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L’Italia al voto. Seggi aperti dalle 7 alle 23 e domani speriamo di non svegliarci ungheresi.

Roma, 25 Sett 2022 – Dopo la conclusione, venerdì scorso, della più brutta campagna elettorale di sempre dove si sono visti gli stessi volti di 20 anni, (eppure si spacciano come nuovi, come la Meloni, miracolata della politica se no forse oggi sarebbe una disoccupata e in parlamento a spese degli italiani da quasi 4 lustri), quindi niente di nuoro sotto il sole ma solo il vecchio che torna, urne aperte dalle 7 alle 23 domenica 25 settembre per oltre 50 milioni di italiani chiamati - in patria e all'estero - a votare per le elezioni politiche e, in Sicilia, anche per scegliere il presidente della Regione.

Dopo il taglio dei parlamentari deciso nella legislatura che sta per concludersi, si eleggono 200 senatori (invece di 315) e 400 deputati (invece di 630).

Gli exit poll arriveranno subito dopo la chiusura delle urne alle 23; in seguito, le proiezioni sull'esito del voto e, nella notte, i primi risultati. Tutti i candidati nei collegi uninominali.

Lo spoglio delle schede per le regionali in Sicilia comincerà invece lunedì 26 alle 14.

Dalle 23 Rainews.it pubblicherà in tempo reale exit poll, proiezioni e tendenze di voto, i risultati dello spoglio e i commenti dei leader dei principali partiti e coalizioni che si presentano al giudizio degli elettori: una non-stop che durerà fino al termine delle operazioni di scrutinio.

Il capo dello Stato, Sergio Mattarella, è atteso per il voto a Palermo, come di consueto, mentre il premier Mario Draghi varcherà le porte del liceo romano Mameli. Sarà invece a Potenza la presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati. Il presidente della Camera, Roberto Fico, voterà nella sua città, Napoli, presso l'Istituto Della Valle a Posillipo. 

Tra le tante incognite di queste elezioni, quella a cui i leader politici guardano con più interesse è sicuramente il dato dell'astensionismo. Si tratta di un 'tesoretto' di voti che, attualmente, si aggira attorno al 30 per cento e al quale puntano i partiti per aumentare il loro peso elettorale e la loro rappresentanza in Parlamento. Elezione dopo elezione, la partecipazione elettorale degli italiani è diminuita progressivamente, ma implacabilmente. Le prime elezioni politiche del 1948 videro un'affluenza del 92 per cento degli aventi diritto.  Le ultime due elezioni politiche sono invece state quelle con la minore affluenza mai registrata: nel 2013 ha votato il 75 per cento degli elettori e nel 2018 il 73 per cento. E quest'anno, in base agli ultimi sondaggi pubblicati, è possibile che si assista a un ulteriore calo. 

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