Due nuovi focolai di peste suina africana decisamenteinattesi e, per giunta, in zone nelle quali i veterinari non si aspettavano lacomparsa. Il primo è stato registrato a Ittiri e il secondo a Frida (comune diIllorai), nelle tenute del dipartimento di produzione animale dell’Agris dove,con un progetto sperimentale, si allevano suini selezionati per lavalorizzazione della razza sarda.
Nel primo focolaio oggi i veterinari erano già all’opera perle operazioni di abbattimento. Nel secondo caso, invece, sono in atto i controlliper capire come si sia potuto verificare un focolaio di peste suina africana inun allevamento moderno e considerato di eccellenza. Un’azienda nella quale, daanni, i circa 180 animali vengono allevati con parametri rigidi, allo statosemi-brado, all’interno di recinti e con tutti i requisiti di biosicurezza.
La notizia dei due nuovi focolai è stata comunicata questamattina a Bono, durante la riunione dell’Unità di crisi locale per la pestesuina africana, convocata dalla Asl di Sassari. L’incontro, presieduto dalresponsabile del Servizio di Sanità animale dell’Asl sassarese, FrancescoSgarangella, ha visto la partecipazione di numerosi amministratori dei comuni interessatidall’epidemia, quindi rappresentanti della Provincia di Sassari, il comandantedei carabinieri di Bono, capitano Giampiero Lampis, e rappresentanti dell’Izs,Ente foreste e Corpo forestale, Cia e Confagricoltura.
«Siamo davanti alla presenza di 5 focolai di peste suinaafricana – ha detto Francesco Sgarangella – distribuiti tra Goceano, VillanovaMonteleone e Ittiri. Siamo impegnati da anni sulla peste suina e attualmente ilvirus si mostra particolarmente virulento, determinando un’alta mortalità tragli animali. Ad alimentare la diffusione sono le movimentazioni irregolaridegli animali, l’alimentazione dei maiali con derrate alimentari infette,quindi la presenza di suini al pascolo brado non autorizzato».
«A questo punto occorrono misure drastiche e rigorose – haproseguito il responsabile del servizio di Sanità animale – da parte nostraintensificheremo i controlli che saranno più severi, così come da parte delleforze dell’ordine, per evitare movimentazioni irregolari».
I veterinari si trovano davanti un territorio ampio con 2985aziende, 3146 allevamenti e 24511 capi, con maggiori concentrazione nelterritorio del Sassarese, quindi nel Goceano e poi nel distretto di Alghero, ela presenza di circa 2 mila aziende che possiedono tra i 5 e gli 8 capi.
È stata quindi Daniela Marongiu, referente del settoreprevenzione della Sanità animale, a ripercorrere la storia dei focolai di pestesuina africana registrati nel territorio dell’Asl dal 2008 a oggi. Ilveterinario ha ricordato come l’Unione europea tenga sotto stretta vigilanza laquestione, per il timore che la malattia possa, passando dall’isola alcontinente, propagarsi nel resto d’Europa. «Una evenienza che non si èverificata in questi anni – ha detto – anche grazie all’attività svolta daiveterinari in tutta la regione».
Salvatore Bellu, veterinario referente per il Goceano, hafatto presente come i cinghiali siano degli ottimi indicatori della malattiasul territorio e ha ricordato i casi registrati nella zona.
Giuseppe Bitti, infine, veterinario referente nell’ambitodella strumentazione tecnologica, ha illustrato come si muovano gli specialistidel servizio di Sanità animale per circoscrivere le aree di sorveglianza eprotezione, anche grazie ai sistemi di Sms alert e Gis.
Il sindaco di Bono, Piero Molotzu, quindi ha chiesto ilpotenziamento dei servizi veterinari nel Goceano.
A conclusione della riunione è stato approvato un documentodell’unità di crisi locale, da inviare all’assessorato regionale per la Sanità,nel quale sono stati inseriti diverse richieste. Tra queste l’avvio di un’anagrafeindividuale dei suini, l’eliminazione del pascolo brado, finanziamenti agliallevatori per le recinzioni, la creazione di un vuoto biologico nelle areedemaniali per almeno 5 anni, corridoi sanitari alle sole aziende che dianogaranzia di alta biosicurezza, premi a chi alleva secondo le regole egarantisce una filiera del suinetto sicura e, infine, l’implementazione dellemacellazioni uso famiglia. Com





