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Trump sfida l’Onu, Araghchi incontra i mediatori americani. Macron: “Vergogna per Gaza”. Guterres: “Pulizia etnica in Cisgiordania”.

New York, 23 Sett 2026 - ll'81esima sessione dell'Assemblea generale Onu è il giorno di Donald Trump.

Gli interventi dal podio sono iniziati martedì nella prima giornata con il brasiliano Lula, il segretario delle Nazioni Unite António Guterres e il presidente americano Donald Trump.

"Stiamo lavorando per porre fine alla guerra. Sia Zelensky che Putin lo vogliono". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, incontrando il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, a margine dell'Assemblea Onu a New York. Il capo della Casa Bianca ha ribadito la richiesta di fermare i raid contro le raffinerie.

Il presidente francese, Emmanuel Macron, nel corso del suo intervento all'Onu, è tornato a difendere la soluzione a due Stati per palestinesi e israeliani, sottolineando che sarebbe inaccettabile continuare ad "assistere a questo spettacolo che ci fa vergognare tutti" a Gaza e in Cisgiordania senza agire. "Quale credibilità abbiamo se continuiamo a restare inattivi di fronte a Gaza?", ha esortato il presidente francese, sottolineando che costruire una soluzione a due Stati è la condizione per la "sicurezza di oggi e di domani per Israele e il suo popolo".
Oggi gli attesi discorsi di Zelensky e del presidente dell'Iran, Masoud Pezeshkian. Giovedì parlano il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente palestinese Mahmoud Abbas (in videoconferenza, visto che per il secondo anno consecutivo gli Usa gli hanno negato il visto).

Il presidente cinese Xi Jinping incontrerà Trump a Washington, saltando l’Assemblea delle Nazioni Unite a cui invierà al suo posto un vicepresidente. Non partecipa il presidente russo Vladimir Putin, come pure il primo ministro indiano Narendra Modi.

In vista della sua visita all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Benjamin Netanyahu ha accusato il sindaco democratico di New York, Zohran Mamdani, di "sostenere" Hamas. "Vergognati, signor Mamdani", ha affermato il premier israeliano in un video pubblicato su X. "Vergognati per aver sostenuto i mostri terroristi di Hamas che hanno massacrato la nostra gente. Vergognati per aver incitato a disordini contro gli ebrei di New York".

"Vogliamo vedere finalmente la fine delle sofferenze e delle morti" e "i popoli israeliano e palestinese vivere fianco a fianco in pace e sicurezza": lo ha detto il primo ministro britannico Andy Burnham parlando all'Onu. 

"Faremo tutto il possibile per mantenere viva la speranza di questa possibilità", ha aggiunto. "Siamo al fianco di Israele di fronte alle minacce in corso, incluse quelle provenienti dall'Iran, contro Israele e il popolo ebraico in tutto il mondo", ha continuato il primo ministro, osservando tuttavia che "ciò non giustifica le azioni del governo israeliano a Gaza o in Cisgiordania".

La campagna militare israeliana a Gaza è "un tentativo di cancellare la vita palestinese e imporre una nuova realtà territoriale". Lo ha detto il Re di Giordania all'Onu ringraziando Donald Trump per aver mediato il cessate il fuoco per Gaza lo scorso anno.   In Cisgiordania, ha denunciato Re Abdallah II, Israele sta attuando una politica di "sfollamento forzato" dei palestinesi che è un "crimine di guerra". 

Gaza e la Cisgiordania, ha aggiunto, sono "due fronti della stessa strategia israeliana": i palestinesi vengono uccisi e la realtà sul campo viene modificata per "rendere impossibile la creazione di uno stato palestinese vitale".

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