generale – ha detto Piga (FdI) - questa proposta di legge è uno specchietto per le allodole. Oltre alla paga minima si devono garantire anche i diritti dei lavoratori. La proposta di legge prevede 9 euro l’ora come salario minimo noi ne proponiamo 13. A populismo rispondiamo con populismo». Bocciato anche un emendamento orale dell’onorevole Alberto Urpi (Sardegna 20/venti) che proponeva una soglia salariale di 10,5 euro l’ora. (Psp) 

Il presidente Comandini ha messo in votazione il testo dell’articolo 5 bis che è stato approvato insieme al testo dell’articolo 6.

All’articolo 7 sono stati presentati gli emendamenti 4 (Peru - Urpi) e 3 (Piga). Il presidente Comandini ha comunicato che l’emendamento 4 decade perché sostituito da un emendamento orale sostitutivo totale dell’Aula, annunciato dall’on. Deriu, capogruppo del Pd. L’on. Urpi ha illustrato l’emendamento orale e ha spiegato che saranno sei (e non due) i rappresentanti degli enti locali nel comitato di controllo previsto dalla legge. L’emendamento orale è stato approvato mentre l’emendamento 3 è stato respinto.

Il testo dell’articolo 8 è stato approvato e così il 9. Favorevole anche il voto finale della Pl 58/A.

L’Aula è poi passata all’esame delle proposte 10 e 128 /A (tutela prestazioni professionali), un disegno di legge che ha unificato le proposte Piano (Pd) e Tunis (Sardegna 20/venti).

Per l’on. Piano “si tratta di una proposta solida, esaminata dalla commissione Seconda, che riguarda da vicino il lavoro di migliaia di professionisti. Che spesso si trovano in posizione di debolezza contrattuale e procedimentale nei confronti dei committenti”. L’intervento della Regione, “che non interferisce nei rapporti civilistici tra le parti e non ha oneri finanziari, introduce elementi di garanzia nella procedura senza limitare l’autonomia negoziale tra le parti. In particolare, nei procedimenti amministrativi sarà resa una dichiarazione sostitutiva che indicherà l’avvenuto pagamento delle competenze dei professionisti”.  Per l’oratore, il provvedimento “rafforza la legalità economica e migliora l’azione amministrativa, partendo da una richiesta chiara del mondo delle professioni”.

L’onorevole Antonello Floris (FdI) ha detto: “Questa legge dà un segnale di attenzione al mondo delle professioni”.

Approvati gli articoli 1, 2, 3, l’articolo 4 con gli emendamenti 1 (pagamento differito) e 2 (relativo alle linee guida di applicazione della legge) e gli articoli 5 e 6. L’Aula ha poi approvato con voto finale del testo unificato 10 e 128/A.

Il presidente Comandini ha poi sospeso i lavori per una breve conferenza dei capigruppo.

Alla ripresa l’Aula ha esaminato la pl 182 (modifiche alla legge 9 ottobre 2025 numero 28 in materia di comparto unico), i relatori si sono rimessi alla relazione scritta, a seguito delle osservazioni formulate nelle scorse settimane dal Governo al testo originario della legge regionale 28 del 2025. Il Consiglio ha approvato gli articoli e il testo finale all’unanimità. (C.C.)

Senza illustrazione e dibattito, il Consiglio ha approvato all’unanimità (35 sì su 35 votanti) la proposta di legge n. 197 (Di Nolfo e più), inserita all’ordine del giorno con procedura d’urgenza, ai sensi dell’articolo 102 del regolamento interno.

La norma consente ai gruppi consiliari di ottemperare agli obblighi stabiliti dalla normativa statale in materia di sicurezza sul lavoro e sorveglianza sanitaria a tutela del personale reclutato. Non comporta maggiori oneri a carico del bilancio della Regione.

Il testo si compone di 3 articoli: articolo 1 (Integrazioni all’articolo 9 della legge regionale n. 2 del 2014 in materia di gruppi consiliari); articolo 2 (Norma finanziaria); articolo 3 (Entrata in vigore).

Il presidente ha quindi dichiarato conclusi i lavori del Consiglio e ne ha annunciato la convocazione al domicilio. Com

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