Cagliari, 1 Sett 2026 - L'agenzia Tasnim, vicina ai Guardiani della Rivoluzione iraniani, ha confermato che le forze statunitensi hanno effettuato un attacco all'isola di Larak, nel quale due persone hanno perso la vita e altre due sono rimaste ferite. Fonti Usa hanno riferito ad Al Jazeera che l'operazione aveva come obiettivo due piattaforme lanciarazzi dalla quale stavano per essere sparate testate a grappolo contro obiettivi nello Stretto di Hormuz.
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno annunciato di aver attaccato nella notte tra domenica e lunedì due basi statunitensi in Giordania, in risposta al bombardamento americano contro l'isola iraniana di Larak, avvenuto poche ore prima. In un comunicato diffuso da diverse agenzie iraniane, i Pasdaran hanno riferito di aver condotto un'operazione congiunta con missili e droni contro le basi di Al Azraq e Re Hussein, sostenendo di aver provocato gravi danni. Al momento non ci sono conferme indipendenti sull'effettivo impatto degli attacchi.
L'operazione, secondo Teheran, rappresenta la risposta al raid condotto in precedenza dagli Stati Uniti sull'isola di Larak, nello Stretto di Hormuz. Secondo fonti militari americane citate da diversi media statunitensi, l'obiettivo del bombardamento erano razzi caricati con mine navali che sarebbero dovute essere posizionate nello strategico passaggio marittimo. Secondo alcuni media americani, tra cui Axios e Fox News, gli attacchi iraniani contro obiettivi in Giordania sarebbero stati intercettati dalle forze statunitensi.
Il segretario dell'esercito statunitense Dan Driscoll ha presentato le sue dimissioni al presidente Trump e lascerà il suo incarico al Pentagono nei prossimi giorni.
Un funzionario dell'esercito ha dichiarato alla Cnn che Driscoll "ha parlato con il presidente della situazione attuale dell'esercito e ha presentato le sue dimissioni". Le dimissioni di Driscoll giungono dopo mesi di tensione con il segretario alla Guerra Difesa Pete Hegseth. "Il segretario Driscoll si è dimostrato estremamente efficace nel promuovere l'agenda del presidente Trump per 'Rendere l'America di nuovo forte', fornendo una leadership eccezionale durante operazioni storiche militari, ripristinando l'enfasi sulla prontezza operativa e sulla letalità, assistendo nei negoziati tra Russia e Ucraina e altro ancora", ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca Anna Kelly in un comunicato.
Secondo il New York Times, la tensione tra Hegseth e Driscoll era dovuta, in parte, al fatto che il primo avrebbe rimosso quattro ufficiali - due uomini e due donne di colore - da una lista di promozioni dopo che Driscoll si era rifiutato di farlo. Il Washington Post aveva riportato che Hegseth temeva di essere licenziato da Trump e sostituito da Driscoll.
Teheran continua a cercare una soluzione negoziata al conflitto con gli Stati Uniti, ha affermato lunedì il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim, a seguito dei nuovi scontri tra i due paesi. Pezeshkian ha dichiarato al primo ministro indiano Narendra Modi, a margine del vertice dell’Organizzazione di cooperazione di Shanghai a Bishkek, in Kirghizistan, che il protrarsi della guerra non è nell’interesse di nessuno e che il dialogo e la cooperazione sono la via per risolvere i problemi esistenti.
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha accusato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, di essersi vantato in un intervento in ebraico di aver trascinato con l'inganno l'amministrazione statunitense in una guerra contro l'Iran "per conto di Israele" e lo ha definito un "serpente". "Parlando in ebraico, Netanyahu si vanta apertamente di aver convinto l'amministrazione statunitense a entrare in guerra contro l'Iran per conto di Israele", ha scritto su X Araghchi rilanciando il video di un intervento televisivo del premier israeliano. "Netanyahu ride esplicitamente di come abbia 'influenzato' l'America attraverso 1.000 ore di trasmissione sulle reti televisive statunitensi. In inglese, elogia la leadership del presidente degli Stati Uniti. Serpente", conclude il capo della diplomazia di Teheran.












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