Cagliari, 21 Sett 2026 - Risposta straordinaria delle imprese sarde della filiera turistica all'Avviso "Solare 2026", finanziato con 21 milioni di euro nell’ambito del PR Sardegna FSE+ 2021-2027. In pochissimi minuti dall'apertura dei termini è stato superato il plafond disponibile, con un volume complessivo di contributi richiesti che ha abbondantemente oltrepassato i 38 milioni di euro a fronte di oltre 1.700 istanze trasmesse.
Nello specifico, i dati aggiornati ad oggi indicano che le micro e piccole imprese, a cui era riservato ben il 90% della dotazione, hanno inviato 1.654 domande per un valore complessivo di oltre 35,6 milioni di euro. A queste si aggiungono le medie imprese, che hanno saturato la riserva del 10% loro dedicata presentando 53 istanze per un ammontare pari a circa 2,6 milioni di euro.
“Questi dati dimostrano non solo una reattività eccezionale, ma confermano che l'impostazione data all'Avviso Solare risponde a un bisogno concreto e reale del territorio”, dichiara l’assessora regionale del Lavoro, Desirè Manca. “Tutti i contributi richiesti si basano su assunzioni già effettivamente formalizzate dalle aziende: parliamo quindi di occupazione vera, misurabile e di un comparto strategico per la nostra regione. La vera novità di quest’anno, inoltre, è rappresentata dall'esclusione delle grandi imprese: una precisa scelta politica volta a destinare ben il 90% delle risorse a micro e piccole realtà. Chi è più piccolo e affronta quotidianamente le sfide del mercato ha maggiore necessità di interventi diretti come questo, ed è nostro dovere sostenere in modo prioritario e capillare chi costituisce la vera ossatura portante del nostro tessuto economico. Il turismo rappresenta una delle principali leve di sviluppo della Sardegna e il suo futuro passa inevitabilmente attraverso prospettive lavorative solide per migliaia di persone. Per questo motivo abbiamo scelto di incentivarne non solo i contratti a tempo determinato, ma soprattutto la stabilizzazione dei rapporti di lavoro. Crediamo fermamente che la continuità occupazionale significhi maggiore serenità per i lavoratori, competenze più consolidate per le imprese e comunità territoriali più forti e coese”, conclude l’esponente della Giunta. Com










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