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Crisi di governo. Conte dopo le dimissioni: serve governo per prospettiva di salvezza nazionale.

Roma, 27 Gen 2021 - Una maggioranza stabile e un governo coeso. Saranno questi i parametri con i quali Sergio Mattarella valuterà i passi che dovranno seguire alle dimissioni di Giuseppe Conte. Il premier ha annunciato le decisione al Consiglio dei ministri, convocato questa mattina alle 9, è salito alle 12 al Quirinale per rassegnare formalmente le dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica e ha lasciato il Colle dopo circa una mezzora di colloquio. Poi gli incontri con il presidente del Senato, Casellati e dal presidente della Camera, Fico.

Dopo oltre 500 giorni, il Conte II è arrivato così al capolinea. "Ringrazio l'intera squadra di governo, ogni singolo ministro, per ogni giorno di questi mesi insieme" ha detto in Cdm. Sostegno e compattezza" hanno espresso i capi delegazione delle forze di maggioranza, Alfonso Bonafede (M5S), Dario Franceschini (Pd) e Roberto Speranza (Leu).

La scelta di Conte arriva dopo il fallimento del tentativo di 'allargamento della maggioranza', con l'Udc e Forza Italia che si sono chiamate fuori da ogni ipotesi di sostegno al Conte II, oltre alla quasi certezza di un voto negativo al Senato sulla relazione del Guardasigilli Alfonso Bonafede inizialmente prevista per giovedì prossimo e ora rinviata.

È il momento che emergano in Parlamento le voci che hanno a cuore le sorti della Repubblica. Le mie dimissioni sono al servizio di questa possibilità: la formazione di un nuovo governo che offra una prospettiva di salvezza nazionale. Serve un'alleanza, nelle forme in cui si potrà diversamente realizzare, di chiara lealtà europeista, in grado di attuare le decisioni che premono, per approvare una riforma elettorale di stampo proporzionale e le riforme istituzionali e costituzionali, come la sfiducia costruttiva, che garantiscano il pluralismo della rappresentanza unitamente a una maggiore stabilità del sistema politico".

Lo scrive il presidente del Consiglio dimissionario, Giuseppe Conte, in un lungo post su facebook, al quale allega una foto che lo ritrae in primo piano e con sullo sfondo il Tricolore.

"Questo conta. Che il nostro Paese si rialzi in fretta e possa mettersi alle spalle la pandemia e le tragedie che essa ha arrecato, in modo da far risplendere la nostra nazione nella pienezza delle sue bellezze. Per parte mia, anche in queste ore continuerò a svolgere gli affari correnti fino all'insediamento del nuovo governo. Continuerò a svolgere il mio servizio al Paese, con senso di responsabilità e con profondo impegno".

"Sono queste le caratteristiche che hanno caratterizzato il mio operato, quello dell'intero governo e delle forze di maggioranza che ci hanno sostenuto, anche quando i risultati raggiunti e le risposte date non sono apparsi all'altezza delle aspettative dei cittadini. L'unica cosa che davvero rileva, al di là di chi sarà chiamato a guidare l'Italia, è che la Repubblica possa rialzare la testa. Allora avremo vinto tutti, perché avrà vinto l'Italia. Quanto a me, mi ritroverete sempre, forte e appassionato, a tifare per il nostro Paese", conclude Conte.

Si è costituito, di fatto, il gruppo dei responsabili al Senato. A quanto si apprende da fonti parlamentari, in serata è stato raggiunto il numero base di dieci senatori. Il gruppo si chiama "Europeisti Maie Centro Democratico" e, a quanto si apprende dalle stesse fonti, domani si costituirà anche alla Camera. A quanto apprende l'Adnkronos, è però giallo sulla presenza di Sandra Lonardo. Indicata sin dall'inizio come tra i principali sostenitori di un Conte ter, la moglie dell'ex Guardasigilli, Clemente Mastella, raccontano fonti parlamentari della maggioranza, non risulterebbe tra i dieci componenti della nuova formazione centrista.

Allo stato, il gruppo parlamentare autonomo, che verrà formalizzato domani, non conta sull'apporto dell'ex azzurra Lonardo. I dieci i senatori della nuova formazione politica centrista, tutti del Misto, provengono dal Maie e dalla nuova componente 'Centro democratico' (che alla Camera fa riferimento a Bruno Tabacci). Si conoscono i nomi di otto 'costruttori': si tratta dei cinque del 'Maie-Italia 23' Ricardo Merlo, Saverio De Bonis, Adriano Cario, Maurizio Buccarella e Raffaele Fantetti (presidente dell'Associazione Italia 23) e dei due ex azzurri Maria Rosaria Rossi e Andrea Causin. Ultimo arrivato è l'ex pentastellato Gregorio De Falco, che porterà in dote il simbolo 'Cd' 'prestato' da Tabacci.

Le consultazioni con tutte le forze politiche cominceranno oggi pomeriggio, dopo la cerimonia per il Giorno della Memoria prevista in mattinata. "Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa mattina al Palazzo del Quirinale il Presidente del Consiglio dei Ministri Prof. Avv. Giuseppe Conte, il quale ha rassegnato le dimissioni del Governo da lui presieduto. Il Presidente della Repubblica si è riservato di decidere e ha invitato il Governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti. Le consultazioni avranno inizio nel pomeriggio di domani, mercoledì 27 gennaio". Così ha annunciato il segretario generale del Quirinale Ugo Zampetti. Nel rispetto delle disposizioni vigenti sull'emergenza epidemiologica, le consultazioni si seguiranno in diretta streaming sul canale Youtube della Presidenza della Repubblica e sul sito www.quirinale.it.

