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Lula vince il ballottaggio in Brasile, Bolsonaro non ci sta e chiede l’annullamento. Il presidente uscente, di sinistra, vince col 51,79% sul candidato delle destre.

Brasile, 26 Ott 2026 – Luiz Inacio Lula da Silva è stato rieletto presidente del Brasile. Al ballottaggio di ieri ha battuto il senatore di estrema destra Flavio Bolsonaro, completando una rimonta senza precedenti nella storia democratica del Paese. Secondo i dati ufficiali, con il 97,69% delle schede scrutinate Lula ha ottenuto il 51,79% dei voti, contro il 48,21% del rivale, con oltre quattro milioni di voti di scarto.  Dalla fine della dittatura militare (1964-1985) nessun candidato arrivato secondo al primo turno era mai riuscito a vincere il ballottaggio. Al primo turno, Flavio Bolsonaro era arrivato in testa con   il 47%, due punti percentuali e 2,2 milioni di voti più del leader progressista. Per Lula è il quarto mandato.

"Oggi devo ringraziare il popolo brasiliano, la sua generosità, la generosità della gioventù brasiliana che si sono battuti a difesa della nostra democrazia. Voglio ringraziare chi ha lavorato attraverso le piattaforme digitali, che vogliamo difendere da interferenze estere, che vogliamo regolare. E' stata compiuta un'impresa mostruosa con cui abbiamo guadagnato molti voti". Lo ha detto Lula nel suo primo discorso dopo la vittoria al ballottaggio.  

Il presidente del Tribunale superiore elettorale del Brasile (Tse), Kassio Nunes Marques, ha confermato la vittoria di Luiz Inacio Lula da Silva alle elezioni presidenziali, affermando che sarà il 40° presidente della Repubblica. 

"Abbiamo piena sicurezza sull'intero processo elettorale", ha dichiarato nella serata di domenica, escludendo che la decisione di prorogare l'orario di voto di due ore, disposto dalla Corte Suprema, possa modificare il risultato. La misura, ha spiegato, ha creato difficoltà perché adottata dopo l'orario inizialmente fissato, ma sono state prese le misure necessarie per attuarla. Nunes Marques ha riferito di aver telefonato a entrambi i candidati al termine dello scrutinio. A Lula ha rivolto il riconoscimento della giustizia elettorale per la partecipazione al processo democratico e la vittoria alle urne. Al candidato sconfitto, Flavio Bolsonaro, ha rivolto le congratulazioni per la campagna e per il risultato ottenuto al suo primo tentativo di conquistare la presidenza.

I vertici del Parlamento brasiliano hanno riconosciuto la rielezione di Luiz Inácio Lula da Silva, nonostante la contestazione del rivale Flávio Bolsonaro. I presidenti del Senato, Davi Alcolumbre, e della Camera, Hugo Motta, entrambi di partiti di centrodestra, si sono congratulati con Lula e hanno difeso la regolarità del voto.

Alcolumbre ha definito le urne elettroniche, più volte attaccate dall'estrema destra, un "patrimonio" della democrazia brasiliana. Ha anche annunciato che il Parlamento lavorerà per la "pacificazione": "Un Paese diviso non fa bene né al popolo brasiliano né alle istituzioni". Per Motta il popolo ha fatto la sua scelta attraverso le urne.

Nel discorso della vittoria Lula ha assicurato che collaborerà con il Parlamento, dove la destra si è rafforzata. Il presidente è stato rieletto per il quarto mandato con il 52% dei voti, contro il 48% di Bolsonaro.

“È impossibile riconoscere il risultato di questo voto in queste condizioni. Chiederò l'annullamento del voto. Per la prima volta nella storia del Brasile un giudice ha allungato le operazioni di voto, ha cambiato le regole in corso. È inspiegabile quello che è successo". Lo ha detto Flavio Bolsonaro nel suo primo discorso dopo la sconfitta al ballottaggio.

Anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha messo in dubbio la vittoria di Luiz Inácio Lula da Silva sul senatore di estrema destra Flavio Bolsonaro. Trump l'ha paragonata al successo del democratico Joe Biden (che aveva vinto democraticamente ma questi beceri destrosi non accettano mai le sconfitte) nelle presidenziali americane del 2020, di cui non ha mai riconosciuto l'esito. "Hanno semplicemente applicato il manuale di Joe Biden in Brasile", ha detto Trump.

"Bolsonaro aveva un grande vantaggio al primo turno ed era il chiaro favorito per vincere il secondo. Ma i comunisti non cedono il potere una volta che lo ottengono", ha aggiunto. Trump non ha fornito alcuna prova di irregolarità.

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