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Il Washington Post: “Gli Usa verso una svolta sulla fusione nucleare”. Domani l’annuncio.

Cagliari, 12 Dic 2022 – Il Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti ha dichiarato che annuncerà presto una "importante svolta scientifica" legata alla ricerca sulla fusione nucleare. Secondo i media statunitensi l'annuncio avverrà domani, in una conferenza stampa. 

Grazie a questo esperimento, per la prima volta nella storia, ci sarà la possibilità di produrre una reazione di fusione nucleare che genera più energia di quella necessaria per innescarla. Lo scrive il Washington Post parlando di “una pietra miliare nella decennale e costosa ricerca per sviluppare una tecnologia che fornisca energia illimitata e niente scorie radioattive, con molte meno risorse di quelle necessarie per sfruttare l'energia solare ed eolica”. Al di là dei benefici climatici, i promotori dicono che potrebbe contribuire a portare l'elettricità a basso costo in parti impoverite del mondo.
Per il quotidiano americano si tratta del "Santo Graal" dell'energia senza emissioni di carbonio che gli scienziati di tutto il mondo stanno inseguendo dagli anni '50.

La scoperta sarebbe avvenuta presso la National Ignition Facility ospitata nei Lawrence Livermore National Laboratory, in California. Dal dipartimento non sono arrivate conferme ufficiali, per ora. Secondo il Washington Post alcuni ricercatori, interpellati dal quotidiano, hanno confermato le anticipazioni, ma dietro anonimato. 

Lo scopo della ricerca sulla fusione è replicare la reazione nucleare attraverso la quale si crea l'energia sul Sole. Finora gli esperimenti avevano deluso le aspettative degli studiosi, che erano sì riusciti a innescare la fusione, ma impiegando, per ottenerla, molta più energia di quanto poi ne rilasciasse la reazione stessa.

La fusione nucleare punta ad ottenere una produzione di energia che imita le reazioni che avvengono nel cuore delle stelle. 

La scienza della fusione nucleare si basa sullo schiacciare due atomi insieme a velocità incredibilmente elevate per poi trasformare l'energia di quella reazione in elettricità che può alimentare case e uffici senza emettere carbonio nell'aria o scaricare rifiuti radioattivi nell'ambiente. Una scoperta che potrebbe davvero cambiare le sorti del Pianeta.

Si tratta di un processo molto diverso rispetto alla fissione nucleare, che produce energia sfruttando il fenomeno della scissione degli atomi. Su quest'ultimo si basano le centrali a fissione che esistono da molto tempo e sono state al centro di dure polemiche per i possibili rischi dovuti al fatto che, accanto alla produzione di energia, la scissione degli atomi dà origine a prodotti radioattivi. Si tratta di una reazione molto instabile, che è fondamentale tenere sotto controllo.   

Profondamente diverso è il processo della fusione nucleare: riprodurre il processo che avviene nelle stelle significa avvicinare due atomi simili all'idrogeno fino a farli fondere tra loro. Questo processo può produrre un'enorme quantità di energia e nello stesso tempo dare origine a un atomo molto stabile. Nel caso di un incidente, infatti, il reattore si spegnerebbe spontaneamente.   

Il processo di fusione richiede temperature altissime, fino a150 milioni di gradi, contro i 15 milioni di gradi necessari per innescare la reazione di fusione in una stella. Questo perché all'interno dei reattori gli atomi sono più rarefatti che nelle stelle e il calore aiuta ad accelerarli per favorire il processo di fusione. La materia che si ottiene in questo modo si chiama plasma. Le alte temperature di questa forma della materia rendono necessario contenerla, altrimenti la struttura che la racchiude si scioglierebbe. A tenere il plasma sollevato e confinato all'interno del grande anello in cui scorre sono i magneti superconduttori, capaci di generare campi magnetici centinaia di migliaia di volte più forti di quello terrestre.

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