Le ipotesi: dal reincarico al premier uscente per un "ter", come sembrano auspicare Pd, M5s e Leu, con un allargamento della maggioranza che c'è stata finora, fino alla soluzione estrema dello scioglimento delle Camere. Ipotesi negata da tutti, ma inevitabile nel caso in cui ogni qualsivoglia intesa parlamentare dovesse naufragare.

Di certo Mattarella vuole che si diradino rapidamente le incertezze, ma il sondaggio dei gruppi di Camera e Senato è considerato imprescindibile anche per rispetto del Parlamento. Il nodo da sciogliere è quello di possibile gruppo di "responsabili" al Senato che dovrebbe consentire l'ampliamento dei numeri a sostegno di un eventuale Conte-ter. E restano da chiarire le posizioni di Iv e dei centristi, con quelle che saranno le mosse determinanti di Matteo Renzi.

Il Movimento Cinque Stelle, definisce il passaggio a un Conte ter "inevitabile" e "l'unico sbocco di questa crisi scellerata". "Un passaggio necessario - prosegue una nota dei capigruppo pentastellati - all'allargamento della maggioranza". E poi: "Siamo noi a tracciare il sentiero. Dobbiamo volare alto e mettere da parte i personalismi, mettere da parte le nostre storie personali e tirare avanti. Dobbiamo concentrarci solo su quello che ci chiede il paese". Queste, apprende l'Adnkronos, le parole del capo politico Vito Crimi durante l'assemblea M5S, svoltasi in tarda serata.

Anche il Pd apre a un nuovo governo guidato ancora dall' "avvocato degli italiani". Il segretario Zingaretti su Twitter ha scritto: "Con Conte per un nuovo Governo chiaramente europeista e sostenuto da una base parlamentare ampia, che garantisca credibilità e stabilità per affrontare le grandi sfide che l'Italia ha davanti".

Mentre la vicepresidente Deborah Serracchiani, al Tg1, precisa: "Nessuno può mettere veti a nessuno e in politica mai dire mai. La crisi è una battuta di arresto che ci preoccupa immensamente, e prendiamo atto che lo steso Renzi ha detto che non ci debbano essere veti su Conte. Cerchiamo di fare ragionamenti solidi in tempi brevi". E per domani è convocata alle ore 14 la direzione nazionale del Pd che si svolgerà da remoto con all'ordine del giorno la situazione politica, la crisi di governo e la relazione del segretario.

Ore febbrili quindi, soprattutto all'interno della coalizione che fu maggioranza, ma acque agitate anche nel centrodestra. La coalizione appare divisa tra chi, come Fdi, non vede alternativa al voto e chi, come Fi, non esclude un governo di unità nazionale. Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha riunito il Consiglio federale della Lega per discutere delle prossime mosse del centrodestra e su come si andrà al Quirinale. La posizione di FI diverge con quella della Lega e di Fdi che ormai puntano solo al voto, non prevedono né un 'Conte ter' né alternative. Quindi no sia ad un eventuale governo del Pd ("Non saremo mai insieme ai dem", spiega la stessa fonte), né un governo di unità nazionale. Ipotesi, quest'ultima, non esclusa dai forzisti. Nel partito di via Bellerio c'è la convinzione che Berlusconi non direbbe mai si ad un 'Conte ter', "ma se ci fosse un altro governo, anche a guida Pd, sarebbero diversi ad aderire". Da qui la fibrillazione all'interno dell'alleanza.

Silvio Berlusconi ieri ha smentito "ogni trattativa per un eventuale sostegno al governo in carica". Come dire, addio 'responsabili'. E propone una via d'uscita: "La strada maestra è una sola: rimettere alla saggezza politica e all'autorevolezza istituzionale del Capo dello Stato di indicare la soluzione della crisi, attraverso un nuovo governo che rappresenti l'unità sostanziale del paese in un momento di emergenza oppure restituire la parola agli italiani".

Nel pomeriggio il vertice del centrodestra ha visto la partecipazione di Matteo Salvini, Giorgia Meloni, il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani, rappresentanti dell'Udc e di tutti i partiti della coalizione. Silvio Berlusconi ha partecipato in collegamento via Zoom. "Il centrodestra ha ribadito la necessità che l'Italia abbia in tempi rapidi un governo con una base parlamentare solida, una forte legittimazione e non, invece, un esecutivo con una maggioranza raccogliticcia. La coalizione è pronta a sostenere in Parlamento tutti i provvedimenti a favore degli italiani, a partire dai ristori e dalla proroga del blocco delle cartelle esattoriali". È quanto si legge in una nota congiunta del centrodestra.

Poi la precisazione: "Andremo con una delegazione unitaria del centrodestra al Quirinale per ribadire il nostro 'no' al Conte Ter". È quanto ha affermato il senatore di Cambiamo! Paolo Romani al termine del vertice.

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