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Caccia francesi sopra Bengasi

Numerosi caccia 'Rafale' francesi stanno sorvolando Bengasi e l'intero territorio libico in missione di ricognizione. Lo rivelano fonti militari francesi.

Sono stati rischierati a Trapani i caccia Tornado dell'Aeronautica militare che potrebbero essere impiegati sulla Libia: si tratta - secondo quanto appreso dall'Ansa - dei Tornado ECR di Piacenza, specializzati nella distruzione delle difese missilistiche e radar, e dei Tornado IDS di Ghedi (Brescia), con capacità di attacco. 

Insieme ai Tornado, sono stati schierati nella stessa base anche i caccia Eurofighter di stanza a Grosseto. Nella base di Trapani sono già schierati dei caccia F-16, aerei radar Awacs della Nato e aerei per il rifornimento in volo.

Secondo una fonte che segue i lavori all'Eliseo, alla prima ondata di attacchi parteciperebbero Canada, Francia e Gran Bretagna, poi si unirebbero anche gli Usa e in seguito alcuni Paesi arabi. 

L'Italia già ieri ha messo a disposizione sette basi sul proprio territorio, fra i quali quella di Decimomannu (Cagliari). 

Ieri nel porto cagliaritano ha attraccato la fregata britannica Cumberland F85, ufficialmente per uno scalo tecnico. La nave è arrivata da Malta dove ha partecipato all'evacuazione di cittadini britannici dalla Libia. L'intervento armato del gruppo dei volenterosi, secondo la stessa fonte, comincerà tra le 15 e le 16. A bombardare per primi saranno Gran Bretagna, Francia, Norvegia e Canada e in seconda battuta Usa e Paesi arabi. L'azione militare potrebbe cominciare con un bombardamento di missili Cruise per neutralizzare le difese aeree libiche, bombardamenti ravvicinati delle piste di decollo. Ci sarebbero circa 15 obiettivi già individuati tra aerei ed elicotteri, centri di comando, installazioni radar e batterie di difesa anti aerea. La forza aerea di Gheddafi conta su circa 400 velivoli, in prevalenza Mig di fabbricazione russa, ma solo 20 o 30 sono considerati operativi. 

Intanto c'è stato un forte bombardamento su Bengasi dopo l'entrata in città delle forze pro-Gheddafi. Al Jazeera, che ha diffuso la notizia, afferma che colpi di artiglieria sono esplosi anche nella centrale Gamal Abdel Nasser Street. 

Attraverso l'agenzia ufficiale Jana la risposta del governo libico: 'le bande di al Qaida hanno attaccato le unità delle forze armate libiche ferme a ovest di Bengasi, hanno usato un elicottero e un aereo da combattimento per bombardarci, in flagrante violazione della no-fly zone imposta dall'Onu, abbiamo risposto per autodifesa'. 

Al Jazeera ha riferito che le forze fedeli al rais attaccano la città dalla costa e da sud. La tv ha anche mostrato le immagini di un aereo abbattuto nel cielo della città. Amr Mussa: obiettivo prioritario è arrivare a un cessate il fuoco nel più breve tempo possibile.

Il leader del Consiglio provvisorio libico (il governo degli insorti di Bengasi), Mustafa Abdul Jalil, ha detto ad Al Jazeera che gli insorti non hanno abbastanza armi e truppe per contrastare l'esercito: "Abbiamo solo armi leggere - ha detto -. Gheddafi sembra avere nuove e potenti armi".

Il portavoce del governo libico ha rivolto un messaggio di Muammar Gheddafi al presidente Usa, Barack Obama, dicendo "che fareste voi se Al Qaida attaccasse le città americane?". Il portavoce lo ha detto in una conferenza stampa a Tripoli ritrasmessa da Al Jazeera.

Gheddafi ha scritto in una lettera al presidente Francese Sarkozy e al premier britannico Cameron che le potenze occidentali non hanno diritto di intervenire in Libia e che "si pentiranno" della loro ingerenza.

L'aereo abbattuto oggi a Bengasi apparteneva ai ribelli libici. "Alcuni ribelli dicono che era un loro aereo - afferma il corrispondente del quotidiano britannico The Guardian - potrebbe essere che il loro unico aereo è stato abbattuto dalle forze di Gheddafi". 


Il velivolo sarebbe stato colpito sulla linea del fronte nella zona sud-occidentale della città, dove le forze del leader libico Muammar Gheddafi hanno riconquistato oggi il controllo dell'Università, stando a quanto precisa il Guardian.

 Giorgio Napolitano ha affermato che l'Italia è impegnata come gli altri Paesi del G8 e delle Nazioni Unite a fare tutto il necessario "per affermare principi ed esigenze di rispetto di valori fondamentali come i diritti umani e le aspirazioni di libertà e giustizia sociale" che si manifestano oggi "in modo particolare nel mondo arabo".

L'agenzia ufficiale libica riferisce che folle di cittadini libici si stanno radunando sugli obiettivi militari che la Francia ha minacciato di attaccare.

 Gli attacchi di questa mattina su Bengasi hanno provocato almeno 26 morti, secondo quanto riferisce l'emittente Al Jazira, che cita fonti ospedaliere. I feriti inoltre sono almeno 40.

 Un portavoce degli insorti libici ha affermato che l'attacco delle forze fedeli a Gheddafi contro la città di Bengasi è stato respinto.

Si sono aperti a Parigi i lavori del summit consacrato alla situazione in Libia e all'attuazione della risoluzione 1973 delle Nazioni Unite per fermare la repressione del colonnello libico Muhammar Gheddafi. Il presidente francese Nicolas Sarkozy, che ha promosso la riunione, ha accolto intorno alle 13:30 per una colazione di lavoro e una successiva riunione all'Eliseo alti rappresentanti dei governi che vogliono contribuire allo stop delle violenze in Libia.

Il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, il premier britannico David Cameron, il presidente del consiglio italiano Silvio Berlusconi, il premier spagnolo Jose Louis Zapatero, il norvegese Jens Stoltenberg, il polacco Donald Tusk, il belga Yves Leterme, il canadese Stephen Harper, il danese Lars Lokke Rasmussen, il greco Giorgio Papandreou, l'olandese Mark Rutte, il cancelliere tedesco Angela Merkel, sono tra i partecipanti dei Paesi occidentali. Tra i Paesi arabi, sono invece presenti alti esponenti governativi di Emirati arabi Uniti, Iraq, Marocco, Qatar, Giordania.

Al vertice partecipano anche la Lega araba, con il segretario generale Amr Moussa, il segretario generale dell'Onu Ban Ki-Moon, il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy e l'alto Rappresentante per la politica estera Ue Catherine Ashton.

Nonostante gli annunci dei giorni scorsi, che parlavano di un vertice tra Ue, Lega araba e Unione africana (Ua), nessun esponente di quest'ultimo organismo è giunto al vertice di Parigi. L'UA, secondo fonti dell'Eliseo, si riunisce oggi a Noukachott, capitale della Mauritania, per affrontare gli aspetti diplomatici della crisi libica, mentre a Parigi ci si concentrerà soprattutto sugli "aspetti militari". La decisione è stata presa di "comune accordo" con l'Unione Africana. Prima dell'inizio dei lavori, Sarkozy e Cameron si sono incontrati per una riunione preparatoria, a cui si è successivamente unita la Clinton.