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Specialità; Lai (Idv): la cattiva gestione e lo sperpero delle risorse pubbliche sono il peggior nemico delle autonomie regionali

«Gli scandali insopportabili e indecenti accaduti in alcune regioni italiane non possono essere utilizzati per manomettere un sistema istituzionale: non c’è dubbio che qualche ritocco vada fatto, soprattutto sotto il profilo della spesa pubblica, ma le riforme istituzionali devono essere il risultato di un ampio coinvolgimento di forze, dalla politica alle istituzioni, e non un colpo di testa da parte di un Governo tecnico che risponde solo a logiche di tagli».

Lo dichiara il vice segretario regionale dell’Italia dei Valori Salvatore Lai a proposito della proposta di riforma costituzionale del Governo. «Nello stesso modo – continua Lai - non può essere accettata una legge di stabilità che di fatto, senza riforme particolari della Costituzione, contribuisce a mettere in crisi le Autonomie speciali. Italia dei Valori – da sempre in prima linea nella lotta contro la corruzione, l'uso disinvolto dei fondi pubblici, gli insopportabili privilegi e l'uso clientelare delle risorse - pensa che la mala politica possa essere combattuta non da riforme della Costituzione che riportino a uno stato centralista, ma dall'azione congiunta efficace della buona politica da un lato e della magistratura ordinaria e contabile dall'altro per ciò che attiene ai rilievi penali e di danno erariale.

Siamo d'altra parte convinti – prosegue Salvatore Lai - che la difesa della specialità implichi un'assunzione di responsabilità forte nei confronti della comunità che si governa e più in generale di quella a cui si appartiene con un’azione di governo onesta, libera ed efficace finalizzata alla rimozione degli squilibri di fondo del nostro sistema economico e sociale. Viceversa gestioni opache, inefficienti o addirittura poco oneste e di sperpero delle risorse pubbliche – conclude l’esponente dipietrista - diventano il peggior nemico delle stesse istituzioni regionali che prestano così il fianco al ritorno di uno Stato accentratore, spesso espressione di poteri economico-finanziari forti». Com