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Mondo UE, la polemica Juncker contro Renzi: “ha torto a offendere commissione. La flessibilità l’ho portata io”.

Bruxelles, 15 Gen 2016 - Il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker ha risposto oggi molto esplicitamente alle critiche che nelle ultime settimane il capo del governo italiano ha rivolto a Bruxelles. "Esito sempre a esprimermi con lo stesso vigore con cui il mio amico Matteo Renzi si rivolge a me, perché credo che non risolva le cose", ha spiegato, aggiungendo di non essere "per niente naif" e di voler tenere "l'irritazione, che è grande, in tasca".

"Sapete - ha aggiunto - che rispetto molto il presidente del Consiglio e che mi piace, ma ha torto di criticare la Commissione su ogni punto di vista. Non capisco perché lo faccia, è da troppo tempo che non seguo i teatrini della politica interna di certi paesi". Ma, ha aggiunto, "l'Italia non dovrebbe troppo criticare la commissione. Io accetto le critiche, non è quello il problema, ne sono anche fiero". E aggiunge, "abbiamo introdotto in materia di sorveglianza dei conti pubblici una dose accresciuta di flessibilità contro la volontà di certi stati membri e non dei meno importanti: soprattutto di quello che secondo lui domina l'insieme dell'Europa", ha aggiunto riferendosi alla Germania. "L'Italia approfitta di tutte le flessibilità introdotte e sono stato sorpreso alla fine della presidenza italiana che Renzi abbia detto al Parlamento europeo che era stato lui ad avere introdotto la flessibilità".

In realtà, ha rivendicato, "sono stato io e non lui, anche se con il suo appoggio. E chi mi ha accompagnato nel convincere i contrari non si esprimeva solo con le lingue del sud, credetemi. Bisogna su questo attenersi alla realtà e alla verità".

Juncker ha concluso di non essere "per niente naif" e di aver deciso di tenere "in tasca il rancore e l'irritazione, che è grande".

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