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Monito del presidente Conte a Salvini e Di Maio: Attenzione a sfidare Commissione UE sul debito.

Roma, 10 Giu 2019 - Mentre con l'esito dei ballottaggi arriva a conclusione la lunga tornata elettorale che tra europee ed amministrative ha visto un netto riassestamento dei consensi elettorali a favore della Lega e a discapito di M5S il premier Conte cerca di superare l'impasse del governo. Prima era arrivato il diktat ai partner della maggioranza: o trovate un'intesa o sono pronto a lasciare aveva detto nella conferenza stampa da Palazzo Chigi la settimana scorsa. Oggi in un colloquio con il Corriere della Sera avverte invece dei rischi di un braccio di ferro con l'Europa.

"Attenzione a sfidare la Commissione europea sulla procedura di infrazione per debito eccessivo. Se viene aperta davvero, farà male all'Italia. Non è tanto e solo questione di multa. Ci assoggetterà a controlli e verifiche per anni. Con il risultato di compromettere la nostra sovranità in campo economico. Senza considerare che potrebbero essere messi a rischio i risparmi degli italiani", sostiene, il premier Giuseppe Conte, in un colloquio col 'Corriere della Sera'.

Per quanto riguarda la maggioranza, il presidente del Consiglio precisa: "Non vorrei che una Lega forte del risultato della consultazione europea si lasciasse prendere da prospettive di predominio, e assumesse via via atteggiamenti sempre più strumentali. Se aspira a capitalizzare un consenso politico, non può che passare da elezioni politiche. Insomma deve assumersi la responsabilità di chiedere nuove elezioni politiche e poi vincerle".

Conte ribadisce quindi la propria contrarietà ai minibot: " È una proposta mai portata a Palazzo Chigi. E siccome ha implicazioni di sistema, mi aspettavo che correttamente mi fosse portata per esaminarne insieme aspetti e contenuti. Ci sono molte criticità anche tecniche: se i crediti della PA non sono certificati non sono neppure pagabili. Siccome non possono costituire una moneta parallela non c'è l'obbligo di accettarli come mezzo per estinguere un'obbligazione. E chi li accetta, ragionevolmente vorrebbe scontare il fatto di prendere in carico un'attività parzialmente liquida che non frutta interesse. Il risultato è che finirebbero per essere negoziati sotto la parità".

Per quanto riguarda poi la manovra, Conte auspica un'intesa chiara tra Lega e M5s come accaduto nello scorso dicembre: "Se non è come a dicembre, rischiamo di andarcene tutti a casa. Di certo me ne vado io. Devo poter condurre insieme al ministro dell'Economia, Giovanni Tria, il negoziato senza distonie e cacofonie".

Secondo Conte, "l'Italia un commissario lo avrà. Ma sarà importante vedere chi, come e con quale ruolo economico. Dobbiamo sapere che ci troveremo di fronte un Parlamento europeo molto diffidente. Lì passa chi ha la maggioranza più uno dei voti, e noi non saremo in maggioranza. Le forze politiche interne non hanno capitalizzato i voti, a Strasburgo. Si prefigura un loro ruolo non decisivo anche per la Lega che pure ha riportato una grande vittoria in Italia".

Infine un appello: "Lo dico agli alleati ma anche al Paese: una procedura per debito eccessivo va evitata. Esporrebbe l'Italia a uno spread difficilmente controllabile; e a fibrillazioni dei mercati finanziari che, in caso di declassamento da parte delle agenzie internazionali di rating, renderebbero più difficile al governo collocare il nostro debito sui mercati. Ecco perché occorre unitarietà di intenti e chiarezza di obiettivi. Non posso e non voglio assumermi la responsabilità di esporre il sistema-Paese a rischi inutili".