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Riforma lavoro: Monti dopo l’incontro con la maggioranza, “È andata bene, sono stati sciolti tutti nodi”.

«Èandata bene, sono stati sciolti tutti nodi». Lo ha detto il presidente MarioMonti rispondendo ai cronisti al termine del vertice con Alfano, Bersani eCasini sulla riforma del mercato del lavoro. Al vertice erano anche presenti ilMinistro Elsa Fornero, il Vice-Ministro Vittorio Grilli e il SottosegretarioAntonio Catricalà.

Subitodopo da Palazzo Chigi è uscita una nota nella quale si aferma: «Si è procedutoad un confronto sulla riforma del mercato del lavoro approvata in Consiglio deiMinistri dopo consultazione delle parti sociali. Al termine della discussione,che ha avuto esito positivo, il Governo e i leader delle forze politiche dimaggioranza si sono impegnati per un iter di approvazione efficace e tempestivodel

Ilsegretario del Pd, Pierluigi Bersani, che era già in riunione con Monti dalle18 al termine dell'incontro che si è tenuto a Palazzo Giustiniani: «Abbiamodetto le nostre cose, ora il governo deciderà».

Aspingere sull'acceleratore per arrivare a un'intesa anche Silvio Berlusconi,che avrebbe ribadito nel corso dell'ufficio di presidenza del Pdl l'importanzadi una riforma che renda il paese moderno e competitivo. Il Cavaliere,raccontano, sarebbe stato ben attento a non fare accenno ai veti espressi dallaCgil, assicurando l'apertura del Pdl al confronto sull'articolo 18, come dettopiù volte dallo stesso Alfano a Bersani. Il Pdl sta sui temi concreti: banche,lavoro, questioni di carattere economico che interessano la gente, avrebbeinsistito Alfano nella riunione di Palazzo Grazioli. Bisogna concentrarsi suitemi che stanno più a cuore agli italiani, avrebbe spiegato. Da qui lanecessità di sostenere il governo Monti per realizzare la riforma del mercatodel lavoro. L'accelerazione infastidisce però l'opposizione. Su twitter ilpresidente dei senatori dell'Italia dei Valori, Felice Belisario, commentandoil vertice sul lavoro tra il presidente del Consiglio Monti e il segretario delPd Bersani: «Ora basta con i tunnel e gli incontri segreti. La sovranità delParlamento non può essere ulteriormente mortificata».

Primadell'incontro con Monti, in mattinata, la replica indiretta del governo aBersani, che aveva espresso delle critiche al governo durante la segreteria delPd, non si era fatta attendere. «Spero sia pronto al massimo per domani mattina»,aveva detto il ministro del Welfare, Elsa Fornero, del ddl per la riforma delmercato del lavoro. «Dal mio punto di vista è praticamente pronto», spiegava,aggiungendo che se ne dovrà ancora parlare con il premier Mario Monti, con cuiha avviato un confronto. Il ministro del Welfare si era poi soffermata sullaquestione esodati, il caso dei lavoratori che avendo firmato degli accordiaziendali incentivanti l'uscita prima dell'ultima riforma delle pensioni,rischiano ora di trovarsi senza stipendio e senza lavoro: «Quelli cheironizzano sul fatto che non si trovano i numeri in tempi brevi - aggiungeva -vorrei che venissero e vedessero le difficoltà. Stiamo cercando di fare questeanalisi e ho sempre detto che una volta che avremo i numeri metteremo criteriispirati all'equità» per consentire pensionamenti anticipati. Le faceva eco ilsegretario della Uil Luigi Angeletti che, ospite di SkyTg24, dice: «La vicendadell'articolo 18, così come la vicenda degli esodati, se posso dirla con unabattuta, rappresentano un fondato motivo per un licenziamento del ministro congiusta causa». E poi aggiungeva: «L'epoca della concertazione è finita».

«Mipare che il Pd abbia una posizione ben precisa, speriamo che si traduca insoluzioni positive» aveva affermato in precedenza il segretario generale dellaCgil, Susanna Camusso. Rispondendo a una domanda, Camusso aveva affermato:«l'ultima volta che ci siamo incontrati (con Bersani, ndr) era intornoalla conclusione della trattativa», aggiungendo che in questi giorni si sonoaffastellate molte cose. «Tutto ci pare utile - aveva aggiunto Camusso - tranneche l'idea dei licenziamenti facili e di un diritto dispari». «Crediamo - haargomentato - che tutti debbano convenire sul fatto che se un licenziamento èillegittimo debba esserci il reintegro e che nessuno ha da guadagnare dal fattoche il lavoratore non si senta più sereno nei rapporti di lavoro e nei suoidiritti». La sindacalista ha poi indicato come «il modello italiano haperseguito una via bassa, della riduzione dei costi, ed è affetto da moltissimaprecarietà, in parte mascherata». «Quando si dice che abbiamo gli stessi datisui contratti a termine degli altri Paesi - ha concluso - non si dice infattiche abbiamo il triplo del lavoro autonomo e che gran parte di questo è lavorosubordinato mascherato».