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Sentenza demenziale in Turchia: condannato a oltre 8 mila anni di carcere il guru tv a capo di una setta sessuale. Evidentemente lo ritengono immortale.

Cagliari, 21 Nov 2022 – È stato condannato a 8.658 anni di carcere per abusi sessuali il predicatore della tv turca Adnan Oktar. Una condanna esemplare arrivata al termine di un processo che ha ascoltato 215 imputati, 72 dei quali arrestati. La Corte penale di Istanbul ha giudicato colpevole il predicatore anche di “guida di una organizzazione illegale” e armata assimilabile a una setta, “prevenzione del diritto d'istruzione”, “tortura”, “privazione della libertà” e “registrazione di dati personali” contro i membri della sua organizzazione. Il collegio giudicante ha ritenuto Oktar responsabile dei reati commessi da altri imputati, in quanto ricopriva il ruolo di dirigente.

La condanna del tribunale di Istanbul arriva ribalta dunque la sentenza annullata di un primo processo in cui il predicatore era stato condannato a 1075 anni per una lunghissima lista di accuse che comprendono anche l'evasione fiscale, la partecipazione ad organizzazione criminale e la violazione della legge anti-terrorismo. Al momento del suo arresto, nel 2018, Oktar aveva detto che le accuse contro di lui erano “bugie” e aveva puntato il dito contro “il deep state britannico”, che era uno degli obiettivi ricorrente dei suoi sermoni. Tra le accuse a lui contestate, anche quella di avere legami con l'imam in esilio Fethullah Gulen, accusato dal governo turco di aver organizzato il fallito golpe del 2016.

Parlando dopo l'annuncio del verdetto, Adnan Oktar ha detto: “Il nostro amore per voi è totale. Abbiamo piena fiducia nel nostro Stato. Siamo soddisfatti del verdetto. Dio ha emesso il verdetto. Allah lo fa per glorificare. Ci sono giorni bellissimi nella nostra vita. L'Islam dominerà il mondo. Anche la Turchia sarà un Paese bellissimo. Che il verdetto sia di buon auspicio”. Quando è stato portato fuori, tutti gli imputati e il pubblico si sono alzati in piedi e hanno applaudito, dicendo: “Sei un leone, ben fatto”.

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