Cagliari, 23 Sett 2026 - La Direzione regionale del Partito Democratico della Sardegna, riunita ieri dopo l’Assemblea del 26 luglio scorso, ha approvato all’unanimità la proposta del segretario regionale Silvio Lai di avviare con i Progressisti un percorso per l’unificazione dei gruppi consiliari e per la costruzione di una prospettiva politica comune, in vista del prossimo congresso regionale del Partito Democratico della Sardegna.
Il processo partirà dal Consiglio regionale e potrà estendersi progressivamente ai livelli territoriali, man mano che matureranno le necessarie condizioni politiche e organizzative. La decisione accoglie la proposta avanzata dai Progressisti nel loro ultimo congresso e rappresenta un primo passo concreto verso una maggiore unità delle forze progressiste sarde.
«La proposta di costruire una casa comune più forte ci ha trovato da subito convinti sostenitori – ha dichiarato Lai –. L’unità delle forze progressiste non può essere evocata soltanto alla vigilia delle elezioni. Deve essere preparata nel lavoro quotidiano, nelle istituzioni e nei territori, attraverso scelte politiche, battaglie condivise e una crescente capacità di elaborazione comune».
La Direzione ha inoltre espresso una valutazione molto positiva sulla Festa regionale dell’Unità di Alghero, che ha riportato in Sardegna una grande manifestazione politica popolare, aperta alla città, al territorio e alla società: cinque giornate di partecipazione, dibattiti, cultura, musica e volontariato, rese possibili dal lavoro di decine di militanti e volontari.
«Alghero ha dimostrato che esiste una domanda di politica, purché la politica torni a essere confronto, comunità e capacità di affrontare apertamente i problemi. La Festa non è stata un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova stagione di iniziativa politica».
La prospettiva indicata dalla Direzione guarda alle elezioni del 2027. Un appuntamento decisivo non soltanto per il governo del Paese: il Parlamento che sarà eletto sarà infatti chiamato, nel corso della legislatura, a eleggere il successore del Presidente Sergio Mattarella.
«La destra sta cercando di piegare le regole elettorali alle proprie convenienze e di introdurre surrettiziamente elementi di premierato senza modificare la Costituzione. In una Repubblica parlamentare i cittadini eleggono il Parlamento ed è il Presidente della Repubblica a nominare il Presidente del Consiglio, dopo aver verificato l’esistenza di una maggioranza parlamentare. L’indicazione obbligatoria di un candidato premier rappresenta quindi una forzatura che rischia di comprimere le prerogative del Capo dello Stato e di alterare gli equilibri costituzionali».
Per il PD Sardegna la priorità è costruire un centrosinistra unito attorno a un programma comune e a una leadership credibile, senza accettare che sia la destra a imporre tempi e modalità della sua organizzazione interna.
«Non siamo noi a chiedere le primarie e non consideriamo inevitabile celebrarle. Se la legge sarà definitivamente approvata e il centrosinistra deciderà di ricorrervi per individuare il proprio candidato, il Partito Democratico si farà trovare pronto anche in Sardegna. Lo farà avendo cura di preservare l’unità della coalizione regionale e sostenendo con determinazione la candidatura della segretaria del PD Elly Schlein. Ma oggi il punto politico è un altro: contrastare una legge sbagliata e costruire un’alternativa credibile al Governo Meloni».
La Direzione ha inoltre confermato la linea indicata nella relazione del 26 luglio all’assemblea e ribadita nella riunione di ieri: trasformare il rafforzamento organizzativo del PD in una stagione permanente di iniziativa politica. Al centro vi saranno sanità, trasporti e continuità territoriale, politiche industriali ed energetiche, scuola e università, enti locali, aree interne, lavoro e contrasto allo spopolamento.
In questo quadro, il PD intende partecipare con proprie proposte, di metodo e di merito, alla revisione e al completamento del Piano paesaggistico regionale. A questo scopo sarà costituito un coordinamento tecnico-politico regionale a supporto del gruppo del PD in Consiglio regionale.
Il mese di ottobre sarà dedicato in particolare alla sanità, con otto iniziative di ascolto e confronto nei territori che coinvolgeranno dirigenti delle aziende sanitarie, medici, professionisti e operatori della sanità, associazioni e organizzazioni sindacali.
«Dobbiamo mettere in campo un partito ancora più radicato, con circoli protagonisti, dipartimenti tematici operativi, amministratori ed eletti impegnati in un confronto costante con la società sarda. La Sardegna non ha bisogno di una legislatura di ordinaria gestione, ma di una stagione di riforme capace di anticipare e governare il cambiamento», ha proseguito Lai.
«Il PD Sardegna sarà impegnato a contribuire all’elaborazione e alla realizzazione delle riforme necessarie: dal nuovo assetto degli enti locali e del personale al progetto 0-24, per rendere progressivamente gratuito il percorso educativo dal nido all’università; dalla riorganizzazione della sanità territoriale alle politiche industriali ed energetiche, fino al sostegno a un sistema economico e produttivo fragile, che richiede attenzione e politiche costanti».
«Il nostro compito – ha concluso Lai – è tenere insieme tre grandi obiettivi: mettere al centro le nuove generazioni; sostenere e orientare il cambiamento in Sardegna; rafforzare il Partito Democratico e costruire l’unità delle forze progressiste. È il contributo che il PD sardo deve dare all’alternativa nazionale e alla difesa della democrazia costituzionale». Red

Pd Sardegna, via al percorso unitario con i progressisti. On. Silvio Lai: “più forti e più uniti verso il 2027”.
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