La proposta di Italia dei Valori di cercare insieme agli altri partiti un candidato presidente avente requisiti di altissima e condivisa statura morale era un modo per evitare anche che ci si potesse imbattere nella fondata questione morale sollevata dai Rossomori, oltre che per suscitare entusiasmo e immedesimazione. Per questo avevamo indicato una persona di prestigio come il costituzionalista Ciarlo o invitato a condividere la candidatura di don Cannavera, persona simbolo dell'impegno disinteressato a favore innanzi tutto dei deboli. Avevamo fatto degli esempi come invito agli altri a fare altrettanto. Ma questo non è purtroppo avvenuto, soprattutto per la posizione del maggior partito della coalizione.
Né è stata accolta la nostra richiesta di formulare un programma shock capace di tirare fuori la Sardegna dalla profondissima crisi economica e sociale in cui si trova, che rappresentasse una speranza per i sardi soprattutto per il lavoro e la lotta alla povertà e che fosse vincolante per il candidato Presidente del centrosinistra.
Anche sorvolando sulla altrettanto irrisolta questione delle alleanze, neanche questa delegabile al candidato presidente, ce n’è abbastanza per esprimere l'amarezza e la preoccupazione per un percorso che potrebbe imporre alla coalizione un candidato di fazione o di corrente, inadatto a rappresentarne la ricchezza, con rischi di demotivazione. Le prime mosse della “campagna elettorale”, con un incontro "inter nos" riservato ai soli candidati PD e poco entusiasmante, confermano i timori.
Fa riflettere il pensare a quel che avrebbe potuto essere e non è stato. Ma un convinto partner di centrosinistra, come Italia dei Valori, non può tacere perché non farebbe il bene della coalizione; e tuttavia assicura che fino alla fine combatterà per anteporre le speranze dei sardi alle anguste aspettative delle conventicole, confidando che un guizzo di sana politica sia ancora possibile.





