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Terrorismo, la Francia chiede modifiche all’accordo di Schengen

Bruxelles, 30 Nov 2015 - Vertice di emergenza sul terrorismo a Bruxelles, dove i ministri degli Interni e della Giustizia dell'Ue hanno deciso di accogliere la richiesta della Francia di rivedere l'accordo di Schengen per consentire controlli "sistematici" anche dei cittadini Ue alle frontiere esterne. I Ventotto hanno anche dato il via libera a un deciso rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne dello spazio Schengen, attraverso una "modifica mirata" del codice che regola lo spazio di libera circolazione dei cittadini.

La commissione Ue presenterà entro fine anno una revisione mirata dell’accordo di Schengen per rendere i controlli alle frontiere esterne sistematici anche per i cittadini Ue, ha spiegato il ministro francese Bernard Cazeneuve. Tuttavia, ha aggiunto il commissario Ue Dimitris Avramopoulos, Schengen prevede già la possibilità di attuare controlli sistematici coordinati e quindi la stretta può già essere attuata.

I tempi per l'attuazione di controlli più rigidi nell'Unione europea a seguito degli attentati di Parigi saranno "rapidissimi". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, al termine del Consiglio straordinario Ue della Giustizia e degli Affari interni convocato dopo gli attentati della scorsa settimana.

Il Consiglio ha deciso per controlli più severi alle frontiere esterne della Ue anche per i cittadini comunitari, l'applicazione della direttiva Pnr, Passenger name record, anche per i voli interni e la tracciabilità delle armi da fuoco. "Si tratta di un rafforzamento molto pesante e molto grave dei controlli reso necessario" dalla situazione, ha spiegato.

"Adesso c'è un'interlocuzione con il presidente della commissione preposta del Parlamento europeo per accelerare i tempi per approvare queste misure", ha detto il ministro.

"Siamo qui per mostrare ai nostri colleghi francesi e al popolo francese, che siamo al loro fianco e siamo determinati a dare una risposta dura e chiara", ha detto il ministro dell'Interno tedesco Thomas de Maiziere. È vitale che i servizi nazionali di sicurezza europei condividano maggiormente le informazioni in loro possesso".

"Tutti i Paesi sono esposti in questo momento, ma credo si debba parlare di allarme europeo perché distinguere gli obiettivi è un modo di rendere più fragile la risposta europea: l'attacco alla Francia è un attacco all'Europa, e fare la graduatoria del pericolo fa il gioco dei terroristi". Così il ministro italiano della Giustizia, Andrea Orlando, ha risposto ai giornalisti che lo hanno interrogato sul livello di allarme anti-terrorismo in Italia. Orlando ha aggiunto che prima di parlare di strumenti eccezionali "occorre utilizzare al meglio quelli esistenti, con una più forte cooperazione fra soggetti giurisdizionali come Eurojust e la procura europea".  L'Italia, ha ricordato, "ha già adeguato l'ordinamento" rispetto alle indicazioni dell'Onu sull'antiterrorismo, - ha aggiunto il ministro - mentre "l'Europa purtroppo sta ancora discutendo su come farlo nell'insieme".

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