Rossella Pinna (Pd) ha letto in aula la definizione di omnibus (dal vocabolario Treccani) che vuol dire “carrozzone a cavalli con molti posti” “treno a velocità limitata con fermate a tutte le stazioni”. In questa PL – ha detto Rossella Pinna - c’è di tutto per tutti in maniera confusa e disordinata con la logica di “chi sta più vicino al fuoco si riscalda”. Per l’esponente del Pd è una finanziaria in ritardo, superata, inapplicabile. La Sardegna che confidava nelle risposte è stata ancora una volta ingannata. Perché anche volendo sarà impossibile predisporre avvisi e bandi in tempi utili. Si tratta di un provvedimento sbagliato nel metodo (perché non è della giunta ma porta la firma dei capigruppo di maggioranza e che quindi attesta la rinuncia della giunta di esercitare le proprie funzioni) e nei contenuti perché è un “bel negozio di articoli da regalo”. Insomma si tratta di una Finanziaria senza padri né madri ed è un provvedimento che cerca di accontentare i soliti amici. Ma è anche una legge frutto di una Regione che non programma ma fa una politica spot perché non sa affrontare i problemi in maniera organica.
Per Desirè Manca (M5S) oggi si parla del “nulla”, frutto del non lavoro di questo Consiglio regionale. Vi siete venduti – ha detto la Manca - una manovra da 300 milioni di euro che però non possono essere spesi perché non c’è tempo. Oggi – ha aggiunto - parliamo di una Proposta di Legge, fatto inusuale perché generalmente una manovra finanziaria viene presentata dalla giunta. Ma qui la giunta non si è presa la responsabilità. A febbraio – ha ricordato - c’è stata una manovra puramente tecnica, dopo 8 mesi i gruppi di maggioranza hanno presentato questa proposta omnibus “cioè contenente tutto”. Ma cosa contiene? Per Desirè Manca si tratta di una presa in giro. Come in materia di incendi: “Il 25 luglio la Sardegna è stata devastata dal fuoco soprattutto nell’oristanese. Ancora oggi nulla è stato fatto per le popolazioni, nonostante le dichiarazioni del Presidente Solinas che annunciò un provvedimento immediato da 20 milioni di euro per i ristori”. O come per la Sanità. “La sanità sarda è morta – ha concluso la consigliera – e cosa si prevede in questo provvedimento? Nulla per le liste d’attesa, per le visite specialistiche, per le cure ai pazienti oncologici: ma c’è la costituzione di un nuovo ente dal costo di 2 milioni. Non vi vergognate?”
Giuseppe Talanas (Forza Italia) ha dato un parere positivo sulla PL, però ritiene che, poter incidere in questo momento, sia importante integrarlo e andare a vedere quelle aree geografiche che sono state dimenticate. Come il territorio del nuorese con tutte le aree interne. Esprimo compiacimento – ha detto - per i 20 milioni di euro stanziati per le zone dell’oristanese. Però ritengo che in questo provvedimento omnibus debbano essere inserite tutte le zone geografiche colpite dal fuoco anche negli anni precedenti. Per Talanas è necessario modificare anche quanto previsto per il comparto agricolo: ci vogliono emendamenti per la blue tongue , un problema ancora molto grave. Stesso discorso vale per il comparto suinicolo dove bisogna prevedere ulteriori interventi. Per Talanas è necessario intervenire anche sulla sanità nuorese che è allo sbando.
Piero Comandini (Pd) si è rivolto alla giunta e alla maggioranza con una preghiera: dovete capire il momento che stiamo vivendo. Questa legge – ha detto il vicepresidente del Consiglio regionale - andrebbe riscritta. Fermiamoci un attimo per capire quali sono le reali esigenze della Sardegna. In otto mesi di gestazione c’ è stata una programmazione miope e questa maggioranza ha sprecato solo il tempo. I problemi sono sempre più drammatici e la Sardegna non ha segnali di ripresa come tutte le altre Regioni italiane. In questa legge Omnibus la maggioranza più che occuparsi dei problemi drammatici si preoccupa di decidere come distribuire i “buoni pasto”. E’ un incubo. Noi abbiamo a cuore il destino dei sardi. Così non si può continuare.
