Cagliari, 3 Sett 2019 - Si svolgono questa mattina in tutta Italia i test di ingresso alla facoltà di Medicina: 68.694 iscritti si contenderanno gli 11.568 posti disponibili attraverso 60 quesiti a cui i candidati dovranno rispondere in 100 minuti.
L'Unione degli Universitari (Udu), il Link coordinamento universitario e il Fronte della Gioventù Comunista (Fgc) hanno organizzato presidi e sit-in di protesta davanti ai principali atenei italiani, tra cui Roma, Bologna e Milano, per dire stop al numero chiuso.
"Basta speculare sulla pelle degli studenti" dichiara Enrico Gulluni, Coordinatore Nazionale dell'Unione degli Universitari. "Ci troviamo ancora una volta - prosegue - ad assistere all'ennesima lotteria dei test d'accesso per i corsi a numero programmato nazionale. Un evidente segnale di quanto gli investimenti in Istruzione e Università e Ricerca siano soltanto promesse elettorali e frasi spot, che poi nella realtà non trovano mai applicazione, neanche dopo l'evidente crisi in cui il nostro Servizio Sanitario Nazionale si è venuto a trovare a causa della carenza di medici, che manifesta ancor di più il fallimento del numero chiuso".
"Anche quest'anno - sottolinea Gulluni - decine di migliaia di studenti saranno impegnati in quella che ormai rappresenta una vera e propria competizione, una guerra tra poveri, dove i soggetti economicamente meno abbienti partono fortemente svantaggiati rispetto a chi, già consapevole della propria scelta, ha speso gran parte di quest'anno nella preparazione attraverso corsi privati a pagamento, incentivando attorno al 'numero chiuso' un vero e proprio business. Siamo il paese - conclude il coordinatore Udu - con un numero di laureati di gran lunga inferiore alla media Ocse e con investimenti in istruzione e formazione dei giovani di gran lunga al di sotto della media europea, eppure piuttosto che inversioni di rotta ed investimenti continuiamo a vedere numero chiuso e test d'accesso".
Per Camilla Guarino di Link Coordinamento universitario "è inaccettabile che venga fatta questa selezione per diventare medico, quando il nostro Servizio Sanitario Nazionale è in emergenza. I casi degli ultimi mesi sono emblematici: in varie regioni d'Italia sono stati chiamati in servizio medici in pensione, medici militari oppure anche medici neolaureati senza un'adeguata formazione. Siamo contro ogni barriera di accesso - prosegue Guarino - dal test di oggi al test di specializzazione che limita ulteriormente il numero di medici, dichiariamo l'emergenza sanitaria e chiediamo che, per rispondere ai bisogni di salute del Paese, venga raddoppiato il numero di borse di specializzazione e ripensato il sistema di accesso alla facoltà di medicina e chirurgia".











