Cagliari, 14 Lug 2020 – Dopo la commemorazione di Ladu il Consiglio della Regione Sardegna ha iniziato l’esame dell’ordine del giorno con il Dl n.162 – “Azioni a sostegno del sistema economico dopo il Covid-19”
Aprendo la discussione generale, il relatore di maggioranza Alfonso Marras (Riformatori), presidente della commissione Lavoro, ha messo in luce che con il provvedimento la Regione intende mettere in campo una serie di strumenti, per un intervento complessivo di 160 milioni, in grado di rafforzare e moltiplicare gli effetti di analoghi provvedimenti nazionali di sostegno al sistema economico nel dopo Covid-19. Di particolare significato inoltre, ha sottolineato Marras, le azioni di protezione sociale indirizzate a molte categorie di disoccupati e lavoratori, dagli autonomi agli stagionali mentre, per il sistema produttivo, vanno segnalate le misure di potenziamento della formazione professionale ed il fondo “Resisto” aperto a tutte le piccole e medie imprese ed a quelle di maggiori dimensioni per quanto riguarda il settore alberghiero.
Per la minoranza il relatore Piero Comandini, del Pd, ha lamentato in apertura il ritardo con cui la legge è arrivata in Aula e, per ciò che attiene il merito delle questioni, si ferma a metà strada ed affronta solo parzialmente i grandi problemi concreti che ha di fronte la Sardegna. Le forze di opposizione, ha ricordato Comandini, non intendono fare ostruzionismo ma sentono di dover fare ogni sforzo per migliorare il provvedimento e renderlo soprattutto in grado di raggiungere nel tempo più breve possibile i destinatari. Secondo l’esponente del Pd, la legge ha limiti evidenti soprattutto perché cerca di fare tutto con risorse molto limitate ed al di sotto dei numeri della “platea” dei lavoratori interessati in base alle stime ufficiali. Per quanto riguarda il settore alberghiero dove 80.000 lavoratori rischiano di perdere il posto, ha concluso Comandini, è chiaro che i 18 milioni previsti lasceranno molte persone senza alcun sostegno.
Il capogruppo di Leu Daniele Cocco, prendendo la parola sull’ordine dei lavori, ha rivolto all’assessore della Sanità un appello per i veterinari sardi ed il loro inserimento nelle aziende sanitarie, oggetto di una risoluzione del Consiglio.
Riprendendo la discussione generale del Dl n.162 il consigliere dei Progressisti Gian Franco Satta ha sostenuto che l’unico risultato della legge è stato quello di far quadrare i conti all’interno della maggioranza, mentre per il resto, avendo accumulato un ritardo di circa due mesi, è già fuori tempo massimo. Di fatto, quindi, si tratta ad avviso di Satta di un provvedimento che guarda più alla chiusura di molte aziende ed al contenimento dei suoi effetti negativi attraverso gli ammortizzatori, che non alla ripartenza del sistema economico regionale. Mancano interventi su sanità e scuole, ha evidenziato il consigliere, sono insufficienti le risorse per gli stagionali che basteranno forse il fabbisogno rappresentato da circa 60.000 unità, esistono altri interventi contraddittori e poco razionali e si trascurano interi settori, come quello commerciale.
Il consigliere del Psd’Az Stefano Schirru ha dichiarato che forse l’opposizione ha ragione nel dire che si poteva fare di più e meglio a condizione però di ricordare che l’epidemia ha completamente sconvolto le politiche dei governi di tutto il pianeta. Il provvedimento della Giunta va guardato perciò in questa ottica, secondo Schirru, senza dimenticare i ritardi del Governo nazionale che ha annunciato i primi decreti ad aprile per approvarli a luglio.
Il consigliere del Pd Cesare Moriconi ha parlato di un tema complesso come tanti altri che stiamo affrontando in questi tempi così problematici, per fronteggiare una emergenza che, da molti punti di vista, ha trovato tutti impreparati. Occorre guardare avanti con decisione, ha esortato Moriconi, per esprimere una visione ampia, capace di produrre misure efficaci e di importanza strategica, nel breve, medio e lungo termine. Se davvero vogliamo un nuovo modello di sviluppo, ha continuato il consigliere del Pd, dobbiamo non solo dimostrarlo tutti i giorni ma concretizzare questa volontà in ogni provvedimento, lavorando con rigore anche su una approfondita analisi dell’economia sarda, necessaria sia per spendere in modo selettivo che per evitare duplicazioni, che per adesso ancora non c’è.
Il consigliere della Lega Pierluigi Saiu ha riscontrato negli interventi dell’opposizione due critiche, la critica alla legge-quadro o di sistema e la tempistica della stessa. Per quanto attiene il primo punto, ha detto Saiu, è importante ricordare che in Sardegna la prima legge di contrasto al Covid è stata approvata all’inizio di marzo mentre altri prendevano apertivi per le strade.
