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Influenza, a Sassari i primi casi accertati: si tratta di sei pazienti, cinque bambini e un adulto, ricoverati nelle strutture dell’Aou di Sassari.

Sassari 12 Dic 2022 – L’influenza è arrivata a Sassari. Lo dicono i campioni tipizzati dal laboratorio di Virologia speciale dell’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari e comunicati all’Istituto Superiore di Sanità.

Al momento sono 6 i campioni risultati positivi per virus influenzali tra quelli analizzati nel laboratorio diretto dalla professoressa Caterina Serra, che è parte fondamentale della struttura di Microbiologia e Virologia dell’Aou di Sassari, diretta dal professor Salvatore Rubino.

Il laboratorio, che è anche laboratorio di riferimento regionale per la sorveglianza virologica dell’influenza e di altri virus respiratori “InfluNet& RespirVirNet”, ha individuato il virus influenzale A/H3N2 in cinque campioni appartenenti a bambini di età compresa tra uno e dodici anni, ricoverati nelle strutture dell’Aou di Sassari. Il sesto campione, invece, appartiene a una giovane trentenne. I campioni sono stati analizzati nelle prime settimane di novembre e rientrano nell’attività di sorveglianza avviata sulle sindromi simil-influenzali, dei virus influenzali, del Sars-CoV-2 e di altri virus respiratori ed effettuata sui pazienti sintomatici ricoverati.

Ma quella che si sta registrando quest’anno è già una situazione diversa rispetto agli anni precedenti. Da un raffronto con le “stagioni influenzali” precedenti, infatti, ci si accorge che quelle relative agli ultimi tre anni (2019-2020, 2020-2021 e 2021-2022) hanno avuto un’incidenza molto bassa. Gli anni più indietro, poi, mostrano un picco dell’influenza localizzato nella seconda – terza settimana di febbraio, periodo tipico di massima diffusione anche in Sardegna.

«Quello di quest’anno è ben diverso – sottolinea la professoressa Caterina Serra – con una elevatissima incidenza già da novembre. Una situazione simile si era registrata soltanto nel 2009, cioè nel periodo pandemico della H1N1». L’utilizzo sistematico della mascherina e il confinamneto hanno bloccato il virus influenzale in questi anni.

Secondo i dati divulgati dalla rete Influnet dell’Istituto Superiore di Sanità, rete italiana di sorveglianza dell’influenza, il numero dei casi di sindromi simil-influenzali sta crescendo notevolmente in Italia. Nella 47° settimana del 2022, compresa tra il 21 e il 27 novembre, l’incidenza è stata pari a 12,9 casi per mille assistiti (9,5 nella settimana precedente). A essere più colpite sono le fasce di età pediatrica, in particolare i bambini al di sotto dei cinque anni, con un’incidenza di 40,8 casi per mille assistiti.

Per chi contrae l’influenza, la sintomatologia è sempre la stessa: febbre alta, tosse, raffreddore, che può sfociare in problemi ai bronchi o patologie più gravi.

Il laboratorio come previsto dal protocollo InfluNet& RespirVirNet   come nella passata stagione influenzale anche quest’anno ha avviato la sorveglianza per altri virus respiratori come quello sinciziale (VRS), il Rhinovirus, il virus Parainfluenzali, i Coronavirus diversi dal Sars-CoV-2, Adenovirus e il Metapneumovirus.

Il consiglio per evitare di contrarli è ancora quello di utilizzare le mascherine e igienizzare le mani oltre, chiaramente, a effettuare la vaccinazione antinfluenzale.

«Dai dati generali a disposizione – conclude Caterina Serra – emerge che la prevalenza, circa il 92 per cento dei casi di influenza, è data dal virus di tipo A sottotipo H3N2 e in minima parte H1N1. Soltanto in 2 casi, invece, era influenza da virus di tipo B, lineaggio B/Victoria.

La docente, poi, fa notare che «al momento, i ceppi caratterizzati geneticamente sembrano avere le caratteristiche di virus compresi nella composizione del vaccino di quest’anno. Chi è vaccinato ha una buona copertura».

Dal 1999 è centro certificato di riferimento per la diagnosi e la sorveglianza dell'influenza nella regione Sardegna e lavora in stretto collegamento con il Centro nazionale di sorveglianza epidemiologica e virologica dell’influenza InfluNet coordinato dall’Istituto superiore di sanità (Iss) con il sostegno del ministero della Salute. Red

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