Macomer (Nu), 6 Lug 2020 – È stato approvato all’unanimità il Bilancio 2019 del Consorzio di tutela del pecorino romano. Il via libera è arrivato dall’assemblea dei soci riunita in videoconferenza, misura necessaria per le normative anti Covid. Il Bilancio è stato chiuso in pareggio, come di consueto. Il totale del valore della produzione nel 2019 è stato di 2 milioni e 710mila euro: le contribuzioni a carico dei produttori (94,84% produttori associati e 5,16% produttori non soci) è stata di 1 milione e 76mila euro, gli altri ricavi e proventi sono rappresentati in particolare dai contributi da Enti Pubblici (1 milione e 199mila euro).
Gli investimenti più importanti dell’anno 2019 sono relativi alla protezione e tutela del marchio dalle contraffazioni, all’attività legale per evitare i Dazi Usa e alle iniziative promo-pubblicitarie per far conoscere il prodotto in nuovi mercati esteri, rafforzandone allo stesso tempo la presenza su quelli più abituali.
“Quello dei Dazi Usa è stato il tema più impegnativo di quest’anno”, dice il presidente del Consorzio, Salvatore Palitta. “Abbiamo lavorato intensamente e ininterrottamente per mesi con i nostri legali negli Usa per scongiurare il rischio Dazi, che sarebbero stati un vero disastro per noi e più in generale per l’economia della Sardegna. Siamo riusciti a evitare di finire nella black list per due volte, ma non possiamo abbassare la guardia, anzi dobbiamo stare molto attenti perché a settembre è previsto un ulteriore inasprimento: stiamo perciò continuando a rafforzare la nostra presenza negli Stati Uniti, a far valere le nostre ragioni con audizioni, memorie e attività lobbistiche attraverso i rappresentanti parlamentari”.
Le spese legali per la protezione del marchio dalle contraffazioni è continua e molto impegnativa. I tentativi di imitazione sono infatti continui e richiedono una vigilanza ininterrotta.
È stato approvato e finanziato il progetto di cui il Consorzio è partner chiamato “Life Magis– Made Green in Italy”, co-finanziato dal Programma LIFE della Unione Europea e
coordinato da Enea – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, che ha preso avvio a settembre 2019 e si concluderà a dicembre 2022. Il progetto intende contribuire alla diffusione dello schema nazionale volontario per la valutazione e la comunicazione dell'impronta ambientale dei prodotti, nel quadro delle iniziative di promozione della green economy.
Dal punto di vista interno, ma anche per quello che significa in prospettiva, è sicuramente una pietra miliare nella storia del Consorzio. A gennaio 2019 l’assemblea dei soci ha dato il via libera alla modifica del Disciplinare di produzione, per introdurre tre nuove tipologie di prodotto e un preciso elenco delle razze abilitate alla produzione: un Pecorino Romano “Extra”, a basso contenuto di sale (non potrà avere più del 3,5% di componente salina), un altro che avrà l'indicazione “Riserva” con una stagionatura di almeno 14 mesi (saranno poi applicati bollini supplementari da 18-20-24-30 mesi in base al livello di maturazione a cui si vorrà portare il prodotto) e un ultimo di “Montagna” (già previsto da un regolamento comunitario che presuppone una serie di requisiti rispetto allo standard e una serie di vincoli orografici, come l'allevamento al di sopra dei 600 metri o le lavorazioni in ambito territoriale fatte al massimo a 10 chilometri dal limite altimetrico.
Non dimentichiamo poi che il 2019 è stato l’anno di lancio dello snackorino, lo snack di pecorino romano da 20 grammi destinato a bambini, ragazzi e sportivi ma gradito a tutti. Tutto questo ci permetterà anche di affrontare con più forza i mercati post Covid: gli analisti di mercato sono infatti tutti concordi nel dire che le strategie vincenti per sopravvivere alla crisi economica da pandemia sono innovazione e differenziazione. Solo così ci si potrà imporre su mercati profondamente cambiati, che non saranno mai più gli stessi: noi, con i nostri prodotti, andiamo esattamente in questa direzione”, conclude Palitta.