Diego Loi (Progressisti) ha detto che chi amministra la cosa pubblica ha l’alto compito di amministrare secondo il principio del buon padre di famiglia agendo con tempestività. In questi mesi trascorsi dal fuoco che il 25 luglio ha devastato la Sardegna non c’è stata attenzione da parte della Regione. Ancora oggi – ha detto – le popolazioni dei territori feriti dalle fiamme non hanno certezze sulle tempistiche in cui verranno erogate le risorse. Io contesto – ha affermato Diego Loi - questo approccio. Le strategie politiche messe in campo non si basano sulla tempestività. Il sottoscritto ha fornito disponibilità e ha elaborato proposte concrete. Ma dalla maggioranza nessuna risposta. Mi sono trovato davanti un muro di gomma. Forse – ha concluso con amarezza - è stato un atteggiamento riservato a me che sono un esponente della minoranza. L’auspicio è che le modifiche da me proposte, basate sul buonsenso, siano approvate.
Di diverso avviso Stefano Tunis (Misto): «Il nostro impegno non è mai mancato, non c’è però collaborazione da parte dell’opposizione che punta a rinviare la discussione o a stralciare i provvedimenti – ha dettoTunis – questo atteggiamento non paga né dal punto di vista dell’efficacia dell’azione né per le risposte date dai sardi alle urne. Credo che sia indispensabile da parte di tutti un cambio di passo. O si trova un punto di equilibrio e di metodo - che consenta di accogliere anche qualche vostra legittima proposta - oppure si andrà avanti così fino alla fine della legislatura. Oggi l’unico vincitore è la resistenza che l’ambito amministrativo sta facendo sull’ambito politico. Gli sconfitti sono la politica e i sardi».
Critico l’intervento di Laura Caddeo (Progressisti): «Siamo in ritardo. È una costante di questi primi due anni e mezzo di legislatura: pandemia, incendi, alluvioni e tutte le emergenze non hanno avuto risposte adeguate. Una manovra di questo tipo avrebbe dovuto dare un segnale diverso – ha sottolineato Caddeo - queste risposte non bastano, mi aspettavo decisioni più ampie, ci sono invece rivoli non urgenti. Come diceva Loi, non ci si è comportati come buoni padri di famiglia. Occorreva prima valutare bene i reali bisogni dell’Isola. Ci sono molte norme ordinamentali che potevano trovare spazio in altri iter legislativi. C’è invece poca attenzione verso le povertà, verso le persone indifese e bisognose di assistenza, così come non si vedono misure contro lo spopolamento delle aree interne. Sediamoci a lavorare perché stiamo lavorando poco».
Per il capogruppo di Leu, Daniele Cocco, non si può parlare di mancanza di responsabilità delle opposizioni: «Lo si vede in aula anche oggi – ha detto Cocco – noi siamo presenti, altrettanto non si può dire dei consiglieri di maggioranza». Cocco ha poi annunciato la presentazione di 250 emendamenti: «Vogliamo entrare nel merito di tutti i provvedimenti – ha affermato l’esponente di Leu – questa proposta è stata presentata dai capigruppo di maggioranza ma è diretta emanazione della Giunta. Vogliamo avere notizie su tutte le “marchette” ed i provvedimenti ad hoc. Non ci sono risposte sulle difficoltà della sanità nuorese, sulla nuova epidemia di blue tongue».
Pier Luigi Saiu, a nome della Lega, ha invece difeso con decisione il provvedimento: «Ho sentito molte bugie. Oggi alcuni rappresentanti del Pd dicono di avere a cuore la Sardegna ma nella scorsa legislatura hanno votato i peggiori provvedimenti, quelli che hanno distrutto la sanità e tutto il tessuto produttivo isolano». Saiu ha poi proseguito il suo intervento puntando l’indice sul M5S: «Dovunque abbiano governato sono stati rimandati a casa – ha rimarcato Saiu – quanto ad altri esponenti dell’opposizione è ora che la smettano con la demagogia. Si occupano delle poltrone degli altri ma dimenticano le loro». Quanto al provvedimento in discussione, secondo Saiu: «Ci sono le risorse per gli Enti Locali, per le opere pubbliche, per lo scorrimento delle graduatorie. Ci sono 13 milioni di euro di risorse aggiuntive per i medici che prenderanno servizio nelle sedi disagiate. Altri fondi consentiranno agli ospedali con carenza di personale di reclutare nuove figure». Quindi l’appello all’Aula: «Fuori dal Palazzo nessuno è interessato alla polemica politica – ha concluso Saiu – mettiamoci d’accordo e facciamo qualcosa di buono per la Sardegna. Stanziamo le risorse per alcuni obiettivi. La gestione dei fondi poi non spetta alla politica. Ma la politica ha il dovere di verificare: uniamo le forze per mandare a casa chi non svolge il proprio lavoro».
