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Aumentano contagi in Sardegna, le notti folli al Billionaire di Porto Cervo regalano alla Sardegna altri 52 positivi.

Cagliari, 25 Ago 2020 – Meno male che il Sindaco di Arzachena ha chiuso tutto visto il grave pericolo che la Sardegna tutta correva per l’importazione dei contagi e se le discoteche ed altri centri di intrattenimento fossero rimaste aperte avrebbero portato tanti di quei contagi d’importazione (che gli importatori stessi li hanno nuovamente esportati) facendo aumentare il numero dei contagi in tutta Italia. Prima dell’irresponsabile aperture dei locali notturni voluti dal presidente della Sardegna, nell’isola il numero di contagi era zero. Al massimo uno o due al giorno in tutta regione. E oggi, grazie all’ambasciatore dell’Isola voluto da Solinas, Briatore, è giunta notizia che sono altri 52 casi di positività al Covid-19 tra il personale del Billionaire, il locale di Porto Cervo di proprietà di Flavio Briatore.

L'esito dei tamponi effettuati nei giorni scorsi dall'Ats - come riporta il più diffuso quotidiano di Cagliari - è arrivato nella tarda serata di ieri, confermando la presenza di un focolaio nel locale, chiuso dal 17 agosto. Prima sei positivi, poi il numero era salito a 11 e in 50 si erano messi in autoisolamento. E da ieri, sempre a Porto Cervo, ha chiuso anche un altro storico locale, il Sottovento, decisione presa dai gestori a seguito di un caso di positività tra lo staff.

C'è una prima ricostruzione su come la Sardegna sia diventata, in poco tempo, da terra sicura a essere accusata di diffondere il contagio. Ma i vertici dell'Unità di crisi regionale del Nord Sardegna, e tutti i cittadini, non hanno dubbi sul fatto che siano stati i turisti a portare il Coronavirus nel Nord Sardegna che poi finita la festa sono tornati a casa ed hanno infettato i loro amici e parenti. "Il virus non era in Sardegna, è stato portato qui, dove ha attecchito, anche grazie alle discoteche", spiegano dall'Unità di crisi.

In questo momento, mentre si cerca di analizzare anche i percorsi del virus, l'attività è concentrata soprattutto sulla gestione dei casi. Occorre seguire le persone in isolamento domiciliare e i turisti positivi. L'Unità di crisi ha però rilevato che chi si è infettato l'ha fatto prevalentemente in discoteca, "e chi va in discoteca? Soprattutto le persone in vacanza e chi c'era al Billionaire? Turisti e dipendenti. Ma chi lavora in discoteca, alla chiusura, di solito non va a ballare altrove". "Le prime segnalazioni sono arrivate dalla Asl di Latina - dice Acciaro responsabile dell'Unità di crisi - e le ragazze romane che sono state a Porto Rotondo hanno detto di essere arrivate da Ibiza".

In seguito, con ordinanza del 12 agosto, il ministro alla Salute Roberto Speranza ha disposto l'obbligo di sottoporsi a tampone proprio per le persone in arrivo da Grecia, Croazia, Spagna o Malta. "Non dalla Sardegna - ha sottolineato Acciaro - Se l'Isola era Covid free, come è possibile che le persone si siano contagiate qui?". L'ipotesi è che "ci sia stato dei gruppi che ha partecipato alla 'movida internazionale', o magari è entrato in contatto con qualcuno che è stato in Spagna, Grecia, e poi si sono trovati in discoteca dove si sono contagiati". Perché "il virus non era qui: la Sardegna è stata contaminata. I sardi contagiati sono quasi tutti operatori del turismo, i ‘problemi' sono riconducibili alle discoteche, non ai supermercati".

L’Isola è stata messa sul 'banco degli imputati' attorno a Ferragosto con i casi della festa in discoteca a Porto Rotondo e del residence di Santo Stefano, a La Maddalena, contornati da quelli di diversi calciatori rientrati positivi dalle vacanze in Costa Smeralda. E poi anche la polemica tra Flavio Briatore protagonista di un botta e risposta sui social con il sindaco di Arzachena, Roberto Ragnedda, dopo l'ordinanza che impone lo stop alla musica alle 24. È nata così un'immagine dell'isola 'a rischio' - anche la zona 'imputata' è una piccola parte del Nord, poco frequentata da sardi - che ha mandato su tutte le furie, oltre a comuni cittadini, imprenditori e politici locali.

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