A Mosca oggi è il giorno dei funerali di Boris Nemtsov. Il leader dell’opposizione a Vladimir Putin, ucciso quattro giorni fa, sarà sepolto nella capitale russa vicino alla giornalista Anna Politkovskaia. Poche, intanto, le novità dal fronte delle indagini.
Due vicepremier alla camera ardente L’ultimo saluto a Boris Nemtsov è iniziato con una cerimonia di addio al Centro Sakharov, dove si trova la camera ardente. Seguirà da un funerale con rito ortodosso. Sono migliaia le persone che si stanno recando a rendere omaggio al politico 55enne. Accanto alla bara la madre di Nemtsov, l'ex moglie e i figli. Non è presente la sua fidanzata ucraina, Anna Duritskaya, che era con lui al momento dell'omicidio: ha detto di non aver visto nulla ed è rientrata a Kiev.
Mancheranno anche il presidente Vladimir Putin e il premier, Dmitri Medvedev. In visita alla camera ardente sono andati invece i vicepremier Arkadi Dvorkovich e Serghiei Prikhodko, la portavoce del premier Dmitri Medvedev, Natalia Timakova, e l'ex premier Mikhail Kasianov, ora all'opposizione. L'ambasciatore italiano, Cesare Maria Ragaglini, ha reso il suo omaggio insieme alla delegazione degli ambasciatori Ue.
'ambasciatore Usa: giorno triste per molti americani Visitando la camera ardente, l'ambasciatore statunitense a Mosca John Tefft ha espresso il cordoglio di tutto il suo paese. "È un giorno molto triste per molti americani - ha dichiartato - Preghiamo per lui e per tutto il popolo russo. Sono qua per il presidente Obama, per il segretario di Stato John Kerry".
L'Ucraina ha intanto deciso di conferire a Boris Nemtsov la massima onorificenza riservata a uno straniero: l'Ordine della Libertà. Ad annunciarlo è stato il presidente Petro Poroshenko. "Per noi ucraini Boris resterà per sempre un patriota della Russia e un amico dell'Ucraina - ha spiegato - Nella sua vita ha dimostrato che sono due cose compatibili, basta solo volerlo".
Dalla commissione d’inchiesta sull’omicidio filtrano invece poche informazioni. Il portavoce, Vladimir Markin, ha anticipato che non “ha una vocazione a rivelare in tempo reale i propri progressi”. Gli investigatori hanno dichiarato che al momento non scartano alcuna pista: dal crimine politico alla pista islamica per il sostegno di Nemtsov a Charlie Hebdo, fino all’omicidio collegato al conflitto in Ucraina e commesso da elementi radicali. Le autorità hanno negato di aver trattenuto contro la sua volontà la compagna di Nemtsov, che sarebbe disponibile ad essere sentita nuovamente in caso di necessità. "Non le è stata imposta alcuna restrizione e non le sono stati confiscati i documenti, neppure il passaporto - ha assicurato Markin - Gli inquirenti non hanno ricevuto alcun reclamo da lei o dai suoi avvocati".
Continua intanto la polemica sulle telecamere di sorveglianza. La zona dell’agguato, che si trova nei pressi del Cremlino, è una delle più controllate di tutta la Russia. Le autorità hanno però dichiarato che molte delle telecamere presenti erano spente e l’unico video finora diffuso è di bassa qualità ed è stato ripreso da grande distanza. Nemtsov e la sua compagna al momento dell’omicidio sono coperti da uno spazzaneve. Si vede un uomo, il presunto assassino, che corre e sale su un’auto di colore chiaro, che si allontana.