Gianfranco Ganau (Pd) rivolgendosi a Tunis ha detto: «Pensa davvero che il punto di equilibrio si possa trovare non coinvolgendo per niente la minoranza su una manovra da 300 milioni? Se queste sono le basi è difficile individuare un nuovo equilibrio e un nuovo metodo. Siamo di fronte a un atto di arroganza da parte della Giunta che non si assume la responsabilità del provvedimento facendolo sottoscrivere ai capigruppo». Secondo Ganau la Legge Omnibus arriva in forte ritardo: «Molte delle risorse non si riuscirà a spenderle. Servivamo procedure accelerate, per questo abbiamo chiesto uno stralcio sugli incendi e sui ristori – ha detto Ganau – il risultato è una legge che contiene una miriade di disposizioni con modifiche a leggi di settore. In Commissione ci avete impedito di intervenire, questo è il risultato».
Il capogruppo del M5S Michele Ciusa ha parlato di legge confusionaria che renderà vane le misure in essa contenute: «I ritardi sono colpa vostra – ha detto Ciusa – l’opposizione vi ha sollecitato più volte. Oggi si certifica la vostra incapacità di dare risposte alla Sardegna: l’esempio più chiaro è quello dei trasporti. I sardi stanno pagando a caro prezzo il vostro lassismo. Non abbiamo mai avuto la possibilità di confrontarci su questo tema». Entrando sui contenuti specifici della legge, Ciusa ha stigmatizzato l’atteggiamento della maggioranza: «La questione degli incendi meritava una risposta in tempi rapidissimi – ha detto Ciusa – non solo per il Montiferru ma anche per gli altri roghi devastanti che hanno colpito Decimoputzu». Ciusa, infine, ha puntato il faro sulla sanità: «Le liste d’attesa sono una vergogna. La riforma sanitaria è rimasta al palo, ora ci dite che serve un nuovo ente per attuarla stanziando due milioni di euro. E’ inaccettabile».
Giudizio opposto quello di Michele Cossa (Riformatori): «Quello in discussione è un provvedimento complesso, la pandemia ci ha portato a questa situazione. Forse poteva essere approvato prima, probabilmente alcune risorse non potranno essere spese, ma ci sono importanti misure per venire incontro alle popolazioni colpite dagli incendi». Cossa ha poi annunciato un emendamento per affrontare la nuova epidemia di lingua blu: «Se non si interviene subito si rischia di mettere in ginocchio un intero settore». L’esponente della maggioranza ha poi contestato le dichiarazioni di alcuni consiglieri di minoranza sulla sanità: «La Sardegna è una delle regioni italiane dove la sanità privata ha un peso irrisorio. Il Mater Olbia è stato voluto da amministratori e da forze politiche diverse. Se va male non credo sia un bene per la Sardegna. Non bisogna ideologizzare il dibattito ma affrontarlo laicamente». Cossa ha poi parlato dei rischi che la Sardegna sta correndo a livello nazionale con il rafforzamento dell’autonomia differenziata di alcune regioni: «Un decreto attaccato al documento di finanza pubblica potrebbe avere effetti devastanti sulla nostra autonomia con l’affossamento della battaglia sull’insularità».
