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Verdi, Händel, Mozart, Donizetti, Puccini, Bernstein: ecco la Stagione d’opera 2027 del Teatro Lirico di Cagliari.

Cagliari, 7 Ago 2206 - Venerdì 22 gennaio alle 19 si alza il sipario sulla Stagione d’opera 2027 del Teatro Lirico di Cagliari. Una stagione sempre molto attesa dal numeroso pubblico che anche quest’anno assume un valore aggiunto e un carattere di ripresa ancora più importanti e che, con la nuova calendarizzazione, propone un ricco cartellone di opere. Nello specifico sono previste sette opere per cinque turni di abbonamento (oltre alle recite fuori abbonamento e a quelle mattutine rivolte a scuole e famiglie), a dimostrazione della continua crescita della produzione e delle alzate di sipario. I titoli delle sette opere, di cui due nuove produzioni del Teatro Lirico di Cagliari, sono: Don Carlos, Alcina, Il flauto magico, Maria Stuarda, La Bohème, Candide, Falstaff.

La Stagione 2027 è tesa a valorizzare una tradizione unica al mondo, l’opera lirica, l’arte del belcanto e il melodramma italiano che dal 6 dicembre 2023 sono Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco, con alcuni dei più significativi compositori del Settecento, Ottocento e Novecento: Händel, Mozart, Donizetti, Verdi, Puccini e Bernstein. Un cartellone di equilibrio tra musica di repertorio e quella meno conosciuta, alla quale il Teatro Lirico di Cagliari pone sempre molta attenzione nel rendersi attivo nella sua promozione culturale e non solo nella sua tutela e salvaguardia.

Si inizia, quindi, come titolo di apertura di stagione, con Don Carlos, grand-opéra in cinque atti, su libretto di François-Joseph Méry e Camille du Locle, dalla tragedia Don Carlos Infant von Spanien di Friedrich Schiller e musica di Giuseppe Verdi.

Mettere in scena Don Carlos, come tutti i melomani e gli addetti ai lavori sanno, è un’impresa titanica, sia per le particolari caratteristiche strutturali del capolavoro verdiano (complicata realizzazione scenica e difficoltà della partitura in primis), sia per la scelta dell’edizione musicale da adottare, in quanto l’opera ha avuto un lungo e particolare excursus.

Don Carlos infatti occupò più o meno venti anni della vita artistica di Verdi (Roncole di Busseto, Parma, 1813 - Milano, 1901), dal 1866 al 1886, iniziando da una partitura originale scritta in francese che è passata attraverso ripensamenti, aggiustamenti, riduzione e sviluppi. Concepito originariamente per le scene parigine, Don Carlos è strutturato nella forma del grand-opéra, un genere a cui Verdi ricorre per rinnovare la sua concezione d’opera e proporre personaggi con caratteri e personalità molto articolati ed inseriti in precisi contesti storici per ottenere grandi scene di massa o una sontuosa intimità in una nuova idea di teatro musicale.

A Cagliari viene eseguita l’edizione integrale in francese (ad esclusione dei ballabili) della prima rappresentazione assoluta dell’opera, avvenuta al Théâtre de l’Académie Impériale de Musique di Parigi l’11 marzo 1867, ovviamente mai eseguita a Cagliari e molto raramente in Italia e nel mondo. A Cagliari si ricordano la prima rappresentazione di Don Carlo al Teatro Civico (ottobre 1879, ripresa poi nel dicembre dello stesso anno), due distinte edizioni al Teatro Massimo (marzo 1951 e marzo 1965) e l’ultima edizione (novembre 1986) all’Auditorium del Conservatorio (tutte in italiano).

Don Carlos viene rappresentato per cinque recite dal 22 al 30 gennaio, in un nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari, in coproduzione con il Teatro Carlo Felice di Genova. Sul podio c’è il maestro Leonardo Sini (Sassari, 1990), un graditissimo ritorno a Cagliari, dopo il successo personale ottenuto in Lucrezia Borgia nel gennaio 2026 e forte di un importante curriculum internazionale alle spalle, mentre la regia è firmata da Davide Livermore (Torino, 1966), considerato uno dei più interessanti artisti nel panorama musicale italiano, al suo atteso ritorno a Cagliari dopo il maestoso I Shardana - Gli uomini dei Nuraghi di Ennio Porrino (settembre 2013).

Dal 10 al 14 marzo (cinque recite) va in scena il secondo, accattivante appuntamento della Stagione: Alcina, dramma musicale in tre atti, su libretto di autore ignoto, dal dramma L’isola di Alcina di Antonio Fanzaglia, e musica di Georg Friedrich Händel, alla sua prima esecuzione a Cagliari.

L’opera viene eseguita in un allestimento del Teatro dell’Opera di Roma, in collaborazione con De Nationale Opera di Amsterdam ed è firmato, per la regia, da Pierre Audi (Beirut, 1957 - Pechino, 2025), celebre artista internazionale al suo debutto a Cagliari, purtroppo scomparso prematuramente l’anno scorso, due mesi dopo questa sua Alcina. L’approccio di Pierre Audi all’opera lirica è sempre piuttosto semplice e tradizionale e sicuramente resterà nella memoria anche questa Alcina andata in scena, appunto, lo scorso marzo a Roma: una produzione nata per il teatro di Drottningholm in Svezia, insieme a Tamerlano, e ricostruita per Bruxelles, Amsterdam e infine Roma, in un percorso che ha sempre visto Pierre Audi impegnato in prima persona. In questa Alcina si intrecciano la grande passione per gli effetti di luce e un’attenzione spasmodica al gesto teatrale, dando vita a una meraviglia di teatro barocco lontano dalle consuete destrutturazioni che spesso accompagnano questo repertorio. Un motivo in più per ricordarlo, grazie anche a questo spettacolo, così riuscito da risultare quasi miracoloso.

