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Sanità nella Barbagia-Mandrolisai, mozione dei Progressisti. Caddeo: “Dalla Regione nessuna risposta sulla situazione del San Camillo di Sorgono, territorio penalizzato e cittadini non tutelati”.

Cagliari, 21 Sett 2021 - Tra i territori più colpiti dalla disorganizzazione del sistema ospedaliero in Sardegna, frutto dell'indecisione della Giunta e dei vertici della sanità in Sardegna, c'è la Barbagia-Mandrolisai con il suo principale presidio sanitario, punto di riferimento per la popolazione della zona, rappresentato dall’ospedale San Camillo di Sorgono.

«Chiediamo al presidente della Regione e al suo assessore», sottolinea Laura Caddeo, prima firmataria di una mozione presentata in Consiglio regionale dal gruppo dei Progressisti, «di intervenire con la massima celerità per assicurare l’erogazione dei livelli minimi assistenziali che devono essere garantiti, lo dice la Costituzione, a tutte le cittadine e i cittadini, soprattutto a quelli che vivono nelle comunità interne. Il funzionamento del San Camillo è fondamentale in questa direzione».

Il documento evidenza le criticità della struttura: carenza di organico e strumentazione – manca, a esempio, la teleradiologia, quindi la possibilità di trasmettere le immagini in rete e la refertazione a distanza, mentre l’assistenza radiologica è garantita attualmente solo dalle 8 alle14, dal lunedì al venerdì – laboratori ridimensionati con conseguente ritardo di giorni nella consegna dei risultati delle analisi, criticità in diversi reparti, su tutti diabetologia, pronto soccorso inadeguato e conseguente situazione di stress e stanchezza per il personale medico e sanitario in servizio ogni giorno in prima linea.

«La riorganizzazione della rete ospedaliera regionale, nel rispetto del decreto del Ministero della Salute 70/2015», ricorda Caddeo, «ha riconosciuto il presidio di Sorgono come ospedale afferente a sede disagiata, con conservazione del punto di Pronto soccorso e assistenza ai pazienti acuti di media e bassa gravità. A causa del Covid, invece, è stato disposto il dimensionamento del Pronto Soccorso in Punto di primo intervento, che può gestire solamente i codici bianchi e verdi. Gli altri pazienti devono necessariamente essere trasferiti verso altre strutture: se si considera anche la difficile situazione dei collegamenti viari, che costringe i cittadini bisognosi di assistenza sanitaria a lunghi e difficoltosi viaggi, in carenza di un efficiente sistema pubblico di trasporto, si capiscono le richieste e le rivendicazioni di amministratori locali, associazioni di pazienti e cittadini. La Regione deve dare risposte immediate». Com

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