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Legge sulla Posidonia spiaggiata, approvato il passaggio agli articoli (2)

Cagliari, 11 Feb 2020 - Alla ripresa dei lavori il presidente del Consiglio ha dato la parola all’on. Mula (Psd’Az), primo firmatario della proposta di legge 15 dal titolo “disposizione sulla gestione poseidonia spiaggiata”. L’on. Franco Mula ha letto la relazione di maggioranza e ha detto che “l’esame in commissione è stato preceduto dall’audizione dell’assessore dell’Ambiente che ha suggerito il mantenimento in loco della posidonia spiaggiata come prima soluzione o lo spostamento in altra zona dello stesso arenile. Si prevede che le operazioni di rimozione e posizionamento siano sempre effettuate con le precauzioni, da aprile e a novembre. Come terza opzione il conferimento in impianti di riciclaggio e solo come ultima possibilità lo smaltimento in discarica. Sarà effettuato uno studio dei litorali sardi per monitorare i fenomeni di erosione. L’Anci non ha partecipato alla seduta nonostante l’invito”.

Per la minoranza ha preso la parola Maria Laura Orrù (Progressisti), secondo cui “si sta perdendo la possibilità di tutelare il nostro bene più prezioso consentendo l’uso di mezzi meccanici nelle spiagge, perché di questo si tratta”. Per l’esponente progressista “si potevano predisporre interventi straordinari e mi sconcerta che per risolvere un problema particolare, quello del litorale di Alghero, si debba arrivare ad approvare una legge. Le materie ambientali sono di competenza dello Stato e questo provvedimento è ai limiti della legittimità. Bisognava invece potenziare le risorse per i progetti ambientali e per sensibili arre i cittadini sull’importanza della posidonia per il contrasto dell’erosione marina. Invece state scegliendo la politica dell’ora e tutto, poi si vedrà”.

Tra gli iscritti a parlare Roberto Li Gioi (Cinque stelle), secondo cui “questa proposta di legge ha già il suo destino segnato, cioè quello di essere impugnata per incompetenza della Regione a legiferare in questa materia, come prevede con tutta chiarezza la Costituzione. State perdendo tempo con un atto che è nullo prima di essere emanato mentre lo Stato ha in corso l’esame del cosiddetto disegno di legge “Salvamare”, che prevede tutto tranne lo smaltimento in discarica della posidonia. È del tutto sbagliato consentire ai concessionari di decidere da soli se e come procedere davanti ai banchi di posidonia. Onorevole Mula, gli esperti in commissione l’hanno implorata di fare le cose come si deve”.

Giuseppe Meloni (Pd) ha chiesto alla Giunta e in particolare alla vicepresidente Alessandra Zedda notizie in ordine “all’ipotesi che circola in queste ore secondo cui la società Airitaly sia stata messa in liquidazione”.

Di nuovo sull’argomento all’ordine del giorno Giuseppe Talanas (FI) si è detto “favorevole perché non si può tergiversare vista la grave situazione che vivono alcuni litorali costieri sardi, come riportano i quotidiani. Questa legge prevede la ricollocazione della posidonia nella stessa spiaggia mentre il conferimento in discarica è soltanto la soluzione estrema”. Per i Progressisti Maria Laura Caddeo ha detto che “questa legge non dedica spazio all’informazione e alla comunicazione e non considera il fatto che la posidonia spiaggiata in gran parte si produce a causa del mancato rispetto della posidonia quando è in mare. In realtà questa legge dice tutto e il suo contrario e non è chiaro alla fine a chi spetti considerare la situazione eccezionale e dunque trovarci davanti a comportamenti e a decisioni diverse, rimozioni e mantenimento, in situazioni analoghe”.

Ancora dai banchi dei Progressisti Massimo Zedda ha chiesto il parere di regolarità contabile: “Non lo vedo ed è obbligatorio, come sapete. Non il parere della commissione bilancio ma il parere formale di regolarità tecnica”. Il presidente del Consiglio ha replicato all’on. Zedda affermando che “nella procedura di legge è previsto solo il parere della commissione”. L’oratore ha insistito chiedendo “il parere del Consiglio delle autonomie locali, obbligatorio per legge”.  Il presidente del Consiglio ha detto che “tale parere non è stato ritenuto necessario dalla commissione Ambiente, che dunque non lo ha acquisito”.

L’ex sindaco di Cagliari ha proseguito: “Giusto perché rimanga agli atti il parere del Consiglio delle autonomie locali non sarebbe forse stato favorevole. Ecco perché non è stato chiesto. Ad essere spiaggiata, per ora, non è la posidonia ma la giunta regionale e il suo presidente. Tutto quello che fate è spiaggiato e impantanato, vedasi la vicenda della continuità territoriale. La vostra legge muove i primi passi dalla considerazione che ci sono aziende che riciclano la posidonia: vorrei sapere quante sono queste aziende alle quali pensavate di dare un contributo economico. Dove è finito l’opuscolo di un’azienda specializzata che qualcuno ha fatto girare in commissione? Al netto della follia ambientale che vi caratterizza in questo testo suggerirei di stralciare quegli articoli che prevedono che le imprese del settore non paghino per il ritiro della posidonia e ricevano pure contributi e finanziamenti pubblici della Regione per lavorarli”.

Zedda ha poi evidenziato che “con legge volete cancellare le conferenze di servizio e chi legge questo testo immagina che il concessionario possa operare per la rimozione semplicemente con una dichiarazione. E non è così perché quella rimozione è comunque un danno ambientale se le conferenze di servizio non si riuniscono e non autorizzano la rimozione”.

Il Pd ha preso la parola con Valter Piscedda, che ha sollevato prima di tutto “un questione formale, la nostra assenza per riconosciuto motivi politici quando questa legge transitava in commissione. Ve ne siete fregati della nostra assenza motivata e ci state costringendo oggi a intervenire perché allora non ci avete nemmeno consentito di depositare la relazione di minoranza. Non ci avete nemmeno consentito di esercitare questo diritto e cominceremo allora a dirvi che si tratta di posidonia e non poseidonia, tanto per iniziare. Nemmeno il Consiglio delle autonomie locali avete voluto sentire e nemmeno l’Anci. Vi abbiamo provato a spiegare che non tutte le spiagge sono uguali e sappiamo anche che stiamo rovinando il mondo: lo consegneremo in condizioni peggiori di come lo abbiamo ricevuto. Vi abbiamo dato suggerimenti come quello di un piano di classificazione complessivo degli arenili e voi invece scaricate sui sindaci e sui Comuni responsabilità che non tutti desiderano”. Piscedda ha letto alcuni tratti delle dichiarazioni programmatiche del presidente Solinas sul turismo e sull’ambiente e rivolto alla maggioranza poi ha detto: “Ma siete sicuri che questa vostre legge sia in linea con tutto quello che vi ho letto? Sicuri sicuri? Anzi, sì: lo aveva annunciato”.

Il consigliere dei Progressisti Antonio Piu ha messo in dubbio che il Consiglio regionale possa legiferare sulla materia, oltretutto senza avere a disposizione i necessari supporti tecnico scientifici. La posidonia inoltre, ha aggiunto, è un materiale strettamente legato all’eco sistema dei litorali ed al ciclo vitale di una risorsa preziosissima come la sabbia ed anche per questo non si possono delegare tutte le competenze ai Comuni, spesso sprovvisti delle indispensabili figure tecniche. Noi, ha ricordato, abbiamo proposto in commissione una cosa semplice: preparare con l’aiuto della comunità scientifica uno studio rigoroso degli arenili sardi (ognuno dei quali ha la sua specificità) per farne la base di una programmazione ben fatta e rispettosa dell’ambiente.

A favore della proposta di legge si è espresso il capogruppo di FdI Francesco Mura (FdI): “È un provvedimento di buon senso, ci sono leggi che vorrebbero salvare l’ambiente e invece condannano alcune zone ad essere abbandonate dall’uomo”.

Per il capogruppo della Lega, Dario Giagoni, l’obiettivo è quello di coniugare tutela dell’ambiente e fruizione turistica: «Servono linee d’indirizzo chiare e precise. I Comuni spesso non hanno risorse professionali e finanziarie per intervenire in modo adeguato».

Il primo firmatario della proposta di legge, Franco Mula (Psd’Az), ha stigmatizzato l’atteggiamento dell’opposizione che ha deciso di presentare 150 emendamenti al provvedimento: «Mi sembra un’esagerazione su una proposta che non merita tutta questa attenzione – ha detto Mula – la posidonia, una volta rimossa, è considerata rifiuto. Se l’alga può essere lasciata in spiaggia va lasciata, se crea problemi per la balneazione o per la fruizione della spiaggia va spostata. Non è vero che spostandola si perdono tonnellate di sabbia. La posidonia è una risorsa se è viva, una volta che arriva in spiaggia è già morta». Mula ha poi ricordato la sua esperienza da sindaco del comune di Orosei: «Nel 2015 il mio paese venne invaso dalle alghe. Allora la Giunta regionale non conosceva il problema”.

Di parere opposto Francesco Agus (Progressiti): «Da appassionato di cinema alcuni interventi mi ricordano il famoso sketch di Roberto Benigni nel film “Jhonny Stecchino” nel quale si sosteneva che il principale problema di Palermo fosse il traffico. Allo stesso modo oggi si sostiene che il problema dello sviluppo turistico della Sardegna è rappresentato dalla posidonia spiaggiata». Agus ha poi ribadito la propria contrarietà al provvedimento: «Questo testo ha avuto un iter schizofrenico: sono stati ascoltati gli esperti ma non è stata rispettata la legge. Non conto più le volte che ho sollevato il tema del rispetto delle leggi regionali. Se chi è chiamato a fare le leggi non le fa rispettare fa il suo lavoro a metà. Qui viene meno il principio di cooperazione tra enti locali. Il Cal partecipa al procedimento di formazione delle leggi ed esprime un parere obbligatorio su norme che attengono alle competenze degli enti locali. Il Cal può anche esprimere un parere contrario ma la legge dice che in ogni caso deve essere consultato. Che senso ha tutto ciò? La legge va incontro a una sicura impugnazione. Noi possiamo legiferare solo sulle materie previste dallo Statuto invece normiamo materie di competenza statale. Dico alla maggioranza di rifletterci, si faccia un supplemento di istruttoria». Segue

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