Alessandro De Marchi (Roma, 1962), noto direttore e clavicembalista, specialista nel repertorio barocco e classico, ritorna sul podio cagliaritano dopo appena un anno (ha diretto con successo Così fan tutte lo scorso aprile) e dirige i complessi artistici stabili nel capolavoro händeliano.

Dopo 13 anni dall’ultima rappresentazione (maggio 2014), ritorna a Cagliari Il flauto magico (Die Zauberflöte), singspiel in due atti, su libretto di Emanuel Schikaneder e musica di Wolfgang Amadeus Mozart. Il terzo appuntamento della Stagione 2027 con l’opera, va in scena per otto recite (di cui tre fuori abbonamento), dal 9 al 17 aprile, in un allestimento della Komische Oper di Berlino che risale al novembre 2012 e si avvale per la regia di Suzanne Andrade e Barrie Kosky. Uno spettacolo che funziona, pieno di idee e colori, in cui domina il miscuglio tra mondo reale e mondo fantastico: i cantanti fanno letteralmente parte di un cartone animato che viene proiettato sullo schermo davanti al quale si esibiscono e si mescolano, in perfetta sincronia, ai fondali in movimento, a personaggi immaginari, alle atmosfere oniriche sempre sul filo del paradossale. Uno spettacolo a tutto tondo, divertente e vagamente inquietante.

La direzione musicale dell’estremo capolavoro del geniale compositore salisburghese è invece affidata a Sesto Quatrini (Roma, 1984), uno fra i più talentuosi e giovani direttori italiani di oggi che ritorna a Cagliari, dopo il concerto sinfonico diretto nel gennaio 2019, e che quindi debutta nell’opera lirica.

L’opera viene eseguita in un nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari, in coproduzione con il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, con la regia di Andrea Bernard (Bolzano, 1987), architetto e vincitore nel 2024 del Premio Abbiati come “miglior regista” per Don Carlo di Verdi, che ritorna a Cagliari, dopo il suo debutto, quest’anno, in Lucrezia Borgia.

La Stagione d’opera 2027 prosegue, dopo la pausa estiva, dal 28 settembre al 3 ottobre (sei recite, di cui una fuori abbonamento), con uno dei titoli più amati e popolari: La Bohème, opera in quattro quadri, su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, tratto dal romanzo Scènes de la vie de Bohème di Henri Murger e musica di Giacomo Puccini, assente dal dicembre 2023 dal palcoscenico cagliaritano. A Christopher Franklin, esperto direttore e violinista americano (nato a Pittsburgh), che ritorna a Cagliari dopo aver diretto le mozartiane Così fan tutte (2013) e Il flauto magico (2014) e dopo il successo dei concerti del febbraio di quest’anno, spetta il compito di dirigere i complessi artistici stabili del Teatro Lirico nel capolavoro del grande compositore lucchese, mentre l’allestimento scenico arriva dal Teatro Comunale di Bologna ed è firmato per la regia da Graham Vick (Birkenhead, 1953 - Londra, 2021), colto e creativo artista tra i più apprezzati nel panorama mondiale, nonché grande innovatore dei linguaggi e della messinscena del melodramma. Per il Teatro Lirico di Cagliari ha firmato spettacoli memorabili, come Opričnik di Čajkovskij (2003) ed Oedipe di Enescu (2005), per le rispettive inaugurazioni di stagione, accolti sempre con grande successo di pubblico e critica. Una regia cruda, anti-retorica ed assolutamente coinvolgente quella di Graham Vick per questa Bohème che risale al 2018 e rilegge l’opera in chiave moderna, quella della generazione Erasmus, degli studenti squattrinati e degli artisti precari. Ha vinto il Premio “Franco Abbiati” nel 2019 come “miglior spettacolo”.

Dal 27 ottobre al 3 novembre (cinque recite) viene rappresentata, per la prima volta a Cagliari, Candide, operetta comica in due atti, su libretto di Hug Wheeler, dalla novella omonima di Voltaire e musica di Leonard Bernstein.

Per la direzione musicale è previsto il ritorno a Cagliari, dopo il grande successo di Porgy and Bess (gennaio 2009), Wonderful Town (marzo 2010) e i trascinanti Gershwin e Grofè (settembre 2022) e Bernstein e Gershwin (giugno 2024), di Wayne Marshall (Oldham/Regno Unito, 1961), direttore d’orchestra, pianista e organista, uno dei musicisti più versatili ed estrosi di oggi.

L’allestimento della Lituanian National Opera and Ballet Theatre di Vilnius è lo stesso che il regista francese Vincent Boussard (Angers, 1969) ha firmato nel 2011 per la Staatsoper di Berlino: uno spettacolo giocoso, visivamente opulento, affascinante, pieno di umorismo e leggerezza nel trattare l’oscura ironia di Voltaire.

Tutti gli spettacoli vengono eseguiti dall’Orchestra e dal Coro, diretto da Massimo Fiocchi Malaspina, del Teatro Lirico di Cagliari. In La Bohème si esibisce anche il Coro di voci bianche del Conservatorio Statale di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari, diretto da Francesco Marceddu. Com

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