Il dibattito generale sul DL 162 è proseguito con l’intervento di Eugenio Lai (Liberi e uguali Sardigna) che ha detto che bisogna finirla con le sterili contrapposizioni. E’ ora di dare risposte ai disoccupati, alle famiglie, alle imprese che stanno soffrendo. C’è bisogno di innalzare il livello di confronto politico. Lai ha assicurato la massima disponibilità a lavorare per cercare di modificare questo provvedimento in meglio pur essendo consapevoli che le risorse non sono illimitate. Per Eugenio Lai bisogna cercare di individuare i settori più colpiti dalla crisi e provare a costruire un modello di Sardegna che sia in grado di affrontare la crisi economica. Per fare questo è necessario non essere supponenti e avere una progettazione che allo stato attuale manca. Un provvedimento che stanzia 160 milioni di euro – ha concluso - deve far ripartire la nostra terra.
Massimo Zedda (Progressisti) ha sottolineato il grande ritardo con cui questa legge è arrivata in Consiglio regionale. “Il provvedimento è stato approvato in giunta a Pasqua e oggi a metà luglio lo stiamo esaminando”. Zedda ha espresso forte perplessità sulla stesura degli articoli che rimandano a una serie di atti successivi che potrebbero, se non fossero stati già approvati, creare ulteriori ritardi. Il provvedimento, inoltre, per il consigliere regionale dei Progressisti è carente di una strategia generale: “si vuole trattare tutto e tutti. Nel rincorrere le esigenze di tutti alla fine il più debole soccombe”. Quindi, è importante individuare le priorità e una strategia che risollevi la Sardegna da una situazione drammatica.
Per Michele Cossa (Riformatori sardi) nulla sarà come prima del Covid e anche la Sardegna deve imparare a convivere con la pandemia. In questa fase – ha detto Cossa -non possiamo fare altro che assistere e aiutare le aziende a stare sul mercato. La Regione deve essere il supporto dell’economia e non il freno. Quindi riorganizzazione della macchina regionale, utilizzazione delle risorse che arrivano dall’Europa per creare un grande piano infrastrutturale. Insomma, è necessario tirare fuori i nostri territori dalla arretratezza. Michele Cossa ha riconosciuto all’opposizione il taglio costruttivo del dibattito in corso e ha invitato tutti a lavorare insieme per far ripartire la Sardegna.
Giampietro Comandini (PD) ha ricordato che la pandemia ha cambiato le regole del gioco e che bisogna agire subito e bene. Noi vogliamo dare un contributo positivo cercando una metodologia comune. Il giudizio del vice presidente del Consiglio regionale è critico sul testo arrivato in aula: “I primi 13 articoli fanno chiaro riferimento ai lavoratori e alle imprese, ma poi c’è tutto un altro capitolo che poco ha a che fare con la pandemia”.
Per Laura Caddeo (Progressisti) questo provvedimento ha molte lacune soprattutto nel settore sanitario, assistenziale e scolastico. E’ stato fatto un grande lavoro in commissione ma c’è stato poco tempo per esaminare documenti e dati. Ci sarebbe voluta una proposta più organica rispetto a temi fondamentali come il potenziamento dell’assistenza sanitaria, l’accesso ai servizi sanitari, le misure di supporto ai servizi di istruzione con la didattica a distanza. Bisogna dire basta all’assistenzialismo e puntare a creare lavoro: “160 milioni di euro non devono essersi dispersi ma devono essere convogliati su aziende e lavoro reale”.
Giuseppe Meloni (PD) ha sottolineato il grande ritardo con cui questa legge arriva in Aula e ha espresso grande preoccupazione perché gli effetti di questa legge non si avranno prima dell’autunno. Per Meloni non si tratta di una legge quadro ma di un mini assestamento di bilancio mascherato in cui le norme intruse fanno perdere di vista gli obiettivi principali. E’ un provvedimento che deve essere migliorato perché le risorse destinate alle imprese sono troppo poche.
Il capogruppo Leu, Daniele Cocco (Leu) ha auspicato l’approvazione del provvedimento in tempi rapidi («è finito tempo polemiche e dobbiamo essere consapevoli della drammaticità della situazione»). «La legge – ha proseguito l’esponente della minoranza - può essere migliorata anche riprendendo misure che in passato hanno dimostrato di funzionare bene come il Reis e il progetto Lavoras». Cocco ha lamentato l’assenza di “riconoscimenti anche nelle retribuzioni” a favore degli operatori sanitari ed ha criticato la mancata accettazione in commissione degli emendamenti presentati da Leu a favore della stabilizzazione dei precari della sanità sarda.
Francesco Mura (capogruppo FdI) ha evidenziato la complessità dei temi all’ordine del giorno e lo sforzo fatto dalla Regione “con i tre provvedimenti messi in campo per fronteggiare l’emergenza da Covid”. «Mettiamo in campo - ha aggiunto l’esponente della maggioranza - ulteriori 170 milioni di euro per la ripresa del nostro sistema produttivo ma è necessario utilizzare al meglio le risorse disponibili come facciamo con le misure per abbattere il costo del lavoro». Mura ha auspicato “l’abbandono di tutte le politiche tese alimentare il vortice della dipendenza dagli interventi pubblici e l’assistenzialismo”. Il capogruppo FdI ha espresso dunque contrarietà al ripristino del Reis e del progetto Lavoras: «Pensiamo a una nuova stagione per ricostruire il nostro sistema produttivo, una stagione del coraggio che spezzi l’epoca dell’aiuto pubblico e delle risorse da spendere a debito». Segue














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