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Monti: il governo tecnico è limitato nel tempo

"L'esperienza del governo tecnico è limitata nel tempo". Così il premier  Mario Monti al Workshop Ambrosetti di  Cernobbio. che ha inoltre osservato: "Il governo dell'Italia si fa in gran parte a Bruxelles con una attiva partecipazione italiana". Lo ha detto il premier Mario Monti da Cernobbio.

 "E' sicuramente episodico e limitato nel tempo l'esperimento di un governo tecnico, ma non sarà limitata nel tempo una maggiore penetrazione del sapere e delle competenze nell'attività politica", ha affermato  Monti.

"Mi rifiuto di pensare che in un grande Paese democratico come l'Italia non si possa eleggere un leader che sia in grado di guidare il Paese". Così il premier Mario Monti, secondo quanto riferito da alcuni presenti, durante il dibattito chiuso a Cernobbio.

"Spesso si è pensato che gli italiani siano ingovernabili: io credo che la domanda di governo c'è presso gli italiani", ma che "qualche volta è mancata l'offerta di governance all'altezza dei problemi", ha detto Monti.
"Ho visto una politica migliore di quella che immaginavo". Lo ha sottolineato il premieral workshop Ambrosetti. "Credo - ha affermato Monti - che ci sia troppo la tendenza a considerare la società civile immune dalle responsabilità, per caricarle tutte sulla politica".

"Sono compiaciuto, ma anche a disagio da questo continuo richiamo all'agenda Monti. Io e i miei colleghi del governo siamo impegnati a trasformare l'agenda in 'acta', e il nostro impegno va per quello", dice Mario Monti. Che osserva: "Non sono sicuro che il bilancio finale del Governo sarà positivo".

"I partiti hanno dimostrato di avere un senso di responsabilità resistendo alle pressioni delle lobby. Il basso grado di considerazione che hanno non se lo meritano, ma se riescono a riformarsi, per esempio facendo una riforma della legge elettorale, ben venga", dice Mario Monti.

"Ci sarà la legge contro la corruzione". Lo ha assicurato il premier Mario Monti al workshop Ambrosetti, sottolineando rivolto alla platea che "avete sentito l'impegno dei ministri Severino e Patroni Griffi, che sanno quanto il presidente del Consiglio tiene a questo. Anche perché questo elemento è essenziale per la competitività del Paese, oltre che per la vita collettiva".
In Europa "io temo più che le controversie tra i Governi le differenze e gli odi tra i popoli", ha detto il premier Mario Monti. L'idea del vertice ad hoc da tenere a Roma contro il dilagare del populismo in Europa è volto a "evitare come, a seguito della crisi dell'eurozona e delle tensioni che sono conseguite, i cittadini puntino di nuovo l'arma, per ora solo critica e dileggio, uno contro l'altro, nel momento in cui con l'euro l'Europa completa il suo processo di integrazione". "Sarebbe disastroso - ha concluso - se si ricreassero antagonismi molto deleteri".

Monti: il mio orizzonte finisce nel 2013 e allo stesso tempo smentisca la sua prossima candidatura.

Il mondo della politica, dopo quello dell'economia, scende in campo sull'ipotesi di 'Monti-Bis'. Il Professore che potrebbe succedere a se stesso per mantenere la barra dritta sull'agenda europea piace molto all'Udc, un po' meno al Pd.

Intanto, dallo studio Ambrosetti di Cernobbio, 'Supermario', impegnato in una serie di incontri internazionali ( oggi ha visto Herman van Rompuy), dopo aver detto ieri di non porsi la questione, oggi ribadisce: "Il mio orizzonte finisce ad aprile 2013. Nessun dubbio".

E in ambienti a lui vicini si fa sapere che il premier rimane della stessa idea: quella di non volersi occupare di un tema come questo, che il suo mandato scade nel 2013 e che non intende essere "tirato per la giacchetta".

Eppure la schiera degli estimatori dell'ex commissario europeo continua ad aumentare. Capofila di questa schiera e' senza dubbio il presidente della Repubblica che, collegato stamane in diretta proprio con lo studio Ambrosetti in videoconferenza, ha rimarcato con forza la necessità che l'Italia rispetti gli impegni europei anche dopo le elezioni del 2013. Un modo per avvertire che Giorgio Napolitano continua a vigilare affinché le politiche del rigore e dello sviluppo rimangano la stella polare del nostro paese anche nei prossimi anni.

"Non illudiamoci, c'è ancora tanto da fare", ha tra l'altro detto tessendo le lodi del Professore ed esaltandone la "competenza ed il prestigio". Non proprio una investitura ma poco ci manca, si ragiona in ambienti politici ed economici che vedono nell'intervento di stamane del presidente della Repubblica come un vero e proprio 'endorsement' verso l'attuale premier.

Un endorsement che l'Udc riconferma dalla festa di Chianciano, anche se tra le 'suggestioni' dei centristi fa capolino anche Emma Marcegaglia. L'ex presidente di Confindustria, ha dato il suo appoggio al progetto di Pier Ferdinando Casini. E questo e' bastato, almeno oggi, per far parlare di una 'Monti-donna', di una sorta di carta di riserva da spendere nel caso in cui si dovesse 'bloccare' la partita sulla prima opzione.

Il Pdl non si sbilancia, mentre il Pd da' un deciso colpo di freno ad un eventuale nuovo mandato al professore nel 2013. Continuare con l'agenda Monti va bene ma questo non vuol dire per forza dare il via libera ad un 'Monti-bis', rimarca il vicesegretario Enrico Letta. Un concetto ripreso da Francesco Boccia che parla esplicitamente di un governo politico con Bersani, in caso di vittoria del centrosinistra. E di svolta progressista parla Stefano Fassina, responsabile economico del partito.

Per il mondo economico Monti continua ad essere un faro. Franco Bernabe', presidente esecutivo di Telecom, auspica che l'agenda del professore venga mantenuta "senza discontinuita"'. E Luigi Abete, presidente Bnl, chiede una riflessione, dopo le elezioni, su un eventuale Monti Bis. Nani Beccalli Falco, numero uno di Ge Europe, non nasconde che molte imprese estere valutano anche il prossimo evolversi dello scenario politico per scegliere se investire in Italia, sostenendo che il nostro paese dovrebbe andare avanti con le buone idee dell'Esecutivo Monti. E un 'Prof-bis' è visto con favore anche dall'Ad di Vodafone Italia, Paolo Bertuzzo, perché darebbe al premier il tempo necessario per realizzare la sua agenda.

Sulla linea del marito, la moglie di 'SuperMario', Elsa, interpellata a margine dei lavori del workshop Ambrosetti, che evita la domanda sul futuro politico del consorte mantenendosi in rigoroso silenzio.