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Kiev: “Mosca prepara attacco su larga scala”. Zelensky rimescola le carte: Budanov capo di gabinetto.

Kiev, 3 Gen 2026 - La tensione tra Mosca e Kiev raggiunge nuovi picchi di allerta in vista del Natale ortodosso. Secondo il Servizio di Intelligence Estero ucraino, il Cremlino starebbe pianificando una "provocazione su larga scala" per il prossimo 7 gennaio. L’obiettivo dell’operazione, definita dai vertici di Kiev come una classica manovra false flag, sarebbe quello di far ricadere la colpa sull’Ucraina per sabotare i negoziati mediati dagli Stati Uniti.

Secondo gli 007 ucraini, il piano russo prevederebbe un attacco con vittime civili presso un sito religioso o un luogo dal forte valore simbolico, sia in territorio russo che nelle aree occupate. Per incriminare Kiev, Mosca utilizzerebbe detriti di droni di fabbricazione occidentale raccolti sulla linea del fronte. Questa operazione servirebbe ad alimentare la propaganda interna e a giustificare un'ulteriore escalation del conflitto davanti alla comunità internazionale.

Nel frattempo, Mosca continua a premere sul presunto attacco subito a fine anno presso la residenza presidenziale di Novgorod. Nonostante la CIA abbia dichiarato di non averne trovato traccia, Igor Kostyukov, capo della Direzione Generale dello Stato Maggiore russo, ha affermato di aver consegnato a Washington i dati di navigazione di un drone ucraino abbattuto. "La decodifica della memoria conferma inequivocabilmente che l'obiettivo era il complesso presidenziale", ha dichiarato Kostyukov, nel tentativo di influenzare l'amministrazione Trump e incrinare il sostegno americano a Kiev.

La cronaca bellica resta drammatica. La Russia denuncia la morte di 27 persone, tra cui due bambini, in un attacco nel villaggio di Khorly (Kherson). Di contro, il presidente Volodymyr Zelensky accusa Mosca di essere l’unico ostacolo alla pace: "Continuano a uccidere nonostante gli sforzi diplomatici globali". Nelle ultime ore, Kharkiv è stata colpita da due missili russi in una zona residenziale, causando almeno 25 feriti, mentre altri raid sono stati segnalati a Zaporizhzhia. Sul fronte militare, il Ministero della Difesa russo rivendica la conquista di nove insediamenti nell'ultima settimana.

Per rispondere a questa fase critica, Zelensky ha annunciato una svolta ai vertici dello Stato. Kyrylo Budanov, ex capo dell'intelligence militare (GUR), è stato nominato nuovo capo dell'Ufficio Presidenziale. Prende il posto di Andriy Yermak, dimessosi a novembre in seguito a uno scandalo di corruzione. Budanov sarà sostituito alla guida dell'intelligence da Oleh Ivashchenko. "In questo momento, l'Ucraina ha bisogno di più attenzione alla sicurezza e al percorso diplomatico dei negoziati", ha spiegato Zelensky, sottolineando che Budanov possiede "l'esperienza e la forza necessaria" per gestire questa delicata transizione.

La situazione a Kharkiv resta estremamente drammatica e i soccorritori continuano a lavorare in condizioni difficilissime. Il sindaco Ihor Terekhov ha confermato il ritrovamento del corpo di una donna tra le macerie dell'edificio distrutto dal raid russo, unendosi al tragico bilancio che già includeva un bambino di soli tre anni.

Le operazioni di ricerca non si sono fermate poiché la Procura Regionale ha segnalato che la madre del piccolo risulta ancora dispersa. I soccorritori stanno scavando tra i detriti nella speranza di individuare eventuali superstiti o recuperare le persone che mancano ancora all'appello, mentre l'intera area residenziale colpita resta sotto stretta osservazione per il pericolo di nuovi crolli.

Il Primo Ministro ceco Andrej Babiš ha impresso una svolta radicale alla politica estera di Praga dichiarando alla testata Deník l'impossibilità di proseguire con il sostegno finanziario all'Ucraina. Secondo il leader populista, il bilancio nazionale deve ora dare priorità assoluta alle necessità interne, come gli stipendi dei cuochi scolastici e del personale assistenziale, poiché le risorse non sono più sufficienti per entrambi i fronti. Babiš ha inoltre espresso un forte scetticismo sull'esito del conflitto, citando pareri tecnici secondo cui una sconfitta della Russia risulterebbe impossibile, infrangendo così l'unità dei partner occidentali sulla strategia militare a lungo termine.

Questa nuova linea di prudenza coinvolge anche gli impegni assunti con gli Stati Uniti per la difesa aerea. Il Premier ha infatti definito ambigua la sua posizione sul contratto per l'acquisto dei caccia stealth F-35, ammettendo di non aver ancora approfondito i termini dell'accordo e riservandosi il diritto di chiederne la modifica o la cancellazione totale dopo un confronto con i partner di coalizione. Tale mossa non solo rischia di incrinare i rapporti diplomatici con Washington, ma segnala anche una crescente stanchezza dei paesi dell'Est Europa nel sostenere uno sforzo bellico che Babiš ritiene ormai insostenibile e privo di sbocchi vittoriosi.

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