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Svolta nell’inchiesta per l’attentato a Sigfrido Ranucci: arrestato Valter Lavitola.

Roma, 10 Ago 2026 – Quest’oggi è stato arrestato Valter Lavitola, indagato dalla procura di Roma nell'inchiesta sull'attentato nell'ottobre scorso davanti all'abitazione del giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci. 

L'ex editore e imprenditore, era stato perquisito lo scorso 4 luglio dai Carabinieri del Nucleo Investigativo dell’Arma che oggi hanno eseguito l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip della Capitale. 

L'ipotesi degli inquirenti, che lo scorso 8 luglio lo hanno convocato in procura dove si è avvalso della facoltà di non rispondere rendendo dichiarazioni spontanee, è che sia il mandante dell'attentato dinamitardo. 

Chiesto l'arresto anche per intermediario Gomes Tavares: avrebbe fatto da tramite con la banda che ha piazzato l'ordigno. Quindi il Gip di Roma ha emesso per lui un mandato d’arresto, contestualmente alla misura cautelare per Valter Lavitola.

Il camerunense, attualmente latitante, si troverebbe in Africa ed è accusato dai Pm di Roma, di avere partecipato all'attentato a Sigfrido Ranucci. E secondo l'accusa, Gomes sarebbe stato l'intermediario tra Lavitola e la banda - composta da quattro persone - che materialmente ha compiuto l'azione dinamitarda il 16 ottobre dello scorso anno a Pomezia, centro vicino Roma.

A Lavitola viene contestato il metodo mafioso.

L'inchiesta, coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi e avviata dal Pm Carlo Villani, passato a dirigere la procura di Velletri, seguita ora dal Pm della Dda Edoardo De Santis, ha già portato a fine giugno all'esecuzione di quattro misure cautelari nei confronti di tre uomini e una donna ritenuti esecutori materiali dell'attentato e accusati a vario titolo di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall'aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso.

“L'arresto di Walter Lavitola conferma la gravità e la complessità dell'attentato subito da Sigfrido Ranucci, di cui sarà fondamentale comprendere movente e contesto di maturazione". Lo afferma l'avvocato Roberto De Vita, legale di Sigfrido Ranucci. "Mentre per l'Autorità Giudiziaria è evidente come Ranucci sia la vittima, per alcuni giornalisti ed esponenti politici lo stesso attentato viene trasformato nel pretesto per regolare i conti con Report e con i suoi giornalisti in una strategia parossistica volta a delegittimare il giornalismo di inchiesta", aggiunge. 

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