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Inchiesta Mose, iniziano gli interrogatori. Il premier Renzi: “Corruzione è alto tradimento”

Iniziano oggi gli interrogatori di garanzia per i 35 arrestati nell'ambito dell'inchiesta sul Mose. Il sindaco Giorgio Orsoni, e altri 4 indagati agli arresti domiciliari, saranno sentiti in mattinata nell'aula bunker di Mestre dal Gip Scaramuzza. Vittorio Giuseppone, il magistrato della Corte dei Conti che secondo l'accusa sarebbe stato pagato per ammorbidire i controlli, sarà ascoltato invece dal gip di Roma. Interrogatorio nel carcere di Pisa per l'assessore Renato Chisso. In attesa di poter spiegare le loro ragioni, il primo cittadino è stato sospeso nelle sue funzioni dal prefetto di Venezia Domenico Cuttaia mentre l'assessore Chisso ha rassegnato le proprie irrevocabili dimissioni.

Nel filone sul settore delle bonifiche ambientali è indagato anche l'ex ministro Altero Matteoli. Il nome di Matteoli girava da tempo nelle inchieste veneziane sulla nuova tangentopoli, ma il politico di centrodestra ha finora sempre smentito il proprio coinvolgimento. L'ex ministro non è tra i nomi degli arrestati ma è indagato e il fascicolo è stato inviato dalla Procura veneziana al Tribunale dei ministri. L'ipotesi è che il politico abbia ricevuto denaro per una serie di bonifiche ambientali dei siti inquinati di Mestre. Ma lui ha sempre smentito.

L'indagine che ha decapitato i vertici della politica veneta su una presunta corruzione sugli appalti del Mose, il sistema che dovrebbe difendere la città lagunare dall'acqua alta, dipinge un sistema illecito che per anni avrebbe visto imprenditori pagare "stipendi" a politici e autorità incaricate di vigilare sulla correttezza dei lavori, per ottenere in cambio favori o per evitare controlli.

"Provo una profonda amarezza - ha detto il premier Matteo Renzi in conferenza stampa a Bruxelles - ma ho piena fiducia nel lavoro della magistratura". Il problema sono i ladri, non le regole: i politici corrotti andrebbero indagati per alto tradimento. Non è possibile che chi viene condannato per corruzione dopo 20 anni possa tornare ad occuparsi della cosa pubblica. La mia proposta è di un 'daspo' a politici e imprenditori implicati in vicende corruttive. Nelle prossime ore interverremo sugli appalti pubblici".

Per il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, "quello che sta emergendo in questa vicenda è un sistema molto inquietante, ancora più di quello già grave venuto alla luce per Expo". E prosegue: "E' innegabile che il sistema degli appalti deve essere ripensato" ma cambiare le regole non basta, occorre "discontinuità politica e culturale".

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