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Caso Ruby, sui giornali diocesani la rivolta dei cattolici

I cattolici si ribellano alle decisioni della chiesa e, indignati, per gli atteggiamenti morbidi nei confronti dell’uomo di governo che ha infangato l’Italia, le donne e la pubblica moralità, specialmente il credo dei tanti cattolici osservanti che per nulla teneri con i loro rappresentanti, si scagliano contro le non decisioni del clero che conta. Infatti, in alcuni editoriali dei settimanali diocesani in edicola in questi giorni dedicati a Berlusconi si legge:  "Mubarak e sua nipote"; "Fermiamo la macchina del fango"; "Cardinale, non incontri il premier"; "Se non ora, quando? Migliaia in piazza"... Questi alcuni dei titoli che testimoniano la "rivolta" morale sul caso Ruby e sui festini di Arcore scoppiata nella base cattolica col placet dei vescovi. Sono gli editoriali dopo la manifestazione delle donne e il rinvio a giudizio del premier. Un severo atto d'accusa che arriva dalle Chiese locali attraverso i periodici della Fisc (la Federazione italiana settimanali cattolici): 188 giornali che distribuiscono oltre un milione di copie nelle diocesi, nelle parrocchie, nei conventi e nelle comunità monastiche. 

Tra i più indignati La Voce del Popolo (Brescia), che pubblica una lettera-appello al segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone ("Cardinale, non incontri il premier") per chiedergli di non partecipare con Berlusconi alla celebrazione dei Patti Lateranensi, perché "la situazione morale e politica, i dubbi (poco dubbi per la verità) sulla moralità e il rispetto della legge della nostra classe politica impongono scelte coraggiose da parte di chi dovrebbe guidare i fedeli...". Bertone - come si sa - poi ha visto il premier il 18 febbraio (un incontro freddo e senza faccia a faccia), ma è significativo che una delle diocesi italiane più importanti, Brescia, non abbia censurato una voce contraria. 

Grande attenzione alla manifestazione delle donne del 13 febbraio. "Dignità al femminile per risalire", titola l'Unione Monregalese (Mondovì) che racconta l'appello "Se non ora, quando?" lanciato domenica scorsa "anche a Mondovì, per vedere restituita la dignità piena all'universo femminile deturpato da messaggi insistiti sulla bellezza esibita in modo sfacciato, sulla sessualità irresponsabile, sulla compravendita del corpo". Anche il Corriere di Saluzzo titola "Se non ora quando, migliaia in piazza" e parla di una "manifestazione rigorosamente apartitica e senza bandiere, ma inevitabilmente caratterizzata da slogan e battute con espliciti riferimenti alla vicenda Berlusconi-Ruby e al bunga-bunga", col premier "additato più come cattivo esempio da non imitare che come avversario politico da sconfiggere". 

Tra i più severi i due settimanali di Torino: Il Nostro Tempo elogia l'intervento di suor Eugenia Bonetti al palco di piazza del Popolo ("Nelle parole di una suora il senso di un grande basta!"); e La Voce del Popolo, che dedica al premier due articoli: su Ruby, parlando di "Mubarak, e sua nipote", e sul rinvio a giudizio ("Verso il rinvio..."). Il Cittadino (Lodi) lancia un appello a reagire all'ondata di "fango e vergogna" invitando a "toglierci le pantofole" e a gridare forte il disagio a causa "della crisi economica e culturale del paese che ha raggiunto il suo culmine a causa dei fatti legati alle vicende del premier". Non meno emblematica La Cittadella (Mantova) che fin dal titolo ("Fermiamo la macchina del fango") critica i giornali del gruppo Berlusconi per le inchieste denigratorie contro gli avversari del premier col vituperato "metodo"Boffo: "Nei giorni in cui nel nord Africa e in Medio oriente esplodeva una rivolta popolare di proporzioni epocali, noi ci trastullavamo, in politica estera, con i fax provenienti dall'isola di Santa Lucia". Con chiaro riferimento alla vicenda della casa di Montecarlo. Il Popolo (Pordenone) si chiede nell'editoriale "Doppia morale pubblica e privata", se si può "scindere la politica dalla morale" o "se è separabile la vita privata di un politico dalla sfera pubblica", partendo proprio da Berlusconi. E la risposta che dà il giornale è "no", evocando l'insegnamento di Aristotele. L'Avvenire di Calabria sollecita una "necessaria" rivolta morale di fronte "all'indecente panorama politico italiano" nell'editoriale "Il coraggio di tentare", in sintonia con Luce e Vita di Molfetta, che chiede ai politici "misura, decoro, rispetto". In linea con l'Araldo Abruzzese (Teramo) che nell'editoriale "Libere, non leggére", parla della manifestazione del 13 febbraio sottolineando che "vogliamo un paese che rispetti le donne tutte" perché "l'Italia non è una Repubblica fondata sul favore sessuale...