Cagliari, 13 Feb 2020 - Gianfranco Satta (Progressisti) rivolto al relatore della legge Dario Giagoni ha ironicamente detto: «La Corte Costituzionale la ringrazierà perché conquisterà il primato delle leggi impugnate – ha detto Satta – questa legge pretende di intervenire con i Pul in deroga ai Puc. Credo che la Consulta non lascerà spazi di competenze alla Regione Sardegna. Tutte le modifiche introdotte in questa legge sono in contrasto con le attuali norme che regolano il settore e per questo sarà impugnata. Non si possono anteporre interessi particolari a interessi collettivi».
Stesso giudizio negativo da parte del consigliere dei progressisti Massimo Zedda: «L’impianto normativo esistente in materia urbanistica è sempre lo stesso, non è mai stato modificato in questi anni – ha ricordato Zedda – vi è stato suggerito da più parti di evitare di entrare in conflitto con la normativa vigente ma non avete accettato consigli. La Regione non può legiferare su materie sulle quali non ha potestà. Immagino che ci sia stata un’interlocuzione con il Ministero ma credo che tutto questo non sia stato fatto». Il rappresentante della minoranza ha poi proseguito parlando di inapplicabilità della legge proposta: «Se si fosse fatta una legge rivolta a luoghi specifici, procedendo prima a un attento monitoraggio, si sarebbe potuta scrivere una norma caso per caso. Si pensa invece di superare le leggi urbanistiche. Questa legge è destinata ad essere impugnata perché inapplicabile». Zedda, infine, ha contestato un altro aspetto del provvedimento in esame: «Non consente agli imprenditori di competere su un bene che insiste su un terreno demaniale. Questo non fa bene all’economia perché non favorisce la libera concorrenza. Nessuno si sognerebbe di competere con strutture che pagano una concessione su un’area demaniale di 4500 euro all’anno».
Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha rincarato la dose: «Non state facendo un favore agli operatori. A fine aprile potrebbe arrivare una doccia fredda. Questo testo non dà certezze ai lavoratori e rischia di aumentare i costi – ha detto Agus – guardate cosa succede a Cagliari nella spiaggia del Poetto dove un sistema di regole chiaro, il Pul, ha dato sicurezza agli operatori e aumentato la qualità di vita dei cagliaritani. I chioschi sono i regola e i concessionari dormono sonni tranquilli. Sono le regole a creare sviluppo, i sotterfugi creano invece difficoltà a chi vorrebbe beneficiarne».
Il vice presidente Satta ha quindi dato la parola all’assessore all’Urbanistica Quirico Sanna per la replica: «E’ un provvedimento fatto con scienza e coscienza, mandato avanti senza consultare le procure della Repubblica. E’ una legge che rispetta la sovranità dell’Aula: le norme non le fanno i procuratori ma i legislatori. E’ una legge giusta che porta equilibrio in un settore dove regnava il disordine – ha detto Sanna – è una norma che riporta giustizia. Noi vogliamo dare la possibilità agli imprenditori di offrire un servizio ai cittadini e ai turisti per tutto l’anno».
Terminata la discussione generale, l’aula ha approvato il passaggio agli articoli per alzata di mano.
Si è passati quindi alla discussione dei singoli articoli. Per dichiarazioni di voto sul titolo della legge è intervenuto il consigliere Massimo Zedda che si è detto contrario: «Non si può parlare di modifiche di leggi in materia di piano di utilizzo dei litorali. In questo caso voi state modificando i Puc».
Il titolo è stato quindi approvato.
Sull’articolo 4 “Modifiche alla legge regionale n. 45 del 1989 (Piano di utilizzo dei litorali)”, il presidente Satta acquisiti i pareri della Commissione e della Giunta, ha aperto la discussione dando la parola ancora al consigliere Massimo Zedda: «Si può intervenire sull’aumento delle volumetrie come abbiamo fatto a Cagliari nella fascia dei 300 metri – ha detto Zedda – adesso i chioschi della spiaggia del Poetto hanno i bagni interni, spogliatoi per disabili, spazi ampliabili per la stagione estiva. Ma lo si è potuto fare con regole certe, basta applicarsi. Suggerirei all’assessore all’Urbanistica di non spendersi troppo su questa legge. Rischia di fare una brutta figura. Questa norma anziché creare posti di lavoro potrebbe causare la perdita di occupazione».
Giudizi condivisi dalla consigliera Maria Laura Orrù (Progressisti): «Si rischia di creare sui litorali una barriera che mai sarà legittimata da autorizzazioni paesaggistiche – ha detto Orrù – fate vostri i suggerimenti dell’on. Zedda che su questo tema ha avuto un’esperienza diretta lavorando molto bene sul litorale cagliaritano con l’approvazione del Pul e creando un fiore all’occhiello per la città. La mia paura è che qualcuno voglia avvallare le furberie. Avere chioschi di grandi dimensioni è un problema in caso di approvazione dei Pul ma è la migliore cosa da fare se si vogliono valorizzare i litorali. Altrimenti si rischia di dare un via libera a tutto e si fa credere che le regole possono essere violate».
Anche Eugenio Lai (Leu) ha contestato l’emendamento n.26: «E’ un emendamento improponibile perché obbliga i comuni costieri a rilasciare nuove concessioni demaniali marittime o ad autorizzare l’ampliamento di concessioni già esistenti – ha detto Lai – è una cosa assurda, invito i proponenti a ritirare questo obbrobrio».
D’accordo anche il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau: «L’emendamento n.26 va ritirato. Non può esserci l’obbligo dei comuni a rilasciare nuove concessioni demaniali. Non esiste la possibilità di presentare contemporaneamente le domande a comuni e Regione – ha detto Ganau – va contro le norme sovraordinate. E un abominio mi stupisce che commissione e assessorato abbiano dato parere favorevole».
Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha bocciato senza mezzi termini la decisione della maggioranza di presentare l’emendamento n.26: «L’accordo era quello di discutere la legge evitando di convincerci a vicenda – ha affermato Agus –non immaginavo che potesse essere presentato un emendamento come questo. O questo emendamento sparisce ora o ci mettiamo comodi e ci stiamo ad ascoltare fino a tarda notte. Siamo pronti a discutere di tutto».
Ad Agus ha replicato il consigliere del Psd’Az e primo firmatario dell’emendamento n.26 Giovanni Satta: «Non fate i professori – ha detto rivolto alla minoranza – siete gli stessi che hanno consentito di fare al Poetto strutture stabili. Mi vergogno a vivere in un’Isola dove non c’è una concessione in grado di accogliere i disabili. Il senso di questo emendamento è costringere chi ha le concessioni a prevedere punti d’acceso in spiaggia per i disabili. Ritiro l’emendamento e mi impegno a riproporlo nel Piano Casa».
In difesa di Satta è intervenuto il capogruppo sardista Franco Mula: «A questo punto non ci sono più accordi. Volevo intervenire per correggere l’emendamento ma non me lo avete permesso. La finalità era quella di prevedere un accesso per i disabili. Credo che possa essere condivisa».
Il presidente Satta ha quindi messo in discussione l’emendamento n.11. Sull’ordine dei lavori è intervenuto il capogruppo di Leu Daniele Cocco: «Noi vogliamo rispettare gli accordi – c’è stata un’incomprensione. L’on. Satta non è in malafede. Adesso la questione è chiarita, si rispettino gli accordi».
Anche Massimo Zedda ha chiarito la sua posizione: «Si è creato un equivoco che adesso è superato però non si usi l’argomento della disabilità. E’ già previsto dalla legge».
Sull’ordine dei lavori è intervenuto il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus: «Voglio capire se l’ordine del giorno rimane quello concordato – ha detto Agus – l’emendamento n.26 è stato ritirato e non possono essere presentati emendamenti orali. Occorre chiarire come vogliamo andare avanti».
Ha quindi preso la parola il capogruppo dei Cinque Stelle Desirè Manca: «Finora non siamo intervenuti – ha detto Manca – voglio credere alla buona fede del collega Giovanni Satta che nella foga ha sbagliato a presentare un emendamento con un errore evidente. Non mi preoccupa questo. Ciò che è scioccante è il parere favorevole dato dall’assessore Sanna che ha espresso parere favorevole a un emendamento evidentemente irricevibile. Lei è un assessore della Regione Sardegna e ha il dovere di mostrare più attenzione».
Messo in votazione l’emendamento n.11 (Orrù e più) è stato respinto con 28 voti contrari, 6 a favore e 11 astenuti.
Respinti invece in rapida successione anche gli emendamenti n.12, 13, 14, 15, 16, 17, 27, 2, e 3. Approvato con votazione elettronica anche il testo dell’articolo 4. Bocciati invece gli emendamenti aggiuntivi n.1, 18, 19, 20, 21, 22 e 23 mentre ha ottenuto il via libera l’emendamento n.25 (Salaris e più) che stabilisce che “in assenza del piano dei litorali e nelle more della loro applicazione, le amministrazioni che abbiano proceduto a creare aree destinate alla pratica sportiva e all’acceso dei cani possano essere affidate in gestione ad associazioni sportive e senza scopo di lucro». Segue













