Roma, 25 Maggio 2020 – Da oggi parte la riapertura dei centri sportivi, palestre, piscine, circoli sportivi in Italia. In Lombardia ed altrove però ancora non è possibile. Infatti per quanto riguarda la Lombardia le attività sportive resteranno chiuse fino al 31 maggio. Lo prevede l'apposita ordinanza firmata dal presidente Attilio Fontana che ha scelto la via della prudenza, dando priorità alla sicurezza per paura di una recrudescenza del contagio da Covid-19. Altra eccezione è la Basilicata: il governatore Vito Bardi ha rinviato l'apertura al 3 giugno. In Campania il 25 maggio riaprono palestre e piscine (escluso quelle con acqua di mare e termali) e saranno consentiti i servizi ricettivi anche non alberghieri secondo quanto stabilito da un'ordinanza del presidente della Regione Vincenzo De Luca che sarà pubblicata con i relativi protocolli di sicurezza. Inoltre viene demandata all'Unità di crisi regionale la redazione dei protocolli per la riapertura dei circoli culturali e ricreativi da giovedì 28 maggio. Debbono pazientare anche le piscine e palestre comunali di Bologna, chiuse fino a fine mese per definire i protocolli di sicurezza con i gestori.
Il nuovo 'codice' sono le linee guida aggiornate e approvate dalla Conferenza delle Regioni e poi nel dettaglio da mettere in atto tramite appositi protocolli per garantire l'allenamento in sicurezza degli utenti e degli istruttori.
Sarà indispensabile 'prenotare' corsi e lezioni, in modo da evitare il più possibile gli assembramenti e migliorare la gestione degli spazi. Si entra soltanto con la mascherina. Obbligo di disinfettarsi le mani all'entrata e all'uscita. E' prevista, ma non obbligatoria, la misurazione della temperatura con termoscanner per non far entrare chi ha più di 37 gradi e mezzo. All'ingresso i clienti dovranno firmare un'autocertificazione sulle proprie condizioni di salute e i gestori delle attività devono conservare i dati per 14 giorni. In palestra saranno richieste scarpe ginniche 'dedicate'. Per quanto riguarda gli spogliatoi: si entrerà pochi per volta (ma alcuni potrebbero restare chiusi), si starà a un metro di distanza e i vestiti andranno messi nelle proprie borse, lasciate negli armadietti.
Durante gli esercizi i clienti staranno lontani almeno 2 metri fra loro e non avranno l'obbligo della mascherina. In piscina la superficie a disposizione di ognuno arriverà a 7 metri quadrati, mentre dovrà esserci almeno 1 metro e mezzo fra sdraio e lettini delle persone, se non sono conviventi. Gli istruttori di nuoto dovranno avere la mascherina anche se non a stretto contatto con gli utenti. Alle piscine sono richieste analisi chimiche, oltre alle batteriologiche. Per tutti vale l'obbligo di disinfezione degli attrezzi a ogni uso o a fine giornata se presi solo da un cliente. Cambierà pure l'accesso alle docce: consentito a 'numero chiuso'.
Il settore è fortemente in crisi a causa della prolungata chiusura e c'è chi stima una perdita di un miliardo di euro nei primi 5 mesi dell'anno con oltre 200mila posti di lavoro a rischio. Durante il 2019 le palestre italiane hanno avuto 5,5 milioni di abbonati