Franco Mula, capogruppo del Psd’Az, ha difeso il provvedimento ricordando che la Sardegna in questi ultimi anni è passata da un’emergenza all’altra: Covid, incendi, alluvioni, cavallette, lingua blu: «Non ci siamo fatti mancare nulla, questo provvedimento rincorre le emergenze – ha detto Mulas – nonostante ciò il sistema sanitario ha retto l’impatto del Covid. Siamo la Regione che ha subito meno chiusure. Quanto alla situazione di Nuoro, purtroppo c’è da dire che molti medici e operatori sanitari sono andati in pensione sguarnendo molti reparti». Mula ha poi lanciato un appello alle opposizioni: «Sediamoci e vediamo che cosa si può modificare, quale correzioni possono essere apportate – ha concluso Mula – a nessuno serve ritardare ancora. La Sardegna ha bisogno di spendere queste risorse. Troviamo il modo di chiudere questo provvedimento il prima possibile».
Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha parlato di tentativo goffo di mistificare la realtà da parte della maggioranza: «Il perché si discuta solo oggi questo provvedimento è chiaro a tutti – ha detto Agus – quando è arrivata la pandemia noi eravamo più impreparati degli altri. A marzo del 2020 vi abbiamo consentito di approvare un bilancio tecnico. Lo stesso abbiamo fatto nel 2021. Due manovre poi corrette in autunno». Agus ha poi parlato dell’attività del Consiglio: «Quest’anno abbiamo approvato due sole leggi, una delle quali impugnata – ha sottolineato il capogruppo – l’80% del tempo è stato dedicato a provvedimenti inutili, al question time e a leggi molto meno complesse. Questa di oggi è un affastellamento di disposizioni. Oggi mi volete far credere che dopo non essere stati in grado di discutere una legge per mesi lo possiamo fare per un provvedimento così ampio. Rispettate i tempi per consentirci di dare un contributo. Quando avete intenzione di presentare il bilancio? C’è necessità di dialogare con le parti sociali e con chi sta fuori da questo Palazzo». Agus, infine, ha chiesto rispetto per le opposizioni: «Noi eravamo a disposizione per approvare alcune misure già ad agosto – ha concluso – non faremo ostruzionismo perché ve lo siete già fatti da soli. Noi faremo le nostre valutazioni e avanzeremo le nostre proposte articolo per articolo. Questa legge segna il confine tra quello che deve fare e quello che non deve fare il Consiglio. Approvandola abdichiamo al nostro ruolo».
Prendendo la parola per la replica finale della Giunta l’assessore della Programmazione Giuseppe Fasolino ha sottolineato i molti aspetti positivi contenuti nella legge, dai ristori per alcune categorie escluse agli Enti locali che potranno intervenire sulle loro comunità in tanti campi, ed è stata una scelta precisa, ha sottolineato, perché gli stessi provvedimenti li avrebbe potuto fare la Giunta con una semplice delibera. La 284 va migliorata, ha aggiunto Fasolino, e questo è compito del Consiglio, seguendo molte delle indicazioni emerse dal dibattito, dalla lingua blu, ai temi dei lavoro sui quali il provvedimento ricalca l’ordine del giorno approvato a suo tempo del Consiglio. Chiedo solo di fare in fretta, ha precisato l’assessore, e di operare una valutazione attenta sulle risorse che potrebbero risultare non spendibili entro la fine dell’anno.
Fasolino ha poi risposto ad alcune critiche che diversi consiglieri hanno rivolto al provvedimento per la parte che riguarda il Mater Olbia. Quella struttura, ha ricordato, non è arrivata in Sardegna da chissà quale universo ma è stata frutto di intese che hanno coinvolto governi centrali e regionali di ogni colore, non ultima la precedente Giunta regionale e l’attuale Governo centrale a guida Pd-M5S. Da utente e cittadino della Gallura, ha proseguito, dico anche che quella struttura ha risolto molti problemi della sanità in quel territorio, a cominciare dal rapporto fra posti letto ed abitanti.
Successivamente il Consiglio ha approvato per alzata di mano il passaggio agli articoli della legge.
Nel chiudere la seduta il presidente ha comunicato che sentirà informalmente i capigruppo per concordare le modalità della giornata di lavoro dedicata alla continuità territoriale mentre il termine per la presentazione degli emendamenti alla 284 è stato fissato a domani alle 13.00, con possibilità di proroghe. Per la prosecuzione dell’esame della legge l’assemblea, invece, resta convocata per giovedì alle 10.30. Com








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