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Manovra, stop cartelle fino a 31 dicembre. Prolungata la cassa integrazione. In arrivo 4 miliardi per il sostegno dei settori più colpiti dall’epidemia.

Roma – Tra i ministri e i rappresentanti dei vari partiti di maggioranza rimangono forti divergenze sul da farsi e come fare. Ma alla fine sono costretti ad approvare una manovra che a pochi piace. Specialmente ora, che l’Italia e tutta l’Europa, è pressata dall’aumento dei contagi. Ma nonostante questo è finito, dopo circa tre ore, il Consiglio dei ministri di ieri notte che ha dato il via libera, salvo intese, alla legge di bilancio con la manovra da 40 miliardi e ha varato il decreto legge che rinvia al 2021 la ripresa della riscossione delle cartelle esattoriali. Il governo ha anche dato il via libera al Documento programmatico di bilancio da inviare a Bruxelles. Con un altro decreto legge collegato arriverà poi la proroga della cassa integrazione Covid per le imprese fino a fine anno.

La legge di bilancio taglia così il suo primo traguardo e sarà trasmessa nei prossimi giorni in Parlamento. Quella messa in campo è una manovra, finanziata per circa 23 miliardi in deficit e che potrà contare su 17 miliardi di aiuti Ue, ipotecata dall'emergenza, a causa dell'impennata dei contagi e del timore di una recrudescenza dell'epidemia che potrebbe portare a nuove chiusure mirate.

Il dl fiscale, dopo la scadenza della precedente moratoria lo scorso 15 ottobre, dovrebbe estendere fino alla fine dell'anno la sospensione di versamenti di somme dovute da cartelle di pagamento, accertamenti esecutivi e pignoramenti di stipendi e pensioni. Previsto anche lo stop dell'invio delle nuove cartelle esattoriali che da lunedì l'agente della riscossione avrebbe potuto ricominciare a recapitare ai contribuenti in debito con il Fisco. Anche l'attività di notifica verrà quindi rinviata al 2021.

La maggioranza avrebbe trovato l'accordo anche sul rinvio al primo luglio 2021 della plastic e della sugar tax. Italia Viva chiedeva l'abolizione delle due imposte che, senza interventi, erano destinate a entrare in vigore da gennaio 2021, e aveva minacciato di non votare il Dpb. Il compromesso sarebbe stato raggiunto nel corso del vertice che ha preceduto il Cdm.

Nella manovra approvata questa notte vengono stanziati circa 4 miliardi di euro per la sanità. Confermate anche per il 2021 30.000 assunzioni a tempo determinato di medici e infermieri e l'introduzione di un fondo per l'acquisto di vaccini di 400 milioni l'anno per il 2021 e il 2022.

Il governo intende inoltre affiancare alla manovra un decreto legge collegato per anticipare alcune misure anti-Covid più urgenti, come ad esempio la proroga della Cig Covid o le nuove regole per lo smart working nella pubblica amministrazione (il ministro della Salute Roberto Speranza, nel corso del vertice con regioni, ha detto che si potrebbe arrivare al 70-75%).

Il decreto, come annunciato dai ministri Gualtieri e Catalfo ai sindacati, prevede la proroga della cig Covid fino alla fine del 2020 per estendere la copertura alle imprese che la dovessero esaurire a metà novembre. Si dovrebbe poi finanziare in manovra un'altra tranche di 18 settimane, da utilizzare il prossimo anno, che potranno richiedere anche le aziende che finora non hanno usufruito degli ammortizzatori di emergenza. Un nuovo incontro con le organizzazioni sindacali è previsto per mercoledì ma Cgil, Cisl e Uil hanno già fatto sapere che le misure non sono sufficienti ed è necessario prorogare la cassa Covid e il blocco dei licenziamenti fino alla fine dell'emergenza. In particolare quello dei licenziamenti resta uno dei nodi da sciogliere che ha riacceso lo scontro tra governo e sindacati negli ultimi giorni, creando divisioni anche all'interno dell'esecutivo. Il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha ribadito che il blocco proseguirà per le aziende che useranno la cassa Covid.

Tra le misure in arrivo anche l'assegno unico per i figli che sarà finanziato con 3 miliardi e partirà da luglio 2021. A regime la misura avrà una dote di 6 miliardi. Confermata poi la copertura strutturale del taglio del cuneo fiscale anche per i redditi tra 28mila e 40mila euro, la decontribuzione al 30% per le imprese del Mezzogiorno che si affiancherà a nuovi sgravi per le assunzioni di giovani e donne. Un altro filone su cui si sta lavorando è il sostegno ai settori in crisi, turismo e ristorazione, ma anche commercio e spettacolo: dovrebbe arrivare un fondo ad hoc, con una dote di circa 4 miliardi, da destinare alle filiere più colpite.

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