Cagliari, 4 Apr 2025 – Ma non è finita. E ancora il vecchio Trump afferma: I dazi sulla farmaceutica e i chip inizieranno presto. Lo ha detto Donald Trump, secondo quanto riferito dai giornalisti al seguito. "Sui chip inizieremo molto presto. Stiamo guardando alla farmaceutica ora, annunceremo qualcosa nel futuro a breve", ha osservato Trump.
La guerra dei dazi affossa borse europee. Piazza Affari chiude in pesante calo, con il Ftse Mib giù del 3,59% ed è maglia nera del continente. Le tariffe annunciate da Donald Trump mandano in tilt le sale operative, con cali decisi anche a Parigi -3,31%, Francoforte -2,93%, Amsterdam -2,67% e Londra -1,59%. Madrid -1,08% e Zurigo -2,34%. In Europa si salva solo Lisbona: +0,13%. A Milano, in una giornata molto difficile, sorridono le utility. Terna in particolare: la società guidata da Giuseppina Di Foggia è maglia rosa del listino principale, con il +3,73% si porta a 8,67 euro per azione toccando il massimo storico in 21 anni di quotazione. Positiva anche Italgas +3,64%, seguita da A2A +3,5% e Snam +3,46%. Sul fronte opposto crolla Tenaris -9,85%. Male anche Saipem -9% e Stmicrolectronics -8,32%. Stellantis, il cui presidente è andato ad inginocchiarsi davanti al pregiudicato presidente Donald, perde l'8% dopo aver annunciato la necessità di sospendere la produzione nelle fabbriche in Canada e Messico per riorganizzarsi dopo l'ondata di tariffe. L'Euro Stoxx 50 che racchiude le principali azioni europee lascia il 3,57%. Nel listino predomina di gran lunga il rosso. Gli operatori temono che i dazi possano frenare la crescita globale, innescando una spirale recessiva con un aumento dell'inflazione. Colpiti i brand consumer come Adidas -11% e Siemens -8%. La paytech Adyen lascia l'8% mentre i cali non risparmiano il lusso: Kering -7,51%, Essilux -7,21%, Louis Vuitton -5,2% e Hermes -3,51%. Tra le banche soffre Intesa Sanpaolo -6,96%, male anche Bpn Paribas -5,21% e Santander -5,1%. A Milano Unicredit -6,96% e Banco Bpm -5,59%."La risposta della Commissione europea sarà particolarmente importante, soprattutto alla luce del fatto che il dato che l'amministrazione Trump ha usato come riferimento sui dazi europei verso è un dato volutamente errato: è stato detto che l'Europa applica dazi del 39% ai prodotti americani, quando questi in realtà si aggirano tra l'1 e il 2%", ha detto in una nota Fabrizio Pagani, partner di Vitale ed ex Capo Segreteria MEF
Dopo gli attacchi e i ricatti al mondo intero del pregiudicato e amico di due criminali di guerra, Netanyahu e Putin, Trump, l'America finalmente comincia a svegliarsi e si prepara alla più imponente ondata di proteste dall'arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca. Il movimento nazionale "Hands Off!" vuole portare in piazza gli americani colpiti da cambiamenti politici, economici, sociali e legali. "Non si tratta solo di corruzione", si legge sul sito web dell'organizzazione, "Non si tratta solo di cattiva gestione. Si tratta di una scalata ostile".
Gli eventi programmati sono più di 1.100, tra raduni, eventi di visibilità e riunioni in tutti i 50 stati. Gli organizzatori hanno affermato di aver ricevuto quasi 250.000 adesioni alle manifestazioni contro diverse politiche dell'amministrazione Trump, tra cui la gestione dei sussidi della previdenza sociale, i licenziamenti nella forza lavoro federale, gli attacchi alle tutele dei consumatori e alle politiche anti-immigrazione e gli attacchi alle persone transgender. Le proteste sono anche contro il coinvolgimento di Elon Musk nel governo federale.
La reazione dei mercati all'annuncio dei dazi di Donald Trump avrebbe potuto essere peggiore, afferma il con imbecillità il vice Presidente americano JD Vance, dopo che le borse americane hanno registrato il giorno peggiore dal 2020. "Si è trattato di un giorno negativo nei mercati ma il Presidente Trump ha detto, e penso che sia corretto, che avremo un boom delle borse a lungo perché stiamo reinvestendo negli Stati Uniti d'America", ha dichiarato in un’intervista a Newsmax.
Al Fondo Monetario Internazionale "stiamo ancora valutando le implicazioni macroeconomiche delle misure tariffarie annunciate, ma rappresentano chiaramente un rischio significativo per le prospettive globali in un momento di crescita lenta". Lo afferma in una dichiarazione la direttrice generale del FMI Kristalina Georgieva commentando la decisione dell'Amministrazione Trump sul varo di pesanti dazi sulle importazioni. La Georgieva sottolinea come sia "importante evitare misure che potrebbero danneggiare ulteriormente l'economia mondiale. Facciamo appello agli Stati Uniti e ai suoi partner commerciali affinché lavorino in modo costruttivo per risolvere le tensioni commerciali e ridurre l'incertezza". "Condivideremo i risultati della nostra valutazione nel World Economic Outlook, che sarà pubblicato al momento delle Riunioni di primavera del FMI/Banca mondiale" che si terranno nelle prossime settimane, conclude la direttrice del Fondo.
I dazi del presidente americano Donald Trump sui prodotti giapponesi sono una "crisi nazionale", ha affermato oggi il primo ministro nipponico Shigeru Ishiba prima dei previsti colloqui tra i partiti del Giappone per mitigare l'impatto delle tariffe Usa.
I mercati asiatici ampliano le perdite, in un contesto di scambi ridotti per la chiusura festiva dei mercati di Cina, Hong Kong e Taiwan. Tra gli investitori si acuiscono i timori di una recessione globale dopo l'annuncio sui dazi del presidente Trump. A guidare il fronte delle perdite a livello regionale Tokyo, con il Nikkei che arretra del 3,5%. In forte calo anche la Borsa australiana, con il S&P/ASX 200 a -2,44%. A Seul il Kospi perde l'1,8%.
Donald Trump afferma di essere disposto a trattare sui dazi se i Paesi "offrissero qualcosa di fenomenale". Lo ha detto il presidente a bordo dell'Air ForceOne, secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg.
E nel frattempo con molta calma e pavidità le autorità europee stanno valutando una sanzione da oltre un miliardo di dollari nei confronti di X di Elon Musk per la violazione della legge contro i contenuti illeciti e la disinformazione. Lo riporta il NewYork Times citando alcune fonti, secondo le quali la multa potrebbe essere annunciata in estate. I funzionari dell'Ue - mette in evidenza il new York Times -precisano che l'indagine su X prosegue indipendentemente dalle trattative per i dazi di Donald Trump.
Da Palazzo Berlaymont non condividono né la scelta di adottare i dazi per affrontare le eventuali criticità nei rapporti commerciali ne' tanto meno la metodologia adottata. "I numeri di cui parlano negli Stati Uniti sono una realtà distorta: la media dei dazi effettivamente applicati agli Usa è dell'1,4%, mentre quelli degli Usa all'Ue sono l'1,2%; parliamo quindi di decimali", spiegano i funzionari Ue. Per Trump invece la media è il 39%, da qui la decisione di adottare una tariffa "clemente" del 20%. I tecnici sono quindi pronti. Il 9 aprile la Commissione presenterà agli Stati la prima lista di contromisure per rispondere ai dazi sull'alluminio e l'acciaio (del valore di una ventina di miliardi di euro). Quelle che erano solo sospese dalla prima battaglia commerciale transatlantica torneranno in vigore dal 15 aprile (non è ancora chiaro se ci sarà il whisky o meno); la nuova lista invece sarà in vigore da metà maggio. I politici devono ancora affilare la propria linea, c'è molta incertezza su come procedere, nonostante i continui richiami all'unità dei Ventisette. Il commissario al Commercio, Maros Sefcovic, avrà domani un colloquio con i suoi omologhi americani. Lunedì si riuniranno a Lussemburgo i ministri del Commercio europei.
Con vero coraggio e senza timori riverenziali il primo ministro Mark Carney ha annunciato che il Canada risponderà ai dazi sulle automobili di Donald Trump applicando dazi sulle auto americane importate in Canada. Lo riportano i media canadesi. Carney ha affermato che il Canada sta "adeguandosi all'approccio statunitense con tariffe del 25 percento su tutti i veicoli importati dagli Stati Uniti che non sono conformi all'Usmca, il nostro accordo di libero scambio nordamericano".
Il senatore repubblicano Chuck Grassley e la senatrice democratica Maria Cantwell hanno presentato una proposta di legge al Senato Usa per ampliare i poteri del Congresso sull'imposizione dei dazi. La proposta, il Trade Review Act, circolata sui media Usa e presentata dalla stessa Cantwell sui social, prevede che "non oltre 48 ore dall'imposizione o dall'aumento di un dazio su un articolo importato negli Stati Uniti, il Presidente deve presentare al Congresso una notifica dell'imposizione o dell'aumento del dazio che includa una spiegazione delle motivazioni per l'imposizione o l'aumento del dazio e una valutazione del potenziale impatto dell'imposizione o dell'aumento del dazio sulle aziende e sui consumatori degli Stati Uniti". "Qualsiasi dazio su un articolo importato negli Stati Uniti rimarrà in vigore per un periodo non superiore a 60 giorni, a meno che non venga promulgata una risoluzione congiunta di approvazione in merito al dazio" stesso, aggiunge la proposta